... essere indicato esempio ...

03.10.2020 07:57 “ … Le cose che avete imparato , ricevuto , ascoltato veduto in me , mettetele in pratica …. “ è quanto scrisse Paolo ai fedeli della comunità cristiana che era in Filippi e che la Liturgia della Parola propone oggi , a noi fratelli cristiani qui riuniti a celebrare questa XXVII domenica del Tempo Ordinario . Sono le parole di un convertito , Paolo , che alla stessa comunità scrisse, di se stesso ,quanto era stato zelante nel perseguitare la Chiesa : “ … quanto a zelo, persecutore della Chiesa … “ ( Fil. 3,6 ) . Paolo dunque è l’esempio , lui stesso si erge esempio , perché tale è stato indicato da Dio , e lo scrive , lo tramanda , e avverte l’ intima e profonda esigenza di trasmettere le sue sensazioni , la sua intimità ai fedeli di Corinto nella seconda lettera ad essi indirizzata (12,7 ) : “ … Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia … “ . Non è vana gloria la sua , non è mosso da vanità ma dalla verità delle rivelazioni , della Rivelazione . Ciò che Paolo tramanda , ciò che trasmette sono rivelazioni ,rivelazioni di un discepolo , di un fedele , di un convertito che parlava di Dio perché parlava con Dio . Dunque ciò che leggiamo di Paolo , le sue parole sono la Parola , e l’apostolo di ciò ne fa menzione nella sua prima lettera alla comunità di Tessalonica (2,13 ) : “ …. Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l'avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete … “ . La Parola, la Parola di Dio opera , cioè agisce , si espande , prolifica, genera , si moltiplica , si trasmette . Paolo è dunque un esempio da seguire è l’esempio indicato da Dio . Ma solo lui ? Solo gli apostoli ? Solo una cerchia ristretta di persone ? Solo gli addetti al culto ? No, fratelli cristiani , ognuno di noi per la grazia ricevuta da Dio nel divenire cristiani , nel divenire figli di Dio diviene esempio , siamo dunque esempi indicati da Dio , perché figli e figli di Dio , e perché un padre sempre è orgoglioso dei propri figli , guarda magari i figli degli altri con ammirazione ma è orgoglioso dei suoi , della carne della sua carne , di ciò che ha generato . Domanda Gesù : “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? … “ . ( Lc.11,11 ) Ogni cristiano è chiamato a fare della propria vita un capolavoro , perché la vità è un capolavoro e siamo calati in un capovolaro , ne facciamo parte; a questo riguardo celebre è la frase di Giovanni Paolo II : “ … Non lasciatevi vivere, ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro! .... ” . Fratelli la parola capolavoro , che significa eccellente , proviene dal sostantivo latino palmarius , la cui origine deriva dall’attribuzione data ai pellegrini che tornavano dalla Terra Santa con un bastone avvolto in una foglia di palma . Nome legato anche alla Domenica delle Palme … da cui derivano i nomi propri , Palmino-a , Palmiro-a , ricordo che una sorella di mia nonna paterna portava questo nome . Se ci lasciamo prendere , avvolgere , sedurre , se abbiamo ceduto alla forza , alla pressione che il Signore imprime su di ognuno di noi , come si legge nel libro del profeta Geremia (20,7 ) : “ … Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre ; mi hai fatto forza e hai prevalso …. “ la nostra vita si trasforma , è trasformata , diviene esempio , brilla di luce non propria , ma della luce di Dio , diveniamo coloro che perché parlano con Dio , parlano di Dio , coloro che pensano come Dio pensa , e di conseguenza agiscono come Dio agirebbe ; è il rimprovero che Gesù rivolge a Pietro ( Mt.16,23 )ma che per noi è auspicio : “ … Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! … “ . Imparare, ricevere , ascoltare, agire tutto ciò deriva dal pensare come Dio pensa . Ma qual’è , quali sono i pensieri di Dio ? Lo abbiamo sentito proclamare oggi nella seconda lettura ( Fil.4,8 ) : “ … tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode , tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri … “ . Divengo un esempio se i miei pensieri riflettono il pensiero di Dio , e se lo riflettono genero vita cristiana come gli sposi generano un figlio ; dunque la vita cristiana è frutto di un atto di amore , di carità e la carità , l’amore, è Dio . Scrisse Giovanni nella sua prima lettera (4,16 ) : “ … Dio è amore … “proseguendo “ … chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui … “ dunque se così siamo , diveniamo esempi cioè beati ( felici , coloro che godono , che provano piacere , che sono appagati , realizzati ) e santi ( la cui etimologia insegna e indica nei santi coloro che sono separati , riservati , coloro che hanno dedizione ,i fedeli ,coloro che sono fedeli ) ecco perché Gesù conia il discorso della montagna elencando le beatidudini che sono proprie dei beati , e Paolo si rivolge a coloro che compongono le comunità cristiane definendoli santi . Voglio concludere con le parole ( scritte nell’anno 1995 ) da un sacerdote italiano missionario , martire di cui si è aperta la causa di beatificazione , un esempio dunque . Le sue virtù , vagliate dalla Chiesa , sono state giudicate meritevoli di essere considerate eroiche , esempio per la comunità cristiana . Ma quel’è , come si manifesta dunque il suo eroismo , il suo essere esempio ? Solo nella