...... Mosè, Mosè ..... !

23.03.2019 14:55 “ .. Mosè , Mosè … ! “ Rispose : - Eccomi … - Non avvicinarti oltre ! Togliti i sandali dai piedi perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo … ! “ . Mosè è un uomo disponibile , spinto dalla curiosità e dal desiderio di conoscere ,di apprendere . Accorre alla chiamata , accorre a quella voce che ode e che viene dal nulla , accorre ad osservare quello strano fenomeno , un cespuglio che pur bruciando non si consuma . Di quel uomo scelto per essere latore del messaggio divino , Dio dunque ne apprezza la disponibilità , la prontezza e l’intelligenza , la volontà di conoscere . Fossimo noi come Mosè fratelli cristiani ….. pronti alla chiamata , disponibili , aperti e famelici di conoscenza , attenti , curiosi . Il Signore fratelli cristiani si manifesta a noi ogni giorno , in ogni momento , la nostra colpa è quella di non riuscire a cogliere , udire la chiamata di non riconoscere colui che chiama e che a noi si manifesta . Siamo fossilizzati su stereotipi di manifestazioni , quelle di cui più si parla , quelle che si vuole che siano , non certo quelle che sono . Il Signore si manifesta stuzzicando l’intelligenza dell’uomo , stupendo l’uomo , suscitando nel cuore dell’uomo degli interrogativi : “ … Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo : perché il roveto non brucia ? … “ si domanda Mosè , e l’autore del libro dell’Esodo trascrive ciò per noi , per noi che dovremmo ascoltare a bocca aperta questo racconto in questa terza domenica di Quaresima . Il Signore si manifesterà a Mosè per il resto della sua vita , e Mosè saprà cogliere le manifestazioni con le quali il Signore a lui si presenterà , saprà riconoscere il Signore in ciò che lo circonda , in ciò che parla di Lui e stabilirà con Lui , con il Signore , con Dio , un rapporto stabile e duraturo , vitale . Il Signore si manifesterà senza mostrarsi in volto , ma mostrando la sua presenza ovunque , diffondendo nel tutto , nel presente la sua presenza . Le modalità con cui il Signore , Dio , provoca l’incontro con Mosè sono le stesse che Dio adotta nell’incontro con ogni uomo e che ogni uomo adotta per comunicare con altri uomini . Dio chiama Mosè nominandolo , richiama la sua attenzione , la cattura , poi ne stuzzica l’interesse , la curiosità , quindi lo interpella si rivolge a lui stabilendo un dialogo , cioè continuità , stabilità . Mosè ha la capacità di percepire la chiamata e ad essa rispondere , si pone all’ ascolto , apre ,mostra la sua interiorità ,condivide con il Signore la sua intimità , sa cogliere i segni esteriori e le voci interiori . E’uomo pragmatico e spirituale , è uomo coraggioso che non fugge l’imprevedibile , l’inconosciuto , l’informale ma lo riceve , lo accoglie , se ne fa carico , si interessa , si coinvolge , cerca di comprendere , di svelare . Dunque fratelli cristiani , come Mosè anche noi , ogni giorno siamo fatti oggetto dell’interessamento di Dio , tutti i giorni , per più volte al giorno , e per tutto il corso della nostra esistenza, della nostra personale esistenza , Dio rivolge a noi il suo sguardo nel tentativo di catturare la nostra curiosità e di stabilire con noi un rapporto , una relazione . Ma il brano proclamato non solo svela a noi le modalità ed il desiderio con cui Dio ci vuole incontrare e con noi relazionarsi , ma mostra la sacralità del luogo dell’incontro . Quel luogo dove Dio incontra Mosè e nel quale stabilisce con lui la sua personale relazione è sacro : “…. togliti i sandali dai piedi perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo … ! “ ammonisce Dio Mosè , e se Dio incontra più volte al giorno e per tutta la sua lunga esistenza Mosè , allora significa che la terra , tutta la terra , ogni luogo , anche il più nascosto , è santo , sacro , reso tale dalla presenza di Dio , che è in tutto perché creatore del tutto . Abbiamo i piedi stabilmenti piantati su di una terra santa , sacra ; sacra perché non ci appartiene ma perché appartiene . Non siamo noi i creatori della terra , dell’ambiente , noi siamo solamente le creature che godono , amministrandola , l’opera del creatore : “ … Facciamo l’uomo a nostra immagine , a nostra somiglianza , e domini sui pesci del mare , sugli uccelli del cielo , sul bestiame , su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra … “ si legge nel lirbro della Genesi ( 1,26 ) e ancora “ …. Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse … “ ( Gen. 2,15 ) . Ogni angolo della terra dunque è santo , sacro perché luogo dell’incontro con il Santo , con il Sacro e va percorso , calpestato con i piedi nudi , privi di calzari , per sentirsi ad essa , alla terra , al suolo , aderenti , parte . Siamo terra e tratti dalla terra e diverremo terra , ritorneremo terra : “ … finchè tornerai alla terra ,perché da essa sei stato tratto : polvere tu sei e in polvere ritornerai ! … “ leggiamo ancora nel libro della Genesi ( 3 , 19 ) . Fratelli cristiani se non partecipiamo con tutto noi stessi a ciò ,che è poi il nostro credo , beh allora come scrive Paolo nella sua prima lettera ai Corinti ( 15,17 ) : “ … vana è la vostra fede … “ se così è , se ciò che crediamo è vano è perché siamo zizzania da affastellare e gettare nel fuoco: ” … cogliete prima la zizzania legatala in fastelli e bruciatela … “ dice Gesù ( Mt.13,30 ) . Siamo dunque chiamati ad una responsabilità divenendo credenti che non è solo quella di rapportarsi con il divino , ma divini , perché figli del divino , siamo chiamati , invitati a vivere il sacro , a vivere di sacro che altro non è ciò che al divino fa da cornice .