... Talento ? Pregare sempre, senza stancarsi ....

14.11.2020 13:26 Talenti , talento ! Che cosa si nasconde , qual è il messaggio che Gesù trasmette attraverso questa parola , attraverso questa parabola , la parabola dei talenti ? Dove vuole condurci il Signore Gesù , Dio ? Quale viaggio propone a noi fratelli cristiani in questa XXXIII domenica del Tempo Ordinario alla soglia dell’Avvento e in questo tempo segnato dalla pandemia ? Quale ? Come è consuetudine , partiamo ad analizzare la parola , il suo significato , la sua etimologia . Interessante anche un suo sinonimo . Il significato del sostantivo maschile talento ci conduce ad una unità di misura greca e ad una moneta in circoalzione in Grecia e in Palestina ai tempi di Gesù . Ma se riferito ad una persona è messa in evidenza , in risalto , la sua capacità intellettuale non comune , associata alla genialità ,la particolare e speciale inclinazione di un individuo ad una vivacità intelletuale , all’estro . L’etimologia della parola talento ,tratta dal greco tàlanton , riconduce il suo significato al piatto della bilancia . Dall’immagine della bilancia per la parola talento si acquisisce il senso di inclinazione . Il talento duqnue è l’inclinazione alla genialità , all’estro capacità che caratterizzano , identificano , separano . Concludo l’analisi di questo sostantivo con uno dei sinonimi ad esso associati : vocazione . Capite ora fratelli cristiani perché nell’introduzione di questa meditazione mi sono domandato e vi ho domandato dove il Signore Gesù , Dio con la parabola dei talenti , vuole condurci , quale viaggio propone a noi che seguiamo la sua parola , i suoi insegnamenti ? Il viaggio è dunque la vocazione , cioè la scoperta di un percorso che conduce alla realizzazione di ognuno di noi , alla scoperta della propria identità , che è genialità , estro , capacità e della separazione che è la santità il sapere stare , accompagnarsi , convivere , vivere con il Signore . La parabola ci fa comprendere che ognuno di noi ha un valore , possiete e sviluppa e ha il dovere di sviluppare , di far fruttare le doti personali ricevute e queste conferiscono ad ognuno di noi un valore e questo è misurato in talenti , nel talento che è la nostra diversità ciò che ci identifica , ciò che dice chi siamo e come siamo e perché siamo dunque la nostra inclinazione , dove pendiamo sul piatto della bilancia. Ogni diversità compone il puzzle che è l’unità ,dunque la diversità la mia diversità la mia identità non deve essere letta , com’è consuetudine fare , singolarmente ma in un contesto più ampio , comunitario in cui la mia diversità , la mia identità si annulla in favore dell’unità che è l’insieme delle diversità , delle identità e l’insieme delle diversità genera la normalità , l’ordinarietà , che è ciò che accade ogni giorno ,che Gesù definisce con queste parole nel brano del Vangelo di Matteo che vi leggo ( 6,34 ): “ … A ciascun giorno basta la sua pena.… “ . La nostra pena , il nostro ordinario ,se si legge per intero il brano di Vangelo , è il non affannarsi , perché l’affanno caratterizza i pagani non i cristiani , i cristiani si affidano e credono in un Dio provvidente , che provvede loro : “ … Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? … “ sono le pedagogiche parole di Gesù trascritte per noi nel vangelo di Matteo ( 6,26 ) . A proposito della provvidenza di Dio vi suggerisco una preghiera che il trappista padre Paolino Beltrame Quattrocchhi dichiarò di aveve imparato da sua mamma che con suo papà pochi anni osrono sono stati , dalla Chiesa , canonizzati : “ … Signore tu sai , tu vedi , tu puoi , tu provvedi … “ che è la sintesi di una vita , cristiana , di come un cristiano , credente e praticante si consegna , si affida totalmente a Dio riconoscendolo Dio . La straordinarietà del messaggio cristiano è la valorizzazione dell’ordinarietà , dell’ordinario , di ciò che accade ogni giorno che è l’incontro con se stessi , con i nostri corpi , con la nostra persona : questa è la nostra prima vocazione , la sensibilità verso un genere di vita , diciamo verso la vita e di questa la nostra vita . Incontrare se stessi significa incontrare un corpo , un’anima , uno spirito e quella parte divina che abita in noi , che ci riveste ; sì , fratelli cristiani , ci riveste come quell’abito bianco che abbiamo indossato dal giorno del nostro battesimo per sempre: una nuova esistenza, la nuova esistenza , la nuova identità . Se accettiamo di incontrare noi stessi , di dialogare con noi stessi , di conoscere profondamente noi stessi ,di armonizzare ciò che possediamo ,ciò che ci è stato consegnato fin dal giorno del nostro concepimento ,ciò che ci compone , che ci identifica ossia corpo , anima , spirito , divinità allora siamo in grado di dialogare con altri da noi , di dialogare con altre identità , altre esistenze , altre vocazioni , al fine di convergere e giungere all’unità , all’identità comune , a sperimentare, come scrive Paolo nella sua prima lettera indirizzata alla comunità cristiana che era in Corinto, (15,28 ) che : “… Dio sia tutto in tutti … “ che è la prova dell’unità , di quelle tante identità raccolte in un’unica identità , nell’identità suprema , in quella identità che fa essere , che spinge , sollecita ad essere nell’unità identità e che induce e realizza il passaggio dalla potenza che è in noi , all’atto , alla realizzazione di ciò che è in noi . Se Dio è in me , in tutti noi , è lui che conduce , che guida la mia esistenza ; di fatto io , noi ,possiamo consegnarci cioè annullarsi in lui per poter essere se stessi ,realizzarsi , per trovarsi e ristrovarsi , per scoprire la nostra identità , chi siamo , da dove proveniamo e dove indirizzarsi. L’annullamento , l’umiliazione del credente , del cristiano consiste, come scrive Pietro nella sua prima lettera ( 5,6-7 ) nelle seguenti due azioni che tra di loro sono consequeinziali : “ … Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi … “ ; l’annullamneto , l’umiliazione consiste nell’ allontanare da noi , in Dio ciò che ci angoscia perché così Dio ci cura , ha cura di noi e noi liberati da ogni peso possiamo liberamente e serenamente crescere , maturare . Si è affermnato che siamo unità , che siamo parte di essa , e che lo siamo pur conservando la nostra identità lo ha affermato S.Paolo nella sua prima lettera indirizzata alla comunità cristiana che era in Corinto ( 6,15 -20 ) : “ … Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo ? …. chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito … non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!.… “ . Il nostro corpo , l’intera nostra persona dunque è un forziere che contiene quei talenti che abbiamo ricevuto da Dio , di cui da lui siamo stati forniti ,dotati , per il solo fatto di essere parte dell’unità , di essere dunque unità con l’unità . Ma i nostri talenti vanno messi a reddito , fatti fruttare , per noi stessi e per gli altri (i fratelli ) per l’unità ( Dio ), per la continuità ( la tradizione , la Chiesa ) . Questo atto , questa azione , è la realizzazione dei due fondanti comandamenti che Gesù ci ha lasciato , trasmessi come eredità , come dote che è la somma , l’insieme dei nostri talenti ricevuti . Essi , in sequenza sono : “ … Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi» … “ . ( Mc.12,28-30 ) I talenti di cui siamo stati dotati ci sono stati concessi affinchè si possano spendere per noi stessi e per gli altri , ma soprattutto per dialogare con il Signore che ce li ha consegnati per rendere possibile la consequenzialità dell’atto che ha il suo inizio nell’ascoltare , e prosegue con il comprendere ciò che ci è stato affidato al fine di investire saggiamente , dove è necessario , ciò che si è ricevuto . Cosa è necessario ? E cosa si è ricevuto ? Ho forse parlato di beni materiali ? Nulla di tutto ciò , ciò che è necessario è ciò che si è ricevuto : corpo , anima , spirito , divinità : “ … Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo … “ si legge nella prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi (5,23 ) e la divinità ? Fratelli cristiani siamo o non siamo battezzati ? Siamo o non siamo divenuti figli di Dio ? Nostra responsabilità è pensare , meditare , pregare questo mistero . Dunque qual è l’invito del Signore ? “ … Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi … “ . ( Lc.18,1 )