FACCIAMO "I CONTI DELLA SERVA"

07.02.2015 10:17

Ho ordinato per casa mia due pacchi di ciottoli di fiume che vengono usati per le pavimentazioni esterne. Alcune delle nostre vie cittadine sono pavimentate con i ciottoli di fiume. Il materiale usato è stato “cavato” dai torrenti Cervo e Oropa. Sono un patrimonio dal punto di vista storico, non se ne trovano più e di per sé non hanno un costo. Posso scrivervi che i ciottoli che oggi si usano per le nuove pavimentazioni, (per farvi un esempio quelli usati in piazza Monsignor Rossi dove sorge il battistero), è materiale cavato nel greto del fiume Ticino. La pezzatura è compresa tra gli 8-10 centimetri, anche dodici ed il prezzo al quintale oscilla tra i 16 e i 18 euro, con 1,5/1,6 quintali si posa 1 metro quadro di pavimentazione. Il materiale cavato nel fiume Ticino ha forma regolare, scelta, se ben lavorato cioè se posato a giunto chiuso, (posato molto vicino), e se il giunto è ben intasato di sabbia, non dà fastidio camminarci sopra. Ben diverso è camminare nei corsi del Piazzo o nelle coste o in piazza Duomo. L’irregolarità della pezzatura rende la percorrenza del selciato disagevole. Perché vi scrivo queste cose? Nella piazza del Duomo saranno asportati i ciottoli di fiume che costituiscono l’attuale pavimentazione. Facendo il conti della serva, (come dicevano i nostri vecchi) la piazza del Duomo all’incirca ha una superficie di 2.500 metri quadrati. Se s’ipotizza la vendita dei ciottoli che la ricoprono non considerando il materiale storico né la sua rarità in quanto difficilmente reperibile sul mercato, anche perché non lo si cava più nei nostri torrenti, ebbene se lo consideriamo allo stesso prezza dei comuni ciottoli del Ticino, mi chiedo se curia, vescovo, capitolo, parrocchia o chi per essi hanno considerato nella cessione al comune della piazza il capitale in euro 45.000 (mal contati), che i ciottoli rappresentano, da tecnico quale sono considero l’importo non sufficiente a dirvi che è ben più di 45.000. Ora mi chiedo se i ciottoli saranno venduti o posizionati altrove? Se la proprietà o chi per essa nella trattativa ha tenuto conto di quel capitale? Se sono stati barattati con altro materiale? Se nei computi sono stati conteggiati e scontati? Più che credere mi auguro che gli attenti economi abbiano consigliato e prestato attenzione ad una voce così importante! Leggendo poi gli attenti resoconti del bollettino parrocchiale della cattedrale non ho notato la voce d’introito per la vendita o lo scambio dei ciottoli, eppure non mi sono perso neppure un’edizione. A chiedere soldi tutti sono capaci, ma nel risparmiare, nell’amministrare, nel gestire, nel far rendere….! La piazza è ormai d’altri cioè bisogna per averla richiederla, e se c’è posto ottenerla; i ciottoli storici che la rivestivano non si sa se sono stati ceduti o venduti…. Credo non si siano neanche posti il problema, mentre qualcun altro si è fregato le mani. Così si gestiscono qui in diocesi i beni mobili e immobili. I nostri vecchi erano però capaci a fare “i conti della serva”.

P.S. Posso sbagliarmi, è per questo che provoco, attendo un rendiconto attento e dettagliato su quantità e costi dei ciottoli della piazza del Duomo.