sua morte ? O nella pienezza della sua persona ? Così scrisse ad un suo confratello e al rettore del Seminario che lo formò al Sacramento dell’Ordine : … “ Carissimo … non immagini il bisogno di avere un amico caro al quale confidare le pene , le sofferenze , il lavoro che stiamo facendo nel tentativo di mettere Dio al primo posto nella nostra vita e nella vita della gente povera …. la sofferenza di vedere la chiesa e i preti assenti , estranei al grande dramma dell’uomo di oggi , che non riusciamo più a trasmettere il Vangelo , che siamo più preoccupati di fare documenti , libri , studio …. Di fronte al mondo che cammina rapido e ci avvince con tutte le sue tecniche e i modi raffinati per portare i ragazzi al vuoto dell’anima rimaniamo pressochè assenti e ciò che mi fa male … è essere lontano dal capire i ragazzi di oggi e soffrire ciò che loro vivono … Così i ragazzi rimangono sempre più soli e noi preti sempre più isolati nel nostro mondo …. Dall’esperienza pastorale , dalla vita che faccio ogni giorno con i ragazzi e con la gente , constato sempre più quanto poco vale la religione , e più lavoro nel tentativo di mettere al primo posto solo Dio , più raccogli incomprensioni , difficoltà …. Non si vuole ammettere che siamo in una società atea , sia qui … che in Italia , non si vuole aprire gli occhi su un mondo cha ha perso Dio , che non lo vuole più …. Il linguaggio nostro è fuori tempo , non riusciamo più a raggiungere il cuore dei ragazzi , e condurlo verso Dio …. Tutti constatano gli effetti dei mali del mondo : aborti , guerre, eutanasia ma sono pochi coloro che hanno il coraggio di andare alla radice del problema …. abbiamo eliminato Dio , senza Dio nessuna morale sta in piedi …. Mi sembra che stiamo diventando tutti dei bravi impiegati di un’azienda che si chiama chiesa , dove alla fine non vogliamo essere toccati più di tanto , come se da buoni lavoratori avessimo i nostri diritti da difendere …. Guardo i preti qui alla riunione …. vedo dei gran comodoni sempre seduti e non disposti a sacrificarsi , e li vedo imbevuti fino alle orecchie del mondo d’oggi … La situazione italiana non la credo diversa … abbiamo venduto la religione al mondo , ci fidiamo di più del mezzo tecnico che della potenza di Dio . Parliamo di Cristo risorto con facilità estrema , scordandoci che quella risurrezione viene dalla morte in croce : se non porto su di me inchiodate le piaghe del Signore è puramete ridicolo parlare di risurrezione . Diventano parole vuote …. Avete un metodo per far fronte a questa tragedia che è la scristianizzazione del nostro mondo ? … Tutto il nostro correre , lavorare per i poveri , dar damangiare agli affamati , curare gli infermi , educare i ragazzi , tutto punta al problema più serio della vita dell’uomo : il problema di Dio … Sono arrivato a questa conclusione non per certezza di fede , ma per il vuoto interiore che vivo e che non riesco più a colmare con tutto ciò che sa di comodo , facile da ottenere , mondano …. Stanno eliminando Dio , ci preoccupiamo del benessere : anche i poveri si preoccupano di star bene , e meno di Dio , per questo la situazione interiore del problema della fede è identica sia qui che in Europa , e chi la fa diversa è solo perché non vive tra la gente , ma fa il teologo … “ . E come rafforzativo all’analisi del sacerdote missionario è d’obbligo citare due frasi di Madre Teresa di Calcutta , la prima : “ … La più grande disgrazia dell’India è di non conoscere Gesù Cristo … “ la seconda “ … Molti in India hanno fame di pane , ma molto più grave è la fame di conoscere il vero Dio … “ e la madre ha detto il vero Dio , il Dio trinitario Padre e Figlio e Spirito Santo e non solamente e genericamente dio . Tornando alle dichiarazioni del sacerdote : “ … per predicare il Vangelo devi predicare la preghiera , la penitenza , la croce , col metodo stesso di Gesù . E’ l’atteggiamento che porta al gran miracolo che solo Dio può fare , la risurrezione . Anche se so già che sono salvato in Gesù che ha vinto la morte , io devo vivere ogni giorno lo stesso cammino di Gesù , quello che lo ha condotto al Calvario ….. parlano molto di gioia , poco di conversione , per loro tutti siamo salvati , per cui non indicano i sacrifici da fare per convertirsi …. la linea della Croce … Ma io come prete della chiesa non riesco a predicare la gioia , quella solo Gesù la darà a chi gli sarà stato fedele fino alla morte … e già dà ora a chi lascia casa , genitori , amici per la sua causa … Già il mondo offre comodità e distrugge anime , anche la chiesa per esssere al passo dei tempi dovrà offrire la goia come il primo passo per essere cristiani ? … Il problema è uno solo e serio , ho l’impressione che stiamo eliminado Dio , sottilmente ed inesorabilmente Dio dalla nostra vita e dalla nostra coscenza . Col benessere , con la scienza , con la tecnica , con la cultura , abbiamo tappato piano piano tutte le vie d’entrata attraverso le quali poteva giungere al nostro cuore la voce di Dio … Se Dio c’è , è solo un miracolo , e deve essere solo un miracolo , non qualcosa che deve essere spiegato per essere capito e accolto . Quale sarà la vera sapienza ? Imparare la sociologia, l’ingegnieria ? O imparare a morire ? …. “ . Non riesco e non posso aggiungere altro .