... mormorare ... mormorazioni ....

03.08.2018 23:56 “ …… In quei giorni , nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne ….“ sono parole appena ascoltate , tratte dal Libro dell’Esodo , brano che la Liturgia della Parola propone in questa XVIII domenica del Tempo Ordinario . La comunità dunque , mormora , il popolo mormora contro ciò che , non Mosè e Aronne dispongono o propongono , ma Dio . Dio trae , toglie via , il popolo , la comunità dall’abitudine “…. quando eravamo seduti presso la pentola della carne ….. “ abbiamo sentito proclamare nella prima lettura …. un’abitudine pagata a caro prezzo il prezzo della libertà . Il popolo , la comunità comunque , preferisce l’abitudine …. la schiavitù , alla libertà . La libertà è l’Esodo , il viaggio in massa e di natura pedagogica attraverso la privazione , le privazioni , le difficoltà , il disagio …. il deserto … ma , nel linguaggio dell’amore , è il viaggio dell’amante con l’amato nel luogo dove si sarebbero dovute concentrare e consumare le reciproche ed intime attenzioni e , nel silenzio degli spazi provare , fare esperienza della condivisione delle privazioni e delle difficoltà …... tutto ciò non è altro che quotidiana e sponsale pedagogia . Il popolo , la comunità non ama , e nel rapporto sponsale il popolo è colui che è amato dall’amante , Dio . L’amante l’ha tratto nel deserto , l’ha voluto , l’ha indotto nel deserto per vivere intensamente e personalmente il rapporto sponsale allo scopo di generare , cioè di trasmettere vita ….. di far vagire la Tradizione . L’amato sa di essere amato e sa anche di concedersi quando a lui conviene , perché non amando vive dell’amore dell’altro dell’amante ….. dunque fa capricci , si fa attendere , non collabora nel rapporto sponsale , nell’atto sponsale . La comunità , il popolo , l’amato , non è maturo per il rapporto , è legato ancora a ciò che era ….. e dunque non vuole essere , né divenire , preferendo stazionare . Dio , l’amante , per salvare quel rapporto , perché ama , concede , a modo suo , secondo la sua pedagogia , ciò che il popolo , la comunità , l’amato chiede …. l’abitudine …. concede nuovamente l’abitudine sino a nausearlo ….. fa piovere dal cielo la manna , un pane dolce , e le quaglie , carne ….. . L’abitudine è ricreata , il popolo , la comunità , l’amato dovrà, per abitudine , giornalmente raccogliere il suo sostentamento fino a nausearsi . Dio fa esperienza del non amore , dell’abitudine , dell’opportunismo del suo popolo , del suo amato ; Dio è messo da parte perché è un Dio che ama la creatura che non ama e perché opportunista cerca di sfruttare il Creatore . Il popolo si comporta come i pagani e segue vani pensieri come scrive Paolo agli Efesini . I pensieri del popolo non si concentrano su Dio ma a saziarsi e ad essere saziati . L’opera di Dio che per Gesù , nel Vangelo di Giovanni oggi proclamato , è il credere in Dio stesso , per il popolo è solamente sopravvivenza …. egoismo … consolazioni . Fratelli cristiani , di ciò ne facciamo continuamente esperienza , siamo solamente , perché indotti , concentrati principalmente nelle opere di misericordia corporale molto poco in quelle spirituale ( e ricordiamole tutte due : le spirituali - consigliare i dubbiosi , insegnare agli ignoranti , ammonire i peccatori , consolare gli afflitti , perdonare le offese , sopportare pazientemente le persone moleste , pregare Dio per i vivi e per i morti - e le corporali – dar da mangiare agli affamati , dar da bere agli assetati , vestire gli ignudi , alloggiare i pellegrini , visitare gli infermi , visitare i carcerati , seppellire i morti ) filantropia , che non è il credere in Dio , nel senso che Gesù insegna e testimonia , cioè dare la propria vita …. amare , dare la totalità del proprio essere ( corpo , anima , spirito ) all’amante perché amati . Rifuggiamo l’amante , colui che ci ama perché amarlo significherebbe annullarsi , consegnarsi , perdersi , come è giusto che l’amato faccia con l’amante . L’opera di Dio è il credere , quella della comunità è mormorare dunque scegliere ciò che più le aggrada e la realizza … l’abitudine … ma l’abitudine è effimera e nauseante . fratelli cristiani , non si può costruire su ciò che è superato , infatti l’abitudine , è vezzo , moda , mania , routine , consuetudine , tran tran , cioè è il già stato che si ripete , dunque non è più novità , lo è stata , è ripetizione che tende all’assuefazione , all’adattamento al continuo compromesso , ben lontano dall’evangelico : “ sia invece il vostro parlare si, si , no,no ; …..” ( Mt. 5, 37 ) . Il cristianesimo è novità totale , è l’essere nelle mani del vasaio , cioè argilla sempre umida , capace di essere rimodellata ,riplasmata , è il ritornare bambini , cioè avidi , di conoscenza è , come osservarono e specularono gli antichi filosofi greci , essere in divenire , cioè protesi all’oltre , quella capacità di trasfigurarsi e trasfigurare , cioè andare oltre la figura per cogliere il vero significato e la vera realtà delle cose …. alla luce delle fede , con gli occhi della fede …. dunque del credere , perché abbiamo la capacità , ci è stata conferita la capacità di osservare le cose come le osserva Dio , non con i suoi occhi ma attraverso ad essi . Il credere dunque non è mormorare contro l’altro , ma abbandonarsi all’altro , intendendo l’altro Dio , non certo l’uomo e nessun uomo perché la Sacra Scrittura insegna : “ …. Maledetto l’uomo che confida nell’uomo , che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore …. “ ( Ger. 17,5 ) … dunque : “ … Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua Fiducia … “ ( Ger.17,7 ) .