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30.03.2019 14:42 Paolo , nella sua seconda lettera indirizzata ai cristiani di Corinto e proposta dalla liturgia della Parola di questa IV domenica di Quaresima afferma : “ … se uno è in Cristo , è una nuova creatura , le cose vecchie sono passate : ecco ne sono nate di nuove …. “ , mentre nel Vangelo redatto dall’ evangelista Luca si legge : “ …. questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita … “ . La nostra adesione al credo cristiano , il nostro credo fratelli cristiani dunque ci fa essere , in Cristo , perché in Cristo , nuove creature ; creature rese nuove proprio percorrendo l’obbligato tragitto che è la morte , e ciò è espresso magistralmente nel sacramento del battesimo attraverso il suo rito . Nel sacramento del battesimo veniamo rigenerati , cioè superiamo , siamo oltre la generazione , diveniamo dunque da creature generate , nuove creature rigenerate ,tramite l’immersione nell’acqua , il passaggio tra due mondi , quello della morte e quello della nuova vita ; dunque morendo e risorgendo , preludio della nostra condizione futura e definitiva : l’eternità . Sia chiaro fratelli che la morte per un cristiano , la morte di un cristiano è nascita al cielo , è dunque nuova condizione , è novità , è nuova identità è attesa del corpo glorioso , ciò che ci farà simili al Cristo dei racconti post – pasquali , del Cristo risorto nel e con il suo corpo glorioso , cioè vivo : corpo anima e spirito , persona come scrive Paolo ai santi della Chiesa in Tessalonica ( 5,23 ) : “ … tutta la vostra persona , spirito , anima e corpo … “ . In fondo fratelli noi critiani apparteniamo già cielo lo afferma Gesù ( Gv. 15,19 ) “ … non siete del mondo … “ . Ciò che viene in noi sacramentalmente immesso , introdotto , indotto , acceso con il battesimo e di rimando con la nostra conseguente risposta ( sia negativa che positiva ) ciò che da noi scaturisce , che da noi deriva , è il nostro credo e di conseguenza il nostro adattarsi ad esso , il viverlo con tutto noi stessi . Non c’è , non è scritto un o il metodo per credere , il Signore non l’ha predisposto ; il Signore ci ha donato la vita , l’esistenza , che altro non è che la possibilità dell’incontro dunque del credere , del professare il nostro credo . La possibilità se finalizzata immette nel Cristo , in Cristo che è amore , leggiamo nella prima lettera dell’apostolo Giovanni ( 4,8 ) : “ … Deus caritas est … “ … “ … Dio è carità , amore … “ e per affermare ciò , per farne esperienza è necessario essere in Cristo , entrare in Lui dunque penetrare Cristo e con lui gioire del conseguente godimento , godere a fondo di quell’atto che realizza , fa essere e ciò è la sublimazione dell’amore . Essere in Cristo , come afferma Paolo è essere dentro di Lui , nella sua intimità e solo l’amore , l’atto sponsale permette , attraverso la totale e reciproca disponibilità e il completo spogliamento ( cioè il mostrarsi per quello che si è e non già per quello che vorremmo essere ) permette di condividere e vivere l’intimità dell’altro da sé . La pedagogia divina infatti ci fa trovare tra i libri che compongono la Bibbia , il Cantico dei Cantici , dove l’amore sponsale è cantato , sublimato e celebrato … amore sponsale sì , l’amore tra lo sposo e la sposa , e di rimando tra Dio e il suo popolo , tra il Cristo e la sua Chiesa ….. Cristo è Dio e uomo , persona , ama dunque come Dio e come l’uomo , e parla dell’amore divino con le categoria dell’amore sponsale , dell’amore umano , terreno e fa dell’amore sponsale , dell’amore terreno amore divino , dove l’uomo può , se ama , trasfigurarsi , andare cioè oltre la figura ,facendo esperienza dell’eternità attraverso le cose invisibili che sono eterne . Scrive infatti l’apostolo Paolo nella sua seconda lettera ai Corinti ( 4,18 ) : “ … Le cose visibili sono di un momento , quelle invisibili sono eterne … “ . Ma di Paolo mi piace anche ricordare ciò che scrive alla comunità cristiana di Roma ( 12,1-2 ) : “… Vi esorto dunque fratelli ….. ad offrire i vostri corpi …. questo è il vostro culto spirituale ….. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo …. “ sembra quasi che Paolo voglia rivelarci che l’offerta di se stessi , la totale offerta di noi stessi , l’amore è il non conformarsi alla odierna mentalità in cui l’amore è sistematicamente innacquato , vituperato , ridicolizzato , abusato o molto spesso ignorato . Amare duqnue , credere , essere in Cristo , essere nuove creature è l’opera di Dio , lo insegna Gesù stesso attraverso le parole di Giovanni ( 6,29 ) “ … Questa è l’opera di Dio : che crediate in colui che egli ha mandato … “ . Dunque manifestare il nostro credo è l’opera di Dio e l’opera di Dio salva , cioè fa essere nuona creatura , novità , fa essere in Cristo . Scrive Paolo ai cristiani di Roma ( 10,9 ) : “ … poiché se confesserai con la bocca che Gesù è il Signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha resuscitato , sarai salvo … “ come abbiamo sentito nella proclamazione dell’odierno vangelo : “ …. questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita … “ e da ciò la conseguenza gioia della ritrovata unità che poi per noi cristiani è Trinità . Concludo , citandovi un brano della lettera di Paolo ai Colossesi ( 2,9-10 ) in riferimento a ciò che , l’apostolo intende con quell’essere “ in Cristo “ che ci è stato proposto nell’odierna seconda lettura e lasciando a voi il commento : “ E’ in lui ( Cristo ) che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità , e voi partecipate della pienezza di lui …. “ .