UN CONFRATELLO

17.11.2016 11:05

Sono stato contattato ieri pomeriggio da un confratello incardinato in un’altra diocesi , che dichiara di essere lettore di Chiesa Controcorrente . Mi ha telefonato e mi ha chiesto di incontrarmi . Ci siamo incontrati presso il mio studio , un uomo di bell’aspetto , almeno una decina d’anni più di me , ben oltre la sessantina e tanti anni di sacerdozio . Dopo la telefonata un incontro curioso , per entrambi naturalmente , con tanta curiosità e volontà di conoscersi . Mi ha esternato il desiderio di incontrarmi con scadenza mensile , naturalmente se lo avessi ritenuto opportuno. E perché no , mi sono detto . Portava abiti civili , per sua volontà e tutela, ma mi dice che normalmente veste il clergyman intervallato dall’abito talare . Si è presentato con il nominativo di un referente che entrambe conosciamo e mi ha invitato a incontrarlo anche nella sua diocesi se l’avessi desiderato , restituendo la visita . Ho telefonato seduta stante al comune conoscente , che da anni sento spesso e spesso con lui mi confido . Ha espresso il desiderio di confidarsi e , conoscendo la mia condizione ( ovvero la revoca delle mie facoltà in particolare quella di ascoltare le confessioni ) mi ha chiesto non di essere confessato , ma di accogliere le sue confidenze vincolandomi però al segreto confessionale a non rivelare la sua identità . Circa le sue confidenze , mi ha chiesto che fossero rese pubbliche a mia discrezione . Non sono un giurista , nella mia condizione non sono informato se posso vincolare al segreto confessionale , e entrambe ci informeremo , ma comunque gli ho garantito rigoroso silenzio e segretezza sulla sua identità e se i sarà permesso , questo silenzio sarà sugellato dal vincolo che il sacramento richiede e comporta, certo è che quelle confidenze non sono una confessione, non è richiesta assoluzione , non c’è intenzione di trattarle come materia sacramentale . Chiaramente gli ho domandato per quale motivo , le confidenze a cui sarei venuto a conoscenza non le rendeva lui stesso pubbliche ……. la mancanza di coraggio , la paura di perdere privilegi , perché si è dichiarato prete privilegiato , così si è definito e così mi basta sapere senza sapere a quali incarichi è stato chiamato e che ricopre . Ho intuito che quegli incarichi che voleva elencare e dei quali voleva darmi ampie spiegazioni ,e che io ho respinto , sono per lui un peso , sono divenuti un peso …. potere e successo che si ritiene incapace di lasciare . Sono un peso , ed è incapace a privarsene ….. portano a lui benefici … prestigio e denaro e un genere di vita nettamente superiore a quella dei suoi confratelli e al mio …. ma lo rodono . Rideva che possedessi una Panda per lo più a gas ( gpl) , un’auto senza ripresa , non sprintosa , aggressiva …. sentenziava . Avrei voluto subito entrare a gamba tesa , a questa sua affermazione ….. come la mettiamo con il Vangelo ?.... ha sorriso dicendomi che se ne sarebbe … poi … parlato . Gli ho chiesto , per curiosità , se ci fossimo mai incontrati …… lui mi ha risposto di guardarlo bene e di cercare di ricordare ….. mi arrendo . Lui mi ha riportato alla memoria un corso che avevo frequentato alla CEI a Roma all’inizio del mio ministero 4 anni fa. Mi chiedevo se era uno dei partecipanti al corso , ma non lo era , ma ci eravamo lo stesso incontrati , ad una delle pause pranzo di quelle giornate . Non ci eravamo neppure presentati , ma avevamo fatto la file uno dietro all’altro al buffet …. era rimasto colpito che fossi l’unico che portava l’abito , talare e la fede al dito , dunque si era informato di me da alcuni partecipanti al corso con cui avevo stretto amicizia . Non solo quello l’aveva colpito , ma anche il fatto che ero ospite nella casa generalizia di una congregazione religiosa …… perché ero ospite lì … a Roma ? Lui quando scendeva e scende ancora periodicamente a Roma usa alberghi di un certo livello e soprattutto non gestiti da religiosi , il clergyman per gli affari ecclesiastici e bei vestiti ( quello che io definisco di marca ) per le uscite serali . Ciò che l’aveva colpito era che un prete a Roma si recasse in una comunità religiosa , invece di approfittare della vita serale e notturna di Roma , tra trattorie e locali alla moda frequentati da artisti in genere ,politici e giornalisti , gente bene del “ jet set “ . Roma è sempre Roma . E qui direi fine della prima parte !