... Ergo ? ...

12.06.2021 14:25 “ ... per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo sia in bene che in male ... “ queste parole le abbiamo sentite proclamare nella seconda lettura di questa XI domenica del Tempo Ordinario . L’autore è l’apostolo Paolo che le indirizzò , attraverso la sua seconda lettera , alla comunità cristiana che era in Corinto . Leggendo o ascoltando si viene a conoscenza che è prevista una ricompensa nel bene o nel male , dunque un giudizio per le opere che noi in vita compiamo . Il regista Riddley Scott al generale Massimo Decimo Meridio , nel noto film Il Gladiatore , fa pronuncaire questa frase : “ ... Fratelli ciò che facciamo in vita rieccheggia nell’eternità ... “ . Sono le nostre azioni dunque che ci qualificano , che ci identificano e ci identificheranno per sempre , eternamente. Le azioni che compiamo sono dunque opere ; le opere che ci verranno accreditate positivamente o negativamente nel giorno del giudizio . Questo fatto dovrebbe spingere , spronare l’uomo ognuno di noi fratelli cristiani ad adoperarsi per ..... in favore di ... . Nostro compito di credenti è riempire quel per , collocandovi il soggetto o i soggetti per completare la frase , non possiamo lasciarla mutila . Per chi o per che cosa l’uomo , ognuno di noi fratelli cristiani , deve spendersi per meritare la ricompensa nel giudizio ? Per compiere l’opera o le opere ? Non ci vuole molto a capire , interrogando o lasciando parlare la nostra coscienza che l’uomo è a conoscenza o è in grado di percepire come procurarsi un giudizio positivo . Per procurarsi un giudizio positivo occorre soddisfare , accontentare , accodiscendere colui che è preposto a pronunciare , ad emettere il giudizio . Paolo ai Corinti e di conseguenza a noi indica nella fede la modalità per stare accanto, o meglio nei pressi del Signore , perché saremo a Lui prossimi solo nella visione , ovvero nella vita eterna . La vita terrena è dunque essere nella fede , ovvero abitare pienamente quel corpo di cui Paolo scrive ai Corinti mentre , per l’apostolo la vita eterna è la visione , è vivere nella visione , esserne parte . La presenza del Signore comunque è in ambedue le situazioni . Nella vita eterna si è alla Presenza ed eternamente alla Presenza per ciò che si è dato , per ciò che abbiamo donato, offerto di bene nel corso della nostra vita (secondo le nostre capacità e modalità ) e il pensiero di ciò può confortarci , soddisfarci , realizzarci , già qui nella vita terrena . Nella vita eterna , alla Presenza vivremo beati , vivremo le beatitudini declamate nella vita terrena . Nella vita terrena la fede , l’adesione al Signore attraverso il nostro sì a Lui , il nostro fiat fa sì che il Signore non solo si accosti a noi , ma che in noi abiti , prenda dimora ; sono sue parole che l’apostolo Matteo riporta nel suo Vangelo (28,20 ) : “ ... Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo ... “ e Giovanni (14,18-20) di Gesù trascrive queste parole: “ ... ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi ... “ L’eterna presenza del Signore in noi , con noi , si realizza se compiamo due azioni alle quali corrispondono , derivano due opere . La prima delinea e classifica l’opera , ci fa conoscere dunque cosa intende il Signore per opera . Giovanni (6,29-29 ) riporta queste parole del Signore nel suo dialogo con la folla , in cui Gesù mentre risponde alle domande che gli vengono formulate indica una via , una modalità , una proposta di vita : “ ... Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio? ». Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato»...“. L’opera dunque , l’azione per eccellenza è credere che Dio ha inviato Gesù ,suo Figlio . Credere , avere fede , fidarsi di Dio è ciò che il Signore chiede ad ognuno di noi . Il Signore ci chiede , ci invita a credere e a null’altro . La seconda opera è conseguenza della prima . Se si crede , se crediamo non possiamo non trasmettere il nostro credo , non possiamo tacerlo , nasconderlo non : “ ... si accende una lucerna per metterla sotto il moggio ... “ insegna Gesù .( Mt.5,15 ) Dunque siamo considerati luce del mondo : “ ... Voi siete la luce del mondo ... “questo è il modo con cui Gesù reputa ognuno di noi , questo è il modo con cui manifesta la sua stima e considerazione per ognuno di noi . ( Mt.5,14 ) . La seconda opera dunque è mettersi in gioco , testimoniare con la propria esistenza il credo a cui ci si è votati , a cui si è aderito e come conseguenza dovremmo sentirci motivati a rispodere alla chiamata del Signore ognuno secondo la sua condizione : “ ... Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato ... “. ( Mt.28,19-20 ) Questo invito all’azione è stato pronunciato da Gesù stesso e l’azione consta nell’onorare la Parola di Gesù il verbo di Dio , Dio stesso . . La nostra vita a servizio del Signore è dunque la conseguenza del nostro credere , dell’atto di credere , che è opera , azione , realtà , il reale , il presente , il tangibile , ciò che si può toccare , del quale si può fare esperienza . Il credere ha poco a che fare con l’azione , con le opere , secondo il pensiero , il giudizio dei benpensanti di questa società ( sicuramente filantropa ma sempre più scristianizzata ) . Costoro secondo l’educazione borghese ricevuta si permettono di giudicare “vita attiva” l’impegno dei religiosi in genere che operano nel sociale, dando ( ergo ) dunque per conseguenza e scontato che la vita di coloro che si dedicano alla contemplazione ( la vita claustrale ) non sia attiva ; ( ergo ) dunque sia passiva , ( ergo ) dunque una vita sprecata . Eppure le indicazioni del Signore attraverso la sua Parola sono chiare , cristalline : “... Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,né mai entrarono in cuore di uomo,queste ha preparato Dio per coloro che lo amano... “ si legge nella prima lettera di San Paolo ai Corinti ( 2,9 ) e nella seconda lettera inviata sempre ai Corinti , San Paolo afferma ( 4,18 ) che : “ ... Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne ... “ e ad abbundantiam : “ ... Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava ... “ . ( 1 Cor.12,24 ) Da ciò che si apprende dunque pare che il Signore prediliga la vita che la società del tempo e di oggi , di sempre bolla , giudica come passiva ; di ciò eloquente è la risposta che Gesù diede a Marta sorella di Maria che Luca trascrive nel suo Vangelo ( 10, 41-42) : “ ...Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta ... “ . Senza che ve lo spieghi fratelli dò per scontato che conosciate a ciò che mi riferisco . Fratelli cristiani se crediamo , allora dobbiamo fondare il nostro credo, la nostra certezza che non siamo di questo mondo pur essendo nel mondