VOLPE E LEONE

05.12.2014 09:33

Così Macchiavelli definisce il Principe nel libro omonimo: volpe e leone. Il principe gestisce il potere come la volpe caccia la sua preda, astutamente, attentamente, silenziosamente, circuendola, studiando il terreno per poi assestare il colpo finale, non più da volpe ma da leone simbolo della forza, del vigore, della potenza…letale. Principe, volpe e leone. Il principe, il tiranno così gestisce il potere, non così la democrazia dove la gestione del potere è collegiale, in cui il dialogo regna sovrano (almeno dovrebbe). Nell’incontro tra me prete e il mio vescovo nel giorno del 3 dicembre, facendo memoria di san Francesco Saverio gesuita, ho sentito far cenno nella prima fase, quella dei convenevoli della necessità di una sana politica. Se come affermava La Pira che la politica è “azione per il bene comune della polis, della città” dunque la sana politica è  guida anche della Chiesa. La Chiesa, universale o particolare che sia, non può essere dunque guidata da un principe, ne andrebbe di mezzo il dialogo, non si dialogherebbe più come spesso accade cari amici di Chiesa Controcorrente, ma la parte si imporrebbe sulle altre. La Chiesa dunque universale, particolare che sia ha bisogno di democrazia, cioè di dialogo che ammetta l’interscambio fra le parti, la comunanza delle parti dunque non l’imposizione, ma la proposizione. Il dialogo dunque si deve fondare sull’apertura non unilaterale ma bilaterale, non deve esistere l’affermazione: “ non posso rispondere”, né la volontà di stuzzicare e provocare l’altro ad aprirsi e a partecipare cioè ad essere libero, per poi rispondere con la chiusura cioè il trattenersi, l’essere tenuto… Dunque temuto. Il dialogo presuppone la partecipazione di almeno due persone, l’incontro che è per definizione bilaterale, cioè ammette le due parti, e per funzionare deve far scaturire il dialogo non il monologo. In questo nostro primo incontro, in questa nostra prima fase è emerso l’incontro, solo l’incontro, non il dialogo perché c’è stato un monologo indotto, monologo di una parte indotto dall’altra. Possiamo, dobbiamo pensare positivamente: mentre una parte parlava l’altra ascoltava… Attività che subisce  e passività attiva che impone.. O negativamente la strategia di solo ascoltare e di non rispondere giustificandosi, scaltra attività che impone e attività o azione in buona fede (che subisce). Certo che quell’incontro, quel modo di fare politica, di gestire, manovrare il potere, mi ha riportato alla memoria il Principe, volpe e leone.