IN MEZZO ALLA GENTE

10.10.2016 18:08

Ho appreso con gioia la notizia che mons. Renato Corti , vescovo emerito della diocesi di Novara ,è stato nominato cardinale da Papa Francesco . Non conosco personalmente mons. Corti , ma lo ricordo in due momenti della mia vita . Il primo : correva l’anno 1993 era autunno , con mia moglie , allora ancora vivente, e i nostri tre figli avevamo fatto visita ad amici novaresi conosciuti durante l’estate sulle spiaggia di Varigotti . Ricordo che dopo avere pranzato a casa loro ci siamo diretti in centro città , a vistare il duomo e l’episcopio . Nel cortile dell’episcopio , a salutare la gente in visita c’era mons. Corti ,allora Vescovo di Novara , ricordo che portava l’abito del clero ambrosiano , e si riconosceva la sua dignità episcopale dall’anello , dalla croce pettorale e dallo zucchetto viola . Mi aveva colpito che portasse l’abito ambrosiano con la fascia in vita nera e non quello romano filettato di viola e con la fascia in vita viola come è d’uso ai vescovi piemontesi , segno di tradizione , nel radicamento della sua tradizione ambrosiana . Si intratteneva con la gente , che salutava gentilmente e sorridente , anche noi ci avvicinammo con i bambini e lo salutammo , in fondo si era a casa sua , eravamo per così dire suoi ospiti , ci chiese da dove provenivamo , poi i bambini avevano altre esigenze che non erano certamente quelle di fare due parole con il presule . Dava l’impressione di capire che non potevamo fermarci , comprendeva la situazione che vivono i genitori con bambini piccoli , i gemelli allora avevano circa 2 anni e il primo dei tre non ancora 6 . Ho rivisto mons. Corti anni dopo , in diverse occasioni presso il Seminario di Novara , durante il mio cammino vocazionale , per il conferimento degli ordini minori a suoi seminaristi e nelle ordinazioni diaconali e presbiterali in cui , come seminarista di Biella prestavo servizio . L’ultima volta fu per la festa di San Gaudenzio ( santo patrono della città di Novara ) . In quell’anno ero diacono e con il mio compagno di ordinazione diaconale , e poi presbiterale, che frequentava , come altri seminaristi biellesi , i corsi di formazione sacerdotale presso il seminario di Novara, decidemmo di raggiungere Novara a piedi ( una forma di cammino devozionale ) per poi prestare servizio come diaconi nella celebrazione eucaristica . Partimmo prestissimo il giorno prima della festa patronale e percorremmo in giornata i 60 Km. che separano Biella da Novara . Ricordo quella camminata , lungo la statale Biella – Vercelli e poi sulla Vercelli – Novara come un incubo , perseguitato da dolori lancinanti ai piedi , dovuti dalla formazione di vesciche , che scoppiando lasciavano che la carne viva sfregasse sulla fibra delle calze , inoltre ricordo una stanchezza ubriacante . Quando giungemmo , alla sera , al seminario di Novara accolti dal rettore , eravamo in calo di zuccheri , cioè per dirla in termini sportivi non avevamo più benzina , non riuscivamo più ad andare avanti . Ristorati con tè molto zuccherato e biscotti raggiungemmo le camere assegnate per trascorrervi la notte . Togliere le calze fu una impresa e più ancora metterli sotto la doccia . Vennero le suore che prestavano servizio in seminario a medicarmi i piedi . Calzando un paio di pantofole mi recai a cena , e dopo avere soddisfatto le curiosità dei preti con cui cenammo guadagnai il letto . I piedi era gonfi e perdevano siero dalle vesciche che si erano aperte . Il sonno fu agitato e per il male ai piedi e per la troppa stanchezza . La mattina dopo i piedi non erano poi tanto migliorati dalla sera precedente , vestii l’abito talare infilai delle calze leggere sulle fasciature con cui , amorevolmente , le suore mi avevano medicato ….. poi calzai dei mocassini neri . Sentii subito che il piede era gonfio , feci fatica a calzare le scarpe , il piede , gonfio , nelle scarpe aveva assunto le sembianze di una morbida salsiccia che viene infilata nella rete di corda dalla quale strabordano cuscinetti di salsiccia . In quelle condizioni , addizionate a dolori muscolari diffusi mi diressi nella Chiesa di San Gaudenzio per la celebrazione eucaristica in onore del Santo . Quando con il mio confratello , vi giungemmo , il rettore del seminario ci presentò a mons. Corti , il quale fece un cenno di saluto , da noi corrisposto , ma il rettore volle informare il presule che eravamo giunti in pellegrinaggio a piedi da Biella il giorno primo , ricordo lo sguardo che ci rivolse , uno sguardo di stupore , quasi di incredulità , ci sorrise a lungo , quella figura ieratica …… colui che è ricordato che alla carriera ha sempre preferisco stare in mezzo alla gente