... per fede dunque ...

27.12.2020 09:13 Abbiamo sentito proclamare nella seconda lettura, tratta dalla lettera agli Ebrei che la Liturgia della Parola propone a noi oggi domenica fra l’ottava di Natale: “ … per fede Abramo …obbedì …. per fede anche Sara … ricevette la possibilità di diventare madre …. “ e ancora “ … per fede Abramo … offrì Isacco … “ . Abramo e Sara dunque si fidano di Dio , ripongono in Lui quella fede , quella fiducia che Dio ha riposto in loro e, da Dio , dal Signore , entrambi ricevono lo sperato , ciò che essi sperano , bramano , cercano , desiderano ; e nella lettera agli Ebrei ( 11,1-2 ) Paolo definisce la fede con queste parole : “ … La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza … “ così dunque, con molti altri personaggi dell’Antico Testamento, Abramo e Sara . La fede dunque è prova , rende visibile , tangibile ciò che non si vede . Secondo il pensiero di Paolo la fede rende presente Dio che è visibile solamente con gli occhi della fede , che hanno la loro dimora nel cuore : “ … Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi …. ” si legge nel Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry . Sono reali gli occhi della fede , cioè esistono ? Della loro esistenza ne è testimone Abramo e, l’apostolo Paolo che coglie e comprende il messaggio che si promana dal libro della Genesi lo trasmette a noi nella lettera agli Ebrei . In merito al sacrificio di Isacco , Paolo annota , sul finire del brano oggi proposto quale seconda lettura che Abramo: “ …. pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti … “ ecco lo sperato , la fede e la reazione di Dio , alla fede è il far trovare ad Abramo l’olocausto per il sacrificio , ecco la realizzazione dello sperato , per fede Abramo ha mantenuto ciò che per fede aveva ottenuto : il figlio , Isacco realizzazione dello sperato . Abramo è certo per fede che Dio sarebbe intervenuto in modo a lui favorevole dunque non si nega , non si sottrae alle richieste di Dio , non nega Isacco richiesto in sacrificio perchè conosce Dio , ha imparato a conoscerlo nel rapporto che Dio , il Signore , ha con lui instaurato e la sua conoscenza è fondata nella fede, e la fede è reale, è il sesto senso , con la fede si gusta , si vede , si tasta , si ode , si odora , si ragiona e si comprende . La fede è tangibile dunque , vera , concreta è ragione : ratio , scienza , conoscenza . Ciò perché a Dio nulla è impossibile ! Ciò che da Dio scaturisce è posssibile , è il possibile . La prova ? Le prove sono scritte nella Sacra Scrittura , nella Parola, nella Tradizione trasmessa ; la moglie di Abramo , Sara ha partorito un figlio ,Isacco , in tarda età , così come Elisabetta cugina della Vergine Maria “ … che tutti dicevano sterile … “ si legge nel Vangelo di Luca (1,36 ) e se si avesse fede (questo è riferito a noi tutti fratelli cristiani ) un minimo di fede e precisamente : “ … quanto un granellino di senape ….” dice Gesù, ognuno di noi potrebbe dire al monte che gli sta davanti: “ … Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato … “ ( Mc.11,23 ). Per noi fratelli cristiani , in Cristo nulla è impossibile , questa è il nostro credo , questa è la nostra fede “ … Signore tu sei , tu puoi , tu vedi , tu provvedi … “ una preghiera che una mamma (con il marito elevata all’onore degli altari ) insegnò al fglio divenuto monaco trappista . Dio che è , può e noi che in Dio siamo , possiamo e la nostra vocazione è osare per potere . La forza di sposatre le montagne , l’identità di un Dio provvidente ha origine e si manifesta con la dimensione di in un piccolo granello di senape ,che tra i semi è uno dei più piccoli : “ …. Esso è il più piccolo di tutti i semi ; ma, quand'è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami … “ insegna Gesù ( Mt.13,32 ) . La fede è dunque una forza in divenire ; quella forza proviene da una città che è la più piccola della regione : “ … e tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda … “ profetizza Michea nel libro dell’Antico Testamento che porta il suo nome ( 5,1 ) e quella forza si fa strada , strada maestra , si incarna , come indica l’angelo ai pastori , in un bambino , in un piccolo ( Lc.2,12 ) : “ …. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia … “ . Tutto è piccolo , questa è la dimensione dell’evento , dell’avvenimento ma proprio da quella dimensione si legge ancora nella profezia di Michea ( 5,1 ) : “ …. uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele … “ che Giovanni il battista indica con le parole trascritte dall’evangelista Giovanni ( 1,29 ) : “ …. Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! … “ colui che “ … Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre … “ ( Lc.1,32 ) . Abele , Enoc , Noè ,Abramo , Sara , Isacco , Giacobbe , Giuseppe , Mosè , Raab , Gedeone, Barak, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e tutti i profeti sinanche le mura di Gerico , elenca Paolo nella sua lettera agli Ebrei , tutti e tutto hanno dato prova con la fede , tutti e tutto sono segnati e distinti dalla sua esistenza , dal suo passaggio , tutto e tutti hanno rticevuto da essa una nuova identità ciò che Paolo intende con la parola ricapitolazione e Gesù manifesta trasfigurandosi sul monte Tabor . La fede intelletualmente induce a ricapitolare cioè a riassumere i punti essenziali di ognuno di noi fratelli cristiani , alla luce della Parola, dunque nel confronto con Dio a riepilogare , a fare sintesi ; ma non si ferma al solo piano intellettuale infatti concretamente realizza , e realizza attraverso la trasfigurazione ,che è il procedere , l’andare oltre i nostri limiti , superarli , vivere nelle dimensione che sta oltre a noi e che noi non riusciamo a percepire con i soli nostri sensi , la dimensione spirituale , mistica . Senza ciò la fede langue , si affievolisce , diviene tradizionalismo , fideismo … un bracere spento . Per fede dunque ….