UNO SOLO

20.11.2016 15:48

Luca , da attento cronista qual è : “ Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra noi …….. così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato , caro Teofilo ….. “ ( Lc. 1, 1-3 ) descrive per la storia , con molta attenzione i diversi atteggiamenti dei protagonisti del dramma che si è consumato sotto la Croce . “ Il popolo stava a vedere …. “ il popolo dunque è sempre spettatore , non è l’attore principale , il suo ruolo è di contorno , marginale , si auto esclude , è escluso perché non ha peso , guarda impaurito spaccandosi , dividendosi in mille rivoli ….. una parte , in silenzio , vivrà quell’ingiustizia rimanendo segnato nel suo intimo … indignato non reagirà , portando dentro di sé quel trauma , un trauma che tramanderà alle generazioni successive , come Adamo ha tramandato , dunque segnato indelebilmente l’umanità con il suo peccato …. un’altra parte si preparerà per salire sul carro del vincitore , la loro presenza sotto la croce è per osservare dove convenientemente porsi aspettando come avvoltoi il loro momento: “ … dove sarà il cadavere , là si raduneranno anche gli avvoltoi “ ( Lc.17,37 ) …. un’altra parte ancora è euforica , sprezzante , arrogante , adrenalinica … è la vincitrice , ha vinto , ha eliminato colui che ha toccato la loro coscienza , perché Dio tocca sempre la coscienza , dialoga sempre con essa per fa emergere lo sporco che in essa si annida , questa parte di popolo è lì ad osservare i suoi rappresentanti i suoi “ capi “ , così Luca li indica, che nella loro beata ignoranza, per la totale assenza di argomentazioni usano la derisione come metodo di trasmissione , alla stregua della soldataglia , che già si era accanita su quel corpo , segnandolo indelebilmente : l’uomo dei dolori , l’uomo della Sindone ! C’è ancora una parte di popolo a cui Luca dà voce , rappresentata da colui che è appeso accanto Gesù , povero come lui è povero , povero …. cioè l’ultimo degli ultimi , colui al quale era inflitta quella condanna infame destinata agli ultimi proprio per la sua efferata crudeltà . Luca dunque ci dice , o meglio conferma , che anche il mondo dei poveri , degli ultimi , dei reietti è regolato da una gerarchia , come nella società per bene e salottiera …. e il Cristo è l’ultimo , è annoverato tra gli ultimi , dunque Lui è il povero , lo straniero , il perseguitato , colui che deve essere posto , per primo , al centro dell’interesse di una Chiesa in uscita … di una Chiesa che confinata nel suo sopravvivere , cioè ripiegata si se stessa , non vuole guardare fuori dai suoi confini , dunque non comprende che il Cristo è oltre , oltre i confini dell’uomo e il rischio è quello di non accorgersi della sua presenza , ecco perché lo si dileggia e si rimane a guardare . Chi rimane a guardare non ha meno colpe di chi dileggia , irride . L’opportunismo dilaga , la prima lettura lo conferma , ad un Davide vincitore gli si presentano gli anziani di Israele e i rappresentanti di tutte le tribù ad ungerlo re , ma prima ancora a sottomettersi , per paura , con le parole che abbiamo ascoltato : “ …… noi siamo tue ossa e tua carne … “ … ben diversa per il Cristo , per lui non ci sono folle che si sottomettono , né l’establishment ( come oggi si usa indicare chi detiene il potere ) che lo unge …. ma a riconoscerlo autorità superiore , solo un uomo che comprende che quel uomo patisce ciò che lui patisce , e che lo patisce in modo ingiusto , vittima della giustizia fallace , effimera , partigiana dell’uomo …. e riconoscendo ciò , riconosce le sue colpe , le sue miserie , il suo solo apparire e si pente , acquisendo il suo essere , quello per cui lui è stato ….. ciò che è stato in quell’attimo e , per quell’attimo , è divenuto ciò per cui è venuto al mondo ….. quel fare quello che doveva fare , quel dire quello che doveva dire , come ancora Luca annota riportando le parole di Gesù: “ Abbiamo fatto quanto dovevamo fare “ ( Lc. 17,10 ) . Di tutta quella folla , il popolo , i capi , i soldati , i malfattori …. di tutta quella gente , solo uno , dunque l’unità , afferma la regalità di Gesù : “ Gesù ,ricordati di me quando entrerai nel tuo regno …. “ quella regalità negata dalla pluralità : “ Sopra di lui c’era anche una scritta : Costui è il re dei Giudei “ e da questa motivo di derisione : “ Se sei tu il re dei Giudei salva te stesso “ . Se oggi , chi detiene il potere economico e politico , chi occupa posti di rilievo nella vita sociale e il popolo sempre pronto a salire sul carro del vincitore , è al centro della misericordia di Dio è perché l’unità intercede per loro , l’unità , il biblico piccolo resto , il capro espiatorio , l’agnello innocente immolato , quello è il povero , l’ultimo , appunto l’unità , colui che fa sintesi cioè conclusione unitaria ed essenziale , e ciò , è verità … verità esplicitamente confermata dal Cristo : “ In verità io ti dico : oggi con me sarai nel paradiso “ ….. l’unità , l’essenzialità è condizione per riacquistare , acquisire nuovamente l’ordine e l’ armonia perduta , è modo per rientrare , riguadagnare , godere nuovamente della pace del giardino , dell’eden , il giardino perduto : conoscere ed essere quello che si deve essere . Quell’unità è il Cristo , non vi è altro al di fuori di Lui .