... falsi testimoni di Dio ...

06.06.2020 07:48 “ …. ma chi non crede è già stato condannato …. “ . Suonano come un tuono a ciel sereno , dunque tuonano , portano in sé il fragore del tuono , il peso della forza dirompente del tuono queste parole pronunciate da Gesù , da Dio , da Dio Trinità , Dio nella sua pienezza , nella pienezza del suo essere . Parole colte e trascritte dall’evangelista Giovanni per noi e per chi verrà dopo di noi , essendo state già scritte per chi è venuto prima di noi . Fratelli cristiani vale la pena soffermarsi quel tanto che basta , oggi solennità della S.S.Trinità , per comprendere il significato del verbo condannare . Esso significa dichiarare uno stato di colpevolezza a cui segue una sanzione , una pena commisurata alla gravità della colpa . Ma può anche significare l’atto con il quale si costringe ,si forza ,si obbliga . La condanna è dunque forzata costrizione , è ciò che si è obbligati subire . Analogo significato se si consulta l’etimologia della parola , tratta dalla lingua latina : condannare ovvero dichiarare colpevole , dunque di fatto giudicare . Compreso il significato abbiamo il dovere di scoprire , ricercare quale sia l’autorità giudicante , chi è sottointeso in quelle parole gravi pronunciate da Gesù : “ … è già stato condannato … “ ma da chi ? Abbiamo il dovere perché cristiani , in quanto cristiani , credenti , seguaci di Dio di scoprire quanto la scrittura , la Sacra Scrittura racchiude , cela ,nasconde per potere svelare , nasconde a chi e per chi è alla ricerca , dunque di fatto la Sacra Scrittura si offre e offre . Non è Dio l’autorità giudicante , non è Lui . Dio è misericordia , è sì autorità ma comprensiva , potremmo dire omnicomprensiva , misericordiosa , perdonante . Egli , Dio , manifesta , è l’autorità come intesa dalla lingua latina : l’autoritas , quella autorità che l’autore incarna , l’autore colui che inventa , che scrive cose nuove in forza del suo ingegno , colui che è promotore , che fa crescere , accrescere . Alla luce di ciò , alla luce di questa definizione possiamo ancora sosterenere che Dio duqnue possa condannare ? Può condannare colui che fa crescere, che promuove in forza del suo ingegno ? No , non può e non può per definizione dunque per forma e sostanza . Colui che giudica , che condanna , che costringe , che forza , che obbliga è l’uomo e di conseguenza la sua legge , perché la legge dell’uomo è da lui derivata , è sua conseguenza . La legge di Dio è unica e tripartita ,sono le parole di Gesù stesso in risposta alla domanda di uno scriba che possiamo leggere nel Vangelo di Marco ( 12,28 e ss ): “ … qual è il primo di tutti i comandamenti ? … il primo è : Ascolta Israele ! …. amerai il Signore tuo Dio … “ quindi “ … il prossimo tuo come te stesso … “ . La legge di Dio duqnue è ascoltare , è porsi in ascolto , comprendere , elaborare la Parola , la voce di Dio che è poi Dio stesso , per potere amare in primo luogo Dio , quindi se stessi dunque il prossimo cioè amare l’altro da sé e se stessi ; questo induce l’ascolto della Parola di Dio , della legge di Dio . Può dunque condannare colui che stimola , che spinge ad amare ? Non può , perché l’amante non giudica , non sanziona l’amato , lo ama è pronto a dare ( e di fatto dà ) la sua vita per l’altro facendolo essere , esistere , realizzandolo , manifestandolo . Dunque qual è ,di che natura è l’autorità giudicante? La risposta fratelli cristiani è racchiusa nella parole che Gesù rivolge allo scriba. L’autorità giudicante è la legge dell’uomo , la legge che l’uomo si è dato , duqnue è l’uomo stesso . La natura dell’autorità è umana , mentre la natura dell’autoritas , l’autorità che Dio manifesta ,è divina . Siamo noi stessi a giudicarci ,a condannarci , a castigarci non è necessario l’intervento di Dio , del divino , non fa bisogno di chiamare , di scomodare , di coinvolgere Dio che diversamente da noi è l’autore , il promotore , colui che fa crescere , che impegna il suo ingegno nella conduzione del creato . E’ nel profondo di noi stessi , è nell’andare oltre l’apparenza ( l’abito che indossiamo e smettiamo a nostro piacimento ogni giorno , secondo le nostre necessità , per egoismo e opportunismo ) che ci condanniamo , che prendiamo coscienza della nostra colpevolezza verso Dio e di conseguenza verso noi stessi e verso chi ci è più prossimo . L’uomo in se stesso percepisce l’errore , ma per quell’abito che indossa ( l’apparenza ) sostiene l’errore , perché gli costa riconoscere lo sbaglio , riconoscere che la legge che impone e si impone è diversa e corrotta se si confronta a quella di Dio . L’uomo proprio perché comprende la legge di Dio , la sostituisce con la sua , fallibile , inconsistente , ma sua , egli l’uomo possiede la legge , la sua legge , la sua proprietà frutto dei suoi sbagli e dei suoi compromessi . Così Adamo ed Eva nel giardino , furono sedotti da colui che gli fece intendere che la legge che si sarebbero dati sarebbe stata migliore di quella di Dio e che loro stessi avrebbero potuto sostituirsi a Dio , avrebbero potuto imporre ciò che a loro non fu imposto : “ … Dio sa che… diventereste come Dio …. “ ( Gen. 3,5 ) . Essi non furono ingannati ma per opportunismo si illusero che avrebbero potuto divenire al pari di Dio , avrebbero potuto creare , perché ( i nostri progenitori ) avevano compreso bene che erano frutto di Dio e che Dio era , in potenza ed atto , superiore a loro , avevano compreso che Dio non necessitava di loro quanto loro necessitavano di Lui , di Dio , dunque volevano, illudendosi , eliminare ciò che erronaemente ritenevano la fonte del loro limite , dei loro limiti e così fu anche in seguito con la condanna del Cristo da parte dei sacerdoti del Tempio , il dramma del giardino si ripeteva nuovamente e la legge dell’uomo , l’apparenza era salva , è salva . Ciò con cui Dio volle coprire la nudità di Adamo ed Eva dopo avere a Lui disobbedito , disobbedito alla sua Legge: “ … Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì …. “ ( Gen.3,21 ) è la legge dell’uomo ,è l’apparenza che copre la vera essenza dell’uomo ,la nudità , ovvero la disponibilità , l’apertura , la capacità di generare , di trasmettere la Legge di Dio . Per sua grazia , Dio , scacciando l’uomo dal giardino , lo ha voluto proteggere, lo ha messo al riparo da un pericolo ben più grave , perché come si legge ancora nel libro della Genesi (3,22-24 ) Dio ebbe l’accortezza di togliere all’uomo la possibilità di divenire vivente per sempre nella condizione di un maldestro legislatore, nella condizione di colui che vuole imporre la sua legge , di imporre il fallibile , ciò che si corrompe , che si altera , che si guasta , ciò che non è eterno : “ … Il Signore Dio disse allora: « … l'uomo …. non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden …. e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita…. “ . L’uomo con ciò che più gli aggradava , la sua legge , ha affrontato l’esistenza che nel prosieguo della sua storia è ciò che porta alla morte di Abele che porta al declino della sua stessa storia , alla negazione della libertà e della legge di Dio : l’amore . Dio dunque non condanna perché non ha voluto entrare , violare la libertà dell’uomo , ha permesso per rispetto dell’uomo che , nel modo meno indicato questo esercitasse il suo libero arbitrio , ovvero che imponesse a se stesso e agli altri ciò che egli riteneva legge , norme e decreti che sanzionano, giudicano e puniscono , mentre a tutela dell’uomo ed entrando ed incarnadosi nella sua storia Dio volle guidare e guida ancora oggi pedagocicamente l’uomo , attraverso la storia della salvezza , in direzione della Legge , la sua Legge , la Legge di Dio , la Legge dell’amore . Dobbiamo fare riferimento alle parole ispirate che Paolo indirizza , nella sua prima lettera , alla comunità cristiana che era in Corinto (2,1 e ss. ) per comprendere la natura del credente , di colui che giudica , di come giudica , di cosa giudica e perché giudica . Chi crede , per l’apostolo , è colui che è perfetto , colui che possiede ( e sono le parole ispirate dell’apostolo ) : “ … una sapienza che non è di questo mondo … Parliamo …. della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria … Nessuno dei dominatori di questo mondo l'ha conosciuta … Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,né mai entrarono in cuore di uomo,Dio le ha preparate per coloro che lo amano …. a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito … i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio …. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato … Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L'uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare?Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo … “ . Dopo avere ascoltato la Parola di Dio , come credenti e per amore della verità che ci fa liberi , come afferma Gesù ( Gv. 8,32 ) possiamo affermare che non è Dio a condannare l’uomo , ma l’uomo stesso che non credendo , pretendendo di essere lasciato alle sue sole forze dunque nell’ignoranza è escluso e si esclude volontariamente dalla sua vera natura , la perfezione che è la conoscenza che conduce alla sapienza di Dio . Ma attenzione , fratelli , non solo il non credente è responsabile della condanna perché non abbraccia la Legge di Dio , ma lo è anche colui che preposto a far conoscere la legge di Dio , il credente appunto noi tutti dunque , con le parole e le opere di fatto elude questo suo dovere . Scrive infatti Paolo nella sua prima lettera ai Corinti ( 15,14-15 ) : “ … vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio …. “ .