... Pesach ...

06.03.2021 15:07 “ ... Si avvicinava la Pasqua ... “ sono le parole che abbiamo sentito proclamare dal Vangelo dell’apostolo Giovanni che ha chiuso il ciclo delle tre lettura di questa terza domenica del Tempo di Quaresima. E’ vero , si sta avvicinando la Pasqua si sta facendo prossima a noi fratelli cristiani , più prossima , nostro prossimo . Tra poche settimane la vivremo . Ma come ? Come la vivremo ? E poi la vivremo ? Lo scorso anno l’abbiamo vissuta ? O per il fatto che la notte di Pasqua sia stata celebrata in assenza dell’assemblea non è stata vissuta ? Ma poi la Pasqua non viene vissuta da noi cristiani ogni giorno ? Ogni giorno può, deve definirsi “ il passaggio “perché è questo il significato della Parola ebraica “pesach” . Il popolo di Dio in questa ricorrenza celebrava e, tutt’oggi celebra, il passaggio dell’Angelo della morte che avrebbe risparmiato i primogeniti del popolo e il passaggio dalla schiavitù alla libertà degli Ebrei con l’attraversamento del Mar Rosso . Diversamente per noi cristiani la Pasqua indica il passaggio definitivo dalla morte alla vita di Gesù Cristo che avviene con la resurrezione ma anche il passaggio, la trasformazione delle specie eucaristiche, pane e vino nel corpo e nel sangue del Signore : la transustanziazione . Fratelli , la Pasqua dunque è celebrata tutti i giorni nella transustanziazione cioè attraverso la trasformazione delle specie eucaristiche pane e vino nel corpo e nel sangue del Signore memoria della sua Resurrezione . Ogni giorno , dunque , nell’ Eucarestia si celebra la Pasqua . La scorsa settimana ,nell’omelia, ho ricordato le parole di don Divo Barsotti con le quali il sacerdote fiorentino invitava i consacrati della sua comunità a vivere da cristiani e a comprendere il significato nel definirsi tali : “ ... miei cari fratelli dovremmo prendere sul serio il cristianesimo , non si tratta di essere buoni , ci sono troppi buoni in questo mondo .... non si tratta di esercitare le virtù ... non si tratta nemmeno di amare come intendiamo noi , amare vuol dire morire , morire a noi stessi per essere veramente posseduti da Lui , il vero amore è proprio il dono si sé , il dono di sé perché l’altro ci possegga ...”. Fratelli , per attuare ciò ,per rendere prossima la Pasqua sino ad incontrarla ci si deve disporre a scacciare fuori dal tempio tutto ciò che non ha attinenza con il tempio come Gesù ha fatto , perché questo è l’amore , fare spazio , posto all’amato , all’amante colui che ci possiede , colui che si dona a noi e chiede a noi di donarsi a lui , colui che vive la sua morte per non permettere di far vivere a noi la nostra . Miei fratelli, il tempio a cui Gesù si riferisce non sono mura di pietra e non è neppure e solamente il suo corpo , il corpo del Cristo come Giovanni ci ha fatto intendere attraverso le sue parole : “ ... Ma egli parlava del tempio del suo corpo ... “ ; il tempio è anche il nostro corpo ne abbiamo traccia nella definizione che si apprende dalla prima lettera che San Paolo apostolo indirizzò ai Corinti (6,15-20 ) corpo inteso come : “... tempio dello Spirito Santo .... membra di Cristo ... “ corpo dunque che non ci appartiene , ma che appartiene : “... non appartenete a voi stessi ... “ si legge ancora nella lettera ai Corinti .(1 Cor.6,20 ) Se la Pasqua si avvicina e noi ne avvertiamo la presenza , l’arrivo è perché la Pasqua è per il corpo o meglio è per la persona nella sua completezza di corpo , anima , spirito e divinità , come ci lascia intendere e ci insegna la Scrittura ,la Parola . Ma ciò non avviene una volta all’anno , avviene sempre con continuità e per sempre e da sempre , eternamente perché Dio non ama l’uomo una volta soltanto , ma continuamente ed eternamente come ama il suo Figlio e perché l’uomo sua creatura è principalmente figlio suo . C’ è di più , se quel corpo - che nel Vangelo è chiamato “tempio” - è stato distrutto ( ne è testimonianza la morte di Gesù in Croce ) quel corpo sarà fatto risorgere , sarà ricostituito nel tempo e nelle modalità stabilite da Dio : “ ... in tre giorni lo farò risorgere ... “ promise Gesù . Il riferimento è al suo corpo , alla sua manifestazione esteriore ed interiore che nella sua totalità , completezza ed unicità si definisce con il termine persona, dunque la persona di Cristo ; e noi crediamo , cioè ne siamo certi per fede , che ciò è avvenuto , dunque siamo chiamati , invitati a credere che ciò avverrà anche per noi , per il nostro corpo , che in disfacimento e distrutto sarà fatto risorgere , diverrà glorioso come il corpo di Cristo descritto nei racconti delle sue apparizioni dopo la sua Passione e morte, e ciò perché la Pasqua continui , perché la sua presenza, la presenza del Cristo , del Risorto , sia continua, perché sia sempre Eucarestia , sempre dono , tempo di dono e del dono . Fondamentale è scacciare dal tempio ciò che non è con esso in sintonia , in armonia , in continuità : il di più , ossia ciò che non è essenziale , ciò dunque che è di peso , che ingombra perché il di più , il superfluo , ciò che non è essenziale “ ... viene dal maligno ... “ sono parole di Gesù raccolte da Matteo nel suo Vangelo. ( 5,37 ) La prima lettura di questa domenica elenca , nella sua seconda parte , ciò che non è essenziale per la vita di un credente ( dunque ciò che è dannoso , ciò che porta alla morte , ciò che allontana ) e nella prima parte la Scrittura ha elencato ciò che è essenziale per il credente ciò che deve essere trattenuto , immesso nel corpo , nella persona , nell’unità della nostra persona , nostro essere perchè è l’essenziale che mantiene in vita . Tutto ciò che è superfluo si può definire idolo , ossia ciò a cui si attribuiscono poteri che esso non puòessere possedere , e l’idolo che è di natura psicologica , cioè è da noi voluto , costruito , reso vivo , per nostro volere occupa un posto vitale nel tempio, nel corpo a danno dell’essenziale di ciò che costutuisce il corpo stesso . L’idolo o gli idoli sono invisi al Signore , egli comanda nel libro dell’Esodo : “ ... Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai ... “ .( Es. 20,5 ) L’idolo , il superfluo tenta di prendere il posto all’essenziale ecco perché Gesù scaccia dal tempio , dal corpo ciò che non serve perché ciò che non serve , il superfluo , prende il posto di ciò che è essenziale , di ciò che è fondante , originale , primario , unico e non molteplice . L’idolo si annida nel corpo come un parassita e si nutre dell’essenziale , togliendo l’essenziale a ciò che l’essenziale tiene in vita , fa crescere : l’essere nel suo insieme , nella sua totalità . L’atteggiamento di Gesù di scacciare dal tempio il superfluo per l’essenziale è avvertito come scandalo e stoltezza dalla società del tempo ,Giudei e pagani , società di sempre , di tutti i tempi , sì fratelli cristiani anche dalla nostra società , da chi detiene il potere che non siamo certamente noi che non siamo del mondo ma nel mondo , ed essendo nel mondo ma non del mondo ci rendiamo bene conto o dovremmo renderci conto di questo pericolo di far prevalere nella nostra vita l’idolo , la supremazia del superfluo sull’essenziale . Gesù dunque è preposto , inviato a liberare, a restaurare il corpo , a ricostruirlo a riportarlo nuovamente alla sua funzione, a ricrearlo per ricollocarlo nel giardino , nell’armonia dove la regola non è subita ma evocata e invocata . Il gesto rivoluzionario di Gesù non è stato l’atto energico attraverso il quale ha scacciato , allontanato l’idolo dal tempio , atto che potremmo classificare come atto di forza . La carica rivoluzionaria di quel gesto è stata riconoscere, avere avuto coscienza che l’idolo si era elevato a consuetudine, abitudine , routine , che l’idolo era giunto a dominare , schiacciare , sottomettere l’esistenza dell’essere , dell’essenziale dunque negare la libertà, e disattendere ed oscurare la verità . Il Signore nel suo rapporto con l’uomo usa la seduzione ma anche la virile risolutezza , lo afferma il profeta Geremia nel suo libro ( 20,7 ) : “... Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre ; mi hai fatto forza e hai prevalso ... “ . La seduzione unita alla forza che il Signore mette in campo sono comunque in favore di una relazione a tal punto che possiamo affermare senza ombra di dubbio che la Pasqua , l’Eucarestia sono il modo con cui il Signore ci ama , il modo con cui il Signore si relaziona a noi e con noi , ecco perché la Paqua è vicina , prossima , è il nostro prossimo , è alla nostra portata è in ogni momento della nostra esistenza che è immensa . Il Signore ci seduce , perchè è un ottimo amante , ci seduce con il suo corpo attraverso il suo fascino e perché amante , dunque geloso come lui stesso si definisce : “ ... Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso ... “ ( Es. 20,5 ) con forza allontana da noi ciò che intrferisce nella relazione amorosa che con noi ha scelto di stabilire .