Fratelli vogliamo sognare ?

30.08.2019 13:00 Fratelli vogliamo sognare ? Vogliamo viaggiare nel tempo e nello spazio ? Vogliamo varcare le soglie del finito per immegerci , per penetrare l’infinito ? Vogliamo superare limiti e i confini e spingerci nell’oltre , nel al di là ? Se si , se sono affermative le nostre intenzioni leggiamo , rileggiamo ,meditiamo , ruminiamo per far uso di un termine caro ai Padri della Chiesa , la seconda lettura che la Liturgia della Parola ci offre oggi XXII domenica del Tempo Ordinario. E’ tratta dalla lettera gli Ebrei e ascoltandola, letteralmente ci proietta in un altro mondo , nell’altro mondo , quel mondo che la lettera paolina auspica , augura , esprime : il mondo della fede , il mondo che benchè parte cioè benchè appartenga al tempo e allo spazio li travalica , li supera , li oltrepassa . Il linguaggio usato è fantastico , poetico , è al pari di un’opera d’arte perchè stimoli , stuzzichi la nostra fantasia e la nostra intelligenza . Se la Parola è ascoltata ad occhi chiusi , e non come oggi che è in uso seguirla su di un foglietto, se è ascoltata ad occhi chiusi smuove la nostra intimità , va viaggiare , mette in movimento il nostro mondo interiore , il nostro essere , la nostra essenza , cioè ciò che siamo veramente , senza veli , senza incrostazioni , senza affettazioni . La Parola ascoltata , raccontata , narrata , declamata fa viaggiare , mette in movimento , fa sognare , va oltre la nostra immaginazione , dunque istruisce , insegna , porta a conoscenza ,rende sapienti , eleva immette in un mondo nuovo , un mondo che porta con sé novità , un mondo che non è sola forma , ma che è soprattutto luogo , spazio , ambito dove la speranza si realizza . Il monte Sion , la città del Dio vivente , la Gerusalemme celeste , migliaia di angeli , l’adunanza festosa e l’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli , il Dio giudice , gli spiriti dei giusti , Gesù . Ma è fantasia , questa? E’ forse frutto della fantasia dell’autore della lettera ? No fratelli , è il nostro mondo , il mondo a cui apparteniamo , al quale abbiamo aderito e aderiamo con i sacramenti, nel quale abbiamo deciso liberamente di vivere , nel quale ci identifichiamo , dunque è il nostro mondo reale , il nostro credo professato privatamente e pubblicamente , che ci identifica non solo come sognatori ma anche sognatori . Nella lettera agli Ebrei si legge : “ …. La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono …. “ questo è il nostro mondo , questo è il nostro modo di vedere ,il nostro modo di sentire , il nostro modo di toccare , di palpare , il nostro modo di respirare , il nostro modo di gustare e di odorare , questi sono i nostri orizzonti, questa è la nostra realtà , questa è la nostra fede , il nostro credo . Chi dice , chi afferma che è un mondo fantastico , o che è per coloro che sognano ad occhi aperti è stolto , ma stolto è anche colui di noi , di noi cristiani che non crede a ciò che Dio proclama , che non ha fede in Dio. Lo stolto , per definizione , è colui che dimostra una ridotta capacità mentale e intellettuale, e quindi, spesso, una grossolana ingenuità , manca di senso pratico ,è sciocco , indisponente , presuntuoso . Lo stolto non sa vedere oltre , si limita e si fida solo dei suoi sensi , dunque dei suoi limiti , è l’uomo dei limiti , l’uomo incapace di aprire e aprirsi , l’uomo delle chiusure perchè nega la novità , nega la possibilità , la possibilità dell’impossibile . Così sono stati nella storia del cristianesimo , gli scribi , i farisei , i sacerdoti del Tempio . Solo loro ? No assolutamente , l’apostolo Tommaso , riconosciuto santo dalla Madre Chiesa ci ha messo tanto del suo nel dimostrare di essere stolto . Non ha creduto che per Dio non fosse possibile entrare in una stanza chiusa , varcare cioè i limiti del tempo e dello spazio cioè non ha creduto che il Cristo fosse risorto , non ha creduto al corpo glorioso del Cristo , il corpo che recava le sembianze di ciò che sarà nostro corpo quando anche noi risorgeremo , ha dubitato la resurrezione dei morti , ha rifiutato di credere , di appartenere all’infinito , all’eterno . Mostrandosi a Tommaso e ammonendolo ( Gv.20,27 ) : “ … e non essere più incredulo ma credente!... “ Gesù è prova della fede , è l’oggetto dell’atto di fede quella fede più volte richiesta da Gesù agli apostoli cito l’evangelista Marco ( 8,31 ) ma anche Luca e Matteo riportano in altra forma le parole di Gesù che seguono : “ … E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare …. “ . Il mondo del Cristo , il mondo di Dio , in nostro mondo fratelli cristiani è l’impossibile , perché l’impossibile è il possibile di Dio si legga fondo il dialogo della Vergine con l’Angelo Gabriele . Le opere d’arte che hanno rappresentato e rappresentano l’iconografia cristiana , non raffigurano , non ritraggono un mondo irreale , ma reale costituito di corpi e luoghi in cui l’uomo si riconosce o riconosce. Così la poesia , pensiamo ai Salmi , che descrivono , cantano ciò che l’uomo riconosce , sente suo , ciò in cui l’uomo è immerso , ciò che fa da cornice al suo vivere , quell’impossibile divenuto possibile . Attraverso quelle opere , attraverso i Salmi , l’uomo da secoli continua ad immergersi in quel mondo perché in quel mondo trova la sua vera dimensione dunque la sua vera realtà , la sua identità , in quel mondo si realizza , diviene se stesso .