... realizzandosi soffrirà !

13.07.2018 23:46 Dio sceglie i suoi inviati ( nella lettura di oggi il profeta Amos ) e li sceglie non tra la classe dirigente , tra gli esperti , i così detti tecnici potremmo dire oggi , ma tra il suo popolo , i semplici . Il profeta è colui che divulga solennemente una volontà divina ….. non è quello che predice il futuro …. il mago . Il profeta dunque predica , fa sapere solennemente ( cioè con le parole di Dio ,semplicemente ripetendole ) cosa Dio pensa ….. e spesso, anzi molto spesso ,Dio pensa esattamente il contrario di ciò che pensa l’uomo ….. è la storia dei ruoli …. ma non degli opposti …. ma dei ruoli …. creatore e creatura . Il profeta dunque , per i suoi simili , è colui che è scomodo , che deve , suo malgrado remare controcorrente , procedere controcorrente , cioè in direzione di Dio , perché Dio è sorgente da cui scaturisce la continua novità … la novità dunque è all’origine , alla sorgente ecco perché il profeta deve andare controcorrente per scoprire la novità . Dio è il presente , è la realtà e la perfezione è , sentenzia Niccolò Cusano la conciliazione degli opposti , dunque sperimentando Dio, vivendolo , l’uomo elimina i suoi contrasti interni , dunque esterni perché si conciliano gli opposti , non c’è più opposizione …. non così è l’uomo . L’uomo , per sua convenienza coltiva gli opposti , li mantiene opposti , alimenta l’opposizione dunque i contrasti ….. la lotta di classe … la lotta tra le classi … oggi anche in nuove forme , ma sempre lotta di classe … contrasti , opposti . Nella prima lettura di questa XV domenica del Tempo Ordinario il profeta è Amos è rifiutato , incalzato dal sacerdote di Betel con le parole : “ …. Vattene …. “ …. questa fratelli cristiani è l’accoglienza riservata al vero profeta …. questa parola fa di Amos un profeta . “ … Vattene … “ l’allontanamento , la sospensione dalla sua mansione , dal suo ministero conferito da altri , nel caso specifico da Dio . Gesù dirà secoli dopo ( Lc. 6,26 ) “ …. guai , quando tutti gli uomini diranno bene di voi . Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti …. “ . Il profeta vero , a differenza da quello falso , dunque è colui che deve dire ….. e dire bene , a chi di lui non dice bene . Giovanni il Battista , doppiamente profeta perché ultimo dell’Antico Testamento e primo del Nuovo pagherà con la vita la testimonianza della e alla Parola … il dire bene a chi di lui non dice bene . Il profeta è dunque sofferente , soffre la Parola , perché vive la Parola … perché ama la Parola , e ama la Parola perché si rende conto che è reale , realtà udibile , visibile , tangibile , palpabile … si rende conto che la Parola è Persona che è essenza ed esistenza che fa essere ed esistere …. Dio . Il profeta con la Parola , vive l’intimità , la sua intimità , vive il rapporto sponsale stretto e forte come l’amato con l’amante ….. il profeta è sedotto dalla Parola lo leggiamo nel libro del profeta Geremia ( 20,7 ) : “ …. mi hai sedotto Signore , e io mi sono lasciato sedurre …. “ e ancora “ … mi hai fatto violenza e hai prevalso … “ . Già … violenza ,nella lettura indicata da quel deciso modo di dire “ … mi prese … “ , che presuppone il non avere avuto scampo , perché nell’intimità , nell’amore , tra amante ed amato entra in gioco anche la forza , dunque la violenza ,una sottile e poi non tanto celata violenza , fatta di dolce arrendevolezza , che altro non è che il riconoscere , nel seduttore la forza che guida , non che sovrasta e schiaccia , ma che indica ed eleva perché realizza ed è capace …. nel senso che può contenere …. cioè in essa , nella forza , in quella forza , c’è posto , c’è il mio posto , c’è posto per me e solo per me . In quella forza cresco , all’ombra di quella forza cresco , coperto da quella forza cresco … questo dice l’angelo Gabriele alla vergine Maria ( Lc. 1,35 ) : “ …. su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo … “ . Quella ( virgolettata ) “ violenza “ è la potenza di Dio che fa di un uomo un profeta , l’ inviato di Dio : “ …. Non ero profeta , né figlio di profeta ; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro . Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge …. “ dice il profeta Amos ….. è stato proclamato poc’anzi , se ricordate fratelli cristiani. La potenza di Dio fa del mandriano Amos , il profeta Amos , la violenza si è consumata , perché l’amore è anche violenza , forza che fa andare spesso contro la propria volontà , come il lasciarsi sedurre , cioè abbandonarsi perché istigati , attratti irresistibilmente , lusingati , allettati …. vinti . Lasciarsi sedurre dunque , significa lasciarsi vincere , arrendevolmente consegnarsi , concedersi , sottomettersi ad una forza a noi superiore e piacevolmente e vigorosamente superiore . Il profeta è conscio della forza che lo ha sedotto e dell’arduo compito che gli viene assegnato , comprende il pericolo che corre ed è lucidamente consapevole dell’insuccesso a cui va incontro, è cosciente della solitudine a cui si condanna ma tutto ciò è effimero , labile , caduco perché in realtà si vota alla realizzazione e alla soddisfazione nella sua intimità . La contropartita a ciò è dunque la sua personale e intima realizzazione ….. profetizzare : “ …. Và , profetizza al mio popolo Israele …. “ . Per ben due volte il profeta è accostato al verbo andare , ricordiamo il “ … Vattene … “ del sacerdote di Betel con cui è scacciato , allontanato ; contrapposto il comando di Dio “ … Và …. “ che è l’invio , cioè l’inizio dell’attività , della missione , dell’azione , dell’atto della predicazione che è la semina ….. il seme sparso , gettato , seminato a spaglio largamente e abbondantemente . Ma il profeta non farà germinare , né crescere , né tantomeno raccoglierà ……… realizzandosi soffrirà !