IL POTERE E LA PAROLA

06.11.2016 14:34

Mi soffermo, in questa meditazione, sulla figura dei sadducei . Di loro Luca ci informa che : “ …. dicono che non c’è risurrezione … “ Ma chi erano i sadducei ? Una importante corrente spirituale , ci dicono gli storici , eminentemente rappresentavano l’aristocrazia delle antiche famiglie nell’ambito delle quali venivano reclutati i sacerdoti dei ranghi più alti ,nonché , in particolare ,il Sommo sacerdote ( per la cronaca quello che mise a morte Gesù ) cercavano di vivere un giudaismo illuminato e quindi di trovare un compromesso anche con il potere romano . I sadducei , uomini di potere , sono dunque gli uomini del compromesso quel compromesso che Gesù è venuto a spazzare via : “ Ma il vostro parlare sia – Sì , sì : no , no – perché il di più viene dal maligno “ . ( Mt. 5,37 ) . Ricordo che il Sommo sacerdote al tempo di Gesù era Caifa appunto sadduceo , e le fonti storiche ci informano come il sommo sacerdote fosse anche il capo politico della nazione . Il dialogo tra Gesù e i sadducei avviene nel tempio , dopo che scribi , farisei e sacerdoti lo avevano maliziosamente interrogato con insidiose domande per trovare un pretesto per poterlo accusare . Luca al versetto 19 dice che “ … cercarono di mettergli le mani addosso … ” in buona sostanza , non attraverso al dialogo ma dopo un vero e proprio interrogatorio a cui era stato sottoposto , volevano arrestarlo . E’ a questo punto che si inserisce il brano che la Liturgia della Parola , oggi in questa XXXII domenica del Tempo Ordinario , ci propone . La posizione di questo gruppo di sadducei è in continuità con quella che Luca descrive nei versetti precedenti , cioè viziata anch’essa da una intenzione maligna : “ Postisi in osservazione ( si fa riferimento a scribi , farisei e sacerdoti ) mandarono informatori , che si fingessero persone oneste , per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo alle autorità e al potere del governatore “ (Lc. 20, 20 ) . Non c’è intenzione alla reale conoscenza del problema posto , non c’è volontà di conoscere , sapere , apprendere , crescere nella conoscenza , di intraprendere il cammino sulla strada della sapienza , ciò che conta è cogliere in fallo , mettere in difficoltà . Si pone un problema irreale , assurdo perché il maligno , quel di più , oltre l’essenziale , è proprio la malizia …. i secondi fini . Il potere vive di malizia e malignità ,di inquietudine , vive per porre in difficoltà , per nascondere , vive di secondi fini … mai il potere è limpido , cristallino e soprattutto mai si confronta , ma usa il sotterfugio , dunque i sicari . Il potere non si sporca le mani , almeno si illude di non sporcarsi , ma se lo sporco dalle mani si lava via , ben più difficile è smacchiare , rimuovere lo sporco che incrosta , imbratta la coscienza , l’intimità , non basta lì un colpo di spugno o lo scorrere dell’acqua . Alla fine del capitolo 20° di Luca , dopo l’incontro nel tempio con le classi che detenevano il potere , Luca annota le parole di giudizio che Gesù proferisce verso coloro che incarnano il potere : “ …. Essi riceveranno una condanna più severa … “ ( Lc. 20 ,47 ) . Il potere dunque si condanna da solo , non è dalla parte del popolo che è l’atteggiamento di Gesù nel tempio , in quel giorno : “ Un giorno , mentre istruiva il popolo nel tempio e annunziava la parola di Dio …. “ ( Lc. 20 ,1 ) . L’atteggiamento del potere è quello , nascondendosi , di inviare dei sicari , come Luca descrive . Il potere ha tutto da perdere nel confronto con Dio ma soprattutto non può reggere al confronto quindi si sottrae e manda altri , perché il potere che è setta , conta su adepti che si prestano , perché nel potere vedono la loro realizzazione , il loro idolo , un idolo dal corpo di ferro ma con i piedi di argilla ( Dn. 2,33 ) . Paolo nella seconda lettura , tratta dalla 2° lettera ai Tessalonicesi , dice una verità fondamentale : “ La fede non è di tutti …. “ e soprattutto non è del potere , di chi esercita il potere , che Paolo indica in “ …. quegli uomini corrotti e malvagi … “i quali non permettono che : “ ….. la parola del Signore corra e sia glorificata …. “ . Il potere sempre si scontra con la Parola e gli propone il compromesso , ma il compromesso non è rimedio alla Parola , nè è metodo di dialogo … il compromesso è chiusura , è la morte del dialogo , malgrado ci educhino al contrario proponendoci populistici luoghi comuni quali “ la politica è l’arte del compromesso “ …. il compromesso è descritto bene nel primo capitole della Genesi , è il dialogo con il serpente e le conseguenze sono state nefaste , la distruzione dell’armonia del giardino , che paghiamo ancora oggi se solo prestiamo attenzione a come il potere abbia deformato questo mondo . La prima lettura , tratta dal libro dei Maccabei ci insegna cosa significa non compromettersi ….. significa cioè pagare di persona … significa resistere al potere . L’atteggiamento dei sette fratelli trucidati per non sottomettersi all’idolo , al gigante di ferro con i piedi di argilla , al potere , è l’atteggiamento che secoli dopo assumerà il Cristo , una resistenza passiva , oblativa , pedagogica . Il potere uccide sempre fisicamente , perché è male e il male ferisce , fa soffrire , deve far soffrire perché sia di monito . Gesù non solo è stato torturato e ucciso ma è stato calunniato , isolato e abbandonato , ha provato su di sé tutto il livore del potere …. caricandosi del peccato . Il potere che è dunque peccato , per non riconoscere i suoi limiti , per non dialogare , elimina e l’eliminazione è sempre fisica . I sadducei dunque , sono di fatto coloro che detengono il potere e il potere non proferisce fede se non verso se stesso appare chiaro a questo punto che non credano alla risurrezione , perché oggi si crede ancora alla resurrezione?