... pedagogia divina , divina pedagogia ....

06.07.2018 23:43 Qual è la forza di un cristiano …. o …. in un cristiano ? La risposta la possiamo trovare nella seconda lettura di questa XIV domenica del Tempo Ordinario , tratta dalla lettera di Paolo alla comunità in Corinto …. ai santi della Chiesa di Corinto , lettura proposta dall’odierna Liturgia della Parola . “ ….. quando sono debole , è allora che sono forte ….” . La forza di un cristiano , dunque , la nostra forza fratelli cristiani , ha origine nella debolezza ….. è la stessa debolezza . Significa forse che noi , fratelli cristiani , fondiamo e viviamo la nostra esistenza sulla scarsità di forza , di vitalità , di autorità , di virilità ? Siamo cioè scarsamente efficaci ? Perché la parola debole , deboli , questo significa , richiama questi atteggiamenti … chiaramente in questo mondo , nel mondano , nella mondanità …. e , dal mondano , dalla mondanità , da questo mondo la debolezza è dunque da ricusare , da fuggire ….. ma questo non è un atteggiamento cristiano , non è da noi fratelli . Nella nostra sfera , nel nostro mondo , quello a cui apparteniamo e di cui Giovanni configura ( nel senso che rende figura , reale figura ) con queste parole di Gesù ( 15,19 ) : “… non siete del mondo , ma io vi ho scelto dal mondo … “ la realizzazione della forza , il segno della forza si manifesta “ ….. quando sono debole …. “ perché …. “ … è allora che sono forte ….” lo abbiamo sentito proclamare poc’anzi . Paradosso dunque contraddizione ? O paradosso , dunque contraddizione ! Dubitativo interrogativo o esclamativo affermativo . Nessuno dei due , solo realismo , sano realismo cattolico cristiano . La debolezza umana è lo svuotamento , la kenosi , il volontario e umano abbassamento che Cristo stesso gloriosamente e volontariamente patisce e subisce . Ma come ? in un primo tempo quando viene mostrato sofferente, esposto da Pilato ad una folla esagitata , assetata di sangue ( Gv.19,5 ) : “ …. Ecco l’uomo … “ , un corpo , il corpo di Dio , Dio , martoriato , sfigurato dai flagelli , umiliato dagli schiaffi e dagli sputi , dileggiato e irriso da una corona di spine e da un mantello color porpora …. e poi , in un secondo momento , nell’atto dell’innalzamento , la crocifissione “ … quando sarò innalzato da terra , attirerò tutti a me … “ leggiamo nel Vangelo di Giovanni ( Gv.12,32 ) . Il Cristo è innalzato , elevato nella sua e per la sua volontaria debolezza …. una debolezza che ha conquistato il mondo , che ha posto il mondo alla regale sequela , cioè alla sequela del regale , seguire il re . A noi fratelli cristiani è stato dato questo esempio , l’abbassamento , la kenosi , seguiamo questo esempio perché scritto , perché atto , realtà , Parola di Dio per la sua e la nostra glorificazione ed elevazione . La nostra debolezza è la regale debolezza del Cristo e non è nostra , non è farina del nostro sacco , perché noi non ci si possa vantare di ciò , perché non si abbia la tentazione di insuperbirsi . Per questo motivo è stata conficcata nella nostra carne una spina , come scrive Paolo , perché la spina duole e ci ricorda di ciò che siamo fatti , ci ricorda la nostra natura umana “ … polvere tu sei e in polvere ritornerai ! …. “ leggiamo nel Libro della Genesi ( 3,19 ) . Ma ci ricorda anche che siamo divini , perché figli di Dio : “ …. voi siete dei , siete tutti figli dell’Altissimo , ma certo morirete come ogni uomo …. “ recita il Salmo 81 . Quel dolore che la spina provoca è dunque pedagogia divina , sana educazione cristiana il cui scopo è quello di elevare , di santificare noi fratelli cristiani di farci tendere verso l’alto , l’infinito , questa è dunque la pedagogia divina e la spina è conficcata per non montare in superbia , come scrive Paolo : “ … poiché non montassi in superbia … “ . Il dolore che provoca ci insegna a non vantarsi delle nostre capacità , ma di riconoscere quelle dell’altro da noi , colui che ci fa essere ed esistere … Dio . E’ necessario dunque umiliarsi , ma come ? Si recita nel Salmo 55 ( 23 ) “ … Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti sosterrà … “ affermazione , concetto ripreso da Pietro nella sua prima lettera ( 5,6 ) “ …. umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio , perché vi esalti al tempo opportuno , gettando in lui ogni vostra preoccupazione … “ . La potenza di Dio si manifesta nella debolezza : “ … la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza … “ abbia sentito proclamare oggi dall’ambone . La potenza di Dio è l’abbassamento , la Kenosi , sino all’umiliazione del Cristo , la morte di Dio affinchè noi , in Lui , attraverso Lui , potessimo essere elevati ed esaltati . L’atto di umiliazione del Cristo , che ha assunto la nostra natura umana, ha avuto lo scopo di esaltare l’uomo , di elevarlo . Sue , di Gesù , sono le parole che Luca riporta nel suo Vangelo ( 14,11 ) a riguardo dell’umiliazione: “ …. chi si umilia sarà esaltato …. “ cioè sarà posto in una alta condizione , tenuto , fatto oggetto di alta considerazione , posto in alto , elevato , visibile , indicato …. re , profeta , sacerdote …. Questo è il Cristo elevato e questo è l’uomo perchè Cristo è stato elevato . Umiltà , debolezza dunque , sono la nostra forza e l’unica forza , perché forza che scaturisce dal Cristo , da Dio , forza cosmica , dunque universale … appunto cattolica