VISIONE PROPRIA O DELLA CHIESA?

12.10.2016 16:22

Afferma Bendetto XVI nel suo ultimo libro intervista a proposito della teologia : “ … la teologia possiede naturalmente una sua libertà e un suo compito , e che per questo aspetto non è completamente sottomessa al magistero , ma sapevamo anche che la teologia senza la Chiesa finisce per parlare a proprio nome e quindi perde significato ….. “ . Questa affermazione dovrebbe far riflettere soprattutto chi ha intrapreso un cammino di formazione teologica , chi ha ricevuto o pensa di avere ricevuto , illudendosi , una formazione teologica . La provocazione sta nel domandarsi se quel formatore o quella formazione teologica ricevuta , parlavano a nome della Chiesa ….. o parlavano per loro conto ? Fare un bilancio rigoroso sulla propria formazione è più che doveroso …. a proposito …. ricordo quando , nel 1983 , durante una gita di scialpinismo nella fase di discesa , scivolando in un canale, mi sono fratturato tibia e perone . Ho fatto subito un bilancio , immediatamente …. ero immobilizzato , fossi stato solo , non so se oggi sarei qui a raccontare quella esperienza . Allora poi non c’erano telefonini , c’era il compagno di gita che lasciatomi ciò che mi occorreva , si è precipitato a valle alla ricerca di soccorso . In quel momento di solitudine , di pericolo , di attesa dopo il primo bilancio ,inerente all’incidente , si fa un secondo bilancio , più analitico , perché il tempo te lo permette , l’attesa te lo permette anzi lo sollecita . Fare un bilancio della mia formazione teologica oggi , a freddo , dopo che il tempo trascorso mi ha permesso di valutare serenamente ciò che mi è stato consegnato è doveroso , soprattutto perchè stimolato dalle parole di un teologo ortodosso . Penso che qualcuno mi passò la propria visione teologica , soggettiva e non oggettiva ,e sono oggi convinto che quello non fosse il suo compito , quindi mi ha reso , e con me tanti altri , meno liberi , ma soprattutto poco formati . Ci si rende sempre conto , o presto o tardi , dei danni subiti , ma , o lo si accetta o non lo si accetta , e di ciò ci si rende conto ( di persona o attraverso le letture o lo studio ) soprattutto quando si incontrano teologi ortodossi , quando la formazione si personalizza . Non è certo una critica la mia , anzi ringrazio di cuore della formazione ricevuta , perché mi ha spinto a cercare a ricercare , non dando per scontato nulla , perché ciò che avevo ricevuto , non mi aveva convinto , dunque quella teologia parlava per se stessa ….. in essa cioè , si coglieva l’assenza della Tradizione . Fa piacere , tra le righe di un libro accreditato , cogliere il proprio pensiero , avere riscontri , ritrovarsi . Ciò che per me aveva avuto poco significato …… e di significato non ne aveva …. il significato autentico era da un’altra parte ….. cioè doveva essere ricercato …… ma qual è l’oggetto della ricerca : l’auctoritas , alla quale ci si assoggetta volontariamente e liberamente perché in essa si riconoscono le qualità che fanno, formano l’uomo , dunque il credente . “ …… Gesù … insegnava loro come uno che ha piena autorità “ (Mc. 1,22 ) e ancora “ questo è un insegnamento nuovo , dato con autorità … “ ( Mc.1, 27 )