..... l'uomo non è nè sarai mai solo ....

07.10.2018 10:33 L’uomo dunque non è solo , e non è solo dall’inizio dei tempi , non è solo dalla sua origine , è quanto emerge dalla prima lettura di questa XXVII domenica del Tempo Ordinario , tratta dal libro della Genesi : “ … Non è bene che l’uomo sia solo …. “ disse il Signore Dio . Dio nel momento in cui crea l’uomo è consapevole che questo non si sarebbe accontentato della sua sola presenza , ma avrebbe voluto altro . Dio dunque per lui , per l’uomo , per la sua felicità , per poterlo vedere sorridere , plasma , dà forma agli animali e li dona all’uomo ; sì li dona , sono dell’uomo e non di Dio perché nel linguaggio biblico chi aveva il privilegio di dare il nome poi possedeva . L’uomo ha dunque un patrimonio , è l’amministratore del giardino , della flora : “ … Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse … “ si legge nel libro della Genesi (2,15 ) , e possiede tutta la fauna perché gli ha dato il nome , ma non è felice ….. Dio nel volto dell’uomo , nelle sue espressioni legge l’insoddisfazione …. ciò che ha , ciò che lo circonda non è bastante . L’uomo non si accontenta di ciò che è suo , la fauna , di ciò che amministra , il giardino , e non si accontenta neppure della compagnia del suo creatore , Dio , di colui che è come lui , perché Dio nel creare guarda il Figlio , il modello e plasma l’uomo : “ ….. e Dio disse – Facciamo l’uomo a nostra immagine , a nostra somiglianza , e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo , sul bestiame su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra . Dio creò l’uomo a sua immagine ; a immagine di Dio lo creò …. - “ leggiamo nel libro della Genesi ( 1,26-27 ) . L’uomo non comprende ciò che è , perché in esso prevale quel seno di inferiorità che lo accompagnerà sino alla fine dei suoi giorni , sino alla fine di questo mondo , del mondo che noi conosciamo e in cui viviamo fratelli cristiani . L’uomo non comprende la sua divinità , la sua natura anche divina , non l’ha capito nell’Eden e neppure dopo l’avvento di Cristo che è venuto perché l’uomo comprendesse la sua natura bivalente , umana ma anche divina . Leggiamo nel Salmo 81 : “ …. siete tutti dei , siete figli dell’Altissimo , ma certo morirete come ogni uomo … “ e Paolo ai Romani ( 8,15-17 ) scrive : “ … E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi ….. ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo – Abbà, Padre ! - Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio . E se siamo figli siamo anche eredi : eredi di Dio , coeredi di Cristo ….. “ . Secoli dopo , su questa questione sempre , da sempre e per sempre dibattuta , San Tommaso d’Aquino nelle sue Opere ebbe a scrivere : “ … L’Unigenito Figlio di Dio , volendoci partecipi della sua divinità , assunse la nostra natura e si fece uomo per far di noi da uomini dei …. “ . Questo ci insegna fratelli cristiani che la libertà che Dio ha in noi conferito ha un prezzo , che comprende anche il non apprezzare Dio … cioè non volergli riconoscere valore , non stimarlo . Il senso della libertà che Dio ha posto in me mi permette di scegliere di apprezzare o non apprezzare sino anche a disprezzare , cioè non considerare . L’uomo , non vuole ascoltare Dio , dunque non l’apprezza , quando non li disprezza . L’uomo non vuole l’amicizia con Dio perché ne percepisce la superiorità , dunque fa esperienza della sua inferiorità e se ne duole si sente piccolo , non rendendosi conto che quello stato è un valore : l’umiltà . Perde la sicurezza o meglio scambia la sicura mano del padre afferrata dal bambino per sua sicurezza , per ingerenza ; dunque come reazione non si affida , non pone fede a chi a lui provvede , al Dio provvidente e paterno . Ma questo diniego questa reazione l’uomo la rivivrà nella sua paternità , nel distacco , nelle incomprensioni e nelle comprensioni dei figli , ma malgrado ciò non collegherà la sua paternità con la paternità di Dio , anzi sentirà Dio estraneo alla sua vita per non sentirsi sconfitto . Eppure non c’è azione che l’uomo compia che Dio non l’abbia prima di lui compiuta , tranne naturalmente il peccato come scrive Paolo nella sua lettera agli Ebrei ( 4,15 ) a riguardo di Gesù “ : … infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze : egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi , escluso il peccato …. “ . Dio dunque , ha vissuto le nostre stesse esperienze quelle che noi vivremo , il nostro stesso amore è riflesso dell’amore trinitario , riflesso , non dico che sia lo stesso . L’unione genera così l’unione trinitario genera , dà vita , diviene unità : “ …. diventeranno una carne sola … “ lo abbiamo sentito proclamare nell’odierna lettura del vangelo . Secondo ciò che Dio ha disposto l’uomo non è mai solo né lo sarà mai , neppure nel momento cin cui pecca cioè quando non usa nel modo appropriato la libertà a lui concessa . E’ storia fratelli cristiani , storia della salvezza , cioè la storia che conta per vivere l’eternità Meditiamo e facciamo tesoro di ciò che si legge nel capitolo terzo del libro della Genesi ( 22-24 ) : “ … Ecco l’uomo è diventato uno di noi per la conoscenza del bene e del male . Ora , egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita , ne mangi e viva per sempre . Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto , Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante , per custodire la via all’albero della vita …. “ . In queste parole è contenuto il perché della storia della salvezza , della nostra salvezza fratelli cristiani a noi la responsabilità di cercare per comprendere … ecco perché il Signore , attraverso la sua Parola ,rivolge a noi spesso queste parole : “… chi ha orecchi per intendere intenda … “ .