... l'infinitivamente grande e l'infinitivamente piccolo ...

05.10.2019 14:25 “ … non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro … soffri con me per il Vangelo … custodisci , mediante lo Spirito Santo che abita in noi , il bene prezioso che ti è stato affidato … “ . E’ ciò che Paolo scrive nella sua seconda lettera inviata al discepolo Timoteo e che la liturgia della Parola offre a noi oggi fratelli cristiani in questa XXVII domenica del Tempo Ordinario . Non provare vergogna , soffrire , custodire è ciò che allora , ai tempi di Paolo , era richiesto per immettersi e proseguire il cammino sulla via del discepolato e come allora è ciò che oggi è richiesto ad ognuno di noi fratelli per potersi definire discepoli , cristiani . Oggi siamo in una situazione storica che si avvicina molto ai tempi di Paolo , benchè il nostro Paese - l’Italia - sia per definizione cattolico e sede del papato . Anche se , sbagliando , quando si parla di comunità cristiana si continua a fare riferimento al numero dei battezzati , la comunità cristiana effettiva , cioè quella a cui si riferisce Paolo cioè quella composta da chi non prova vergogna nel dare testimonianza del Signore Gesù , da chi soffre per il Vangelo e per chi custodisce ciò come bene prezioso affidato , è un numero che si avvicina più a quello dei tempi delle prime comunità , è dunque un piccolo resto , come d’altra parte la Sacra Scrittura afferma in molti dei libri cha la compongono , specie dell’Antico Testamento prova ne sono gli scritti dei profeti Isaia ( 4,3 ; 10,20-22 ; 11,11.16 ; 37,4.32 ) , Ezechiele ( 20,37 ) , Geremia ( 23,3-6 ; 31,7 ; 50,20 ) , Michea ( 2,12-13 ) e nel Nuovo Testamento nella lettera ai Romani di San Paolo Apostolo che rimanda al profeta Isaia . Lo stesso Santo Padre nei suoi viaggi apostoloci spesso ha fatto riferimento a Paesi in cui il cristianesimo è minoranza, si pensi a paesi quali l’Estonia, gli Emirati Arabi, il Marocco, la Bulgaria, la Macedonia del Nord, paesi dove il Cattolicesimo (e talvolta l’intero Cristianesimo) è minoranza ; il “piccolo resto” appunto , cioè quello o ciò che può cambiare l’Europa e il mondo . L’essere piccolo resto , l’essere fra i molti i pochi non deve affatto farci sentire inferiori o menomati , è la nostra vera condizione , è la nostra identità , è la condizione ideale per crescere . E’ finito il tempo delle adunate oceaniche , anche perché per i cristiani non lo è mai stato neppure ai tempi di Gesù , neppure la presenza di Dio qui sulla terra ha attirato oceaniche adunate , folle sterminate . Gli evangelisti azzardano numeri , uno fra tutti l’attento cronista Luca ( 9,14 ) : “ … C'erano infatti circa cinquemila uomini ... “ o si fa riferimento a molta folla , alle folle … A quel punto della storia non si era ancora giunti nell’era barbara quando il sovrano , il re , abbracciando ( per opportunismo, solo per opportunismo ) una religione piuttosto che un’altra obbligava i suoi sudditi a professare ciò che lui decideva di professare … ecco come spesso il cristianesimo si è diffuso, come è giunto sino a noi , ai nostri giorni se si sostituisce al sovrano il capo famiglia o un errato o sminuito concetto di tradizione . Mai comunque , nei vangeli si fa riferimento a coversioni di massa , mai ….. neppure di fronte a miracoli ecclatanti o alla predicazione diretta di Gesù , di Dio . Scrive a proposito l’evangelista Giovanni ( 8,30 ) : “ … Di nuovo Gesù parlò loro …. A queste sue parole, molti credettero in lui … “ molti , cioè non tutto l’uditorio . E Gesù raccontando la parabola del Lazzaro e del ricco Epulone conclude con un lapidario “ … non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti … “ è il vangelo proclamato domenica scorsa . ( Lc. 16,19-31 ) Eppure sia il provare vergogna che il soffrire per il vangelo non sono stati testimoniati neppure dalla sfera più stretta che viveva con Gesù . Neppure gli apostoli sono riusciti a testimoniarli a viveverli . Pietro alle prime difficoltà arriva a rinnegare Gesù per ben tre volte , gli altri fuggono , scompaiono , attanagliati dalla paura si rinchiudono a dppia mandata in luoghi sicuri ; dovrà stanarli il Signore , dopo la sua morte passando attraverso a porte sbarrate si legge nel vangelo di Giovanni ( 20,26 ) : “ …. Venne Gesù, a porte chiuse … “ . Se è vero e provato dalle scritture che gli apostoli non danno testimonianza è pur vero che essi custodirono , come scrive Paolo a Timoteo , quel bene prezioso che gli era stato affidato tanto che testimoniarono quel bene prezioso , quel tesoro , la loro fede , attraverso il martirio , dunque non provaro più vergogna nel dirsi, nel proclamarsi cristiani , ma lo rivendicarono soffrendo sino alla morte per il vangelo proprio perché seppero manifestare ciò che avevano custodito , il bene prezioso che gli era stato affidato : le parole e i gesti del Signore che da allora divennero memoria celebrata nella santa Eucarestia . Il piccolo resto non è mai piccolo , ma è un numero incalcolabile , infinito , sterminato e non è tale solo perché composto dalla Chiesa terrena e da quella celeste , ma perché , e sono parole di Gesù ( Mt. 18,19-20 ) : “ … In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà . Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro … “ e ciò dunque è la prova , la certezza che nel piccolo resto c’è la presenza reale di Dio , del Tutto , dell’Infinito , dell’infinitivamente grande , dell’incalcolabile , del divino . E’ vero anche che quando l’uomo ha iniziato a contarsi a bandire censimenti , a voler sapere cosa e come contava in ragione del suo numero , dunque della sua forza , è iniziato il suo lento ed inesorabile declino , l’impero romano ne è la prova , come d’altra parte nel libro della Genesi ( 11,3-4 ) il racconto della torre di Babele : “ … Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra … “ . Dio dunque ama il piccolo resto , Dio il grande predilige il piccolo : “ ….. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli ….. »” . ( Mt. 18,2-3 )