MIRACLE

20.06.2016 09:40

Ricordo molto bene la semifinale di hochey su ghiaccio dei giochi invernali della XIII Olimpiade di Lake Placid (USA ) era il 1980 e , ad affrontarsi furono le nazionali degli Stati Uniti d’America e quella dell’Unione Sovietica . Vinse con il punteggio di 3 a 2 la squadra statunitense che si aggiudicò la medaglia d’oro battendo in finale la Svezia . Il periodo storico era caratterizzato dall’invasione dell’Afganistan da parte dell’Unione Sovietica ,dall’occupazione dell’ambasciata statunitense in Iran , un clima e di guerra fredda e di guerra in generale . Ci fu anche la minaccia di boicottare le Olimpiadi da parte dell’Unione Sovietica . Ieri dopo una lunga passeggiata in montagna con il mio cane , rientrato a casa mi sono guardato in televisione il film “ Miracle “ del regista Gavin O’Connors , che narra la storia della squadra statunitense di hochey su ghiaccio , una squadra di giovani sconosciuti guidati dal coach Herb Brooks , impersonato dall’attore Kurt Russel . Il film ricostruisce la selezione e la preparazione di questi giovani , che scelti tra i giocatori non professionisti delle varie università , dopo un duro lavoro , lasciandosi guidare , affidandosi all’ esperienza , sperando e credendo compiono il miracolo battendo la titolata e imbattuta squadra sovietica . Ognuno di quei 20 giocatori , in quel lasso di tempo che trascorse dalla loro selezione alla loro confermazione , compresero non solo la loro identità , ma ciò che rappresentavano …. il loro Paese , la loro comunità . Devo dire che sono un sentimentale , mi commuovo sino al pianto , davanti a quel film , non è certo un’opera d’arte dei maestri del cinema italiano come i radical scic sventolano nella loro cultura datata e formale , ma ha molto di cristiano e di umano , di religioso e laico insieme . L’epilogo di quella partita fu un miracolo ,come si scrisse e come fu ritenuto ? Non c’è stato nulla di miracoloso , quei ragazzi vinsero perché cedettero in ciò che singolarmente erano , scoprirono la loro identità oltre il loro talento , fondarono la loro speranza nel loro credo , furono credenti e non increduli . Benchè i commentatori e la stampa nazionale sportiva non credessero nelle scelte del coach Brooks , quei ragazzi si affidarono totalmente , sperarono in lui , cedettero in lui , nella sua coerenza , nella sua schiettezza , nei suoi metodi , duri , a volte rozzi , non teneri , ma formativi . Non ci sono momenti di preghiera , nel film , ma momenti in cui sul campo , il coach richiamando un “ time out “ invita tutta la squadra raccolta in cerchio ad ascoltare il cuore della nazione lì rappresentato dal pubblico che scandisce il nome del loro Paese …. l’unità . Quei ragazzi , nel corso della dura esperienza della selezione hanno imparato a comprendere che l’unità è la famiglia , si identificheranno in una famiglia , quindi nei suoi valori e nei valori del loro Paese …. una famiglia nelle famiglia . Non furono le strepitose parate del portiere Jim Craig o il gol partita del numero 22 e capitano della squadra Mike Eruzione a vincere quella partita contro i sovietici , ma la realizzazione di quei ragazzi in campo umano oltre che in quello professionale . Maturarono come uomini prima che come professionisti , compresero , nella loro vita , cosa significava credere , più che sperare , perché la speranza è già contenuta nel credere . L’opera di Dio , ci dice Gesù attraverso Giovanni , è il credere , è il credo . Chi crede , spera anche , e ama , mette il cuore là dove c’è il suo tesoro . Un po’ come in queste elezioni amministrative , in cui i vecchi baroni , borghesi e rappresentati di quella classe politica dominante e governativa di destra e di sinistra che si è prestata a formare un governo non legittimato dal voto popolare ma da transfughi e da appoggi trasversali , ha voluto sistematicamente snobbare quella forza di giovanissimi che dal nulla, contro ogni speranza ha creduto nei loro programmi e nella loro freschezza e novità e hanno vinto …. Questo è il cambiamento , questa è la vera rivoluzione , questa è la novità . Mentre da una parte perché hanno veduto , hanno creduto , ( i sovietici e i baroni della politica locale , che davano per scontato il loro risultato forti della loro abituale esperienza ) dall’altra pur non avendo veduto hanno creduto ( la squadra statunitense e i giovani penta stellati che credevano nel loro lavoro , nelle loro fatiche , nei loro programmi … la novità ) . E’ fin troppo evidente l’accostamento del dialogo tra Gesù e Tommaso , la novità non sta nell’Apostolo , fin troppo avvantaggiato dalla sua triennale esperienza alla sequela di Gesù ma , ed è Parola del Signore , la novità sta in chi , non vedendo crede , non avendo nessun tipo di esperienza sogna e crede che il suo sogno divenga realtà , ecco il miracolo, la trasformazione , la trasfigurazione, una esperienza laicamente religiosa o religiosamente laica . Grazie coach Herb !