OBBEDISCO E SEGUO IL RE , NON UN re O I re

27.01.2015 08:41

Ieri nelle memoria dei santi Timoteo e Tito ho festeggiato il ventitresimo compleanno di due dei miei tre figli Pietro e Filippo, gemelli. E’ singolare che il giorno in cui la Chiesa fa memoria di due santi, hanno aperto gli occhi alla vita due esseri umani, fratelli, fratelli gemelli, il nascere non è mai un caso, ma un momento pensato, cercato, voluto, realizzato. Nella giornata di festa molto sobria uno dei due mi ha invitato a leggere un quarto di pagina di un libro: “ Walden, ovvero vita nei boschi” di Henry D. Thoreau che io riporto alla vostra attenzione cari amici di Chiesa controcorrente, e lo dono come a me è stato donato da un figlio, io lo dono in veste di padre, a chi compone l’oligarchia che regge questa diocesi. Non è vangelo, ma ha molto di esso; non è Parola di Dio, ma parola umana in cui sappiamo che si annida la divinità. S Giovanni della Croce affermava che ogni pensiero umano vale più dell’universo intero, forse perché in esso è presente lo Spirito di Dio, il Mistero. Così scrive Thoreau:” datemi la verità invece che amore, denaro o fama. Sedetti ad una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L’ospitalità era fredda come i gelati… Non m’importa nulla dello stile, delle case, della terra o del << trattenimento>>. Andai a salutare il re ma mi fece fare anticamera, e si comportò come se fosse incapace di essere ospitale. Vicino a casa mia c’era un tale che viveva in un cavo di un albero. Avrei fatto meglio ad andare a trovare lui chè le sue maniere erano veramente regali”. Da tempo mi sono recato dal re a e dai suoi ministri per salutarli e da tempo siedo accanto a quel tale nel cavo dell’albero. Da tempo seguo il Re e non un re, perché il Re non mi chiede obbedienza, sottomissione ma m’invita ad amare. E come Walden <<a me piace comportarmi a mio modo: non passare in processione con pompa e ostentazione, in luogo dove tutti possono vedermi, ma passeggiare persino con il Fattore dell’universo se posso; non vivere nell’agitato, nervoso, rumoroso e triviale 19° secolo, (oggi possiamo scrivere 21°), ma starmene avvolto nei miei pensieri, in piedi o seduto, mentre esso mi passa accanto. Che stanno festeggiando gli uomini? Sono tutti un comitato d’intesa, ed in ora in ora attendono che qualcuno parli. Dio è il solo Presidente del giorno…” Il vostro potere, la vostra oligarchia vive morta da secoli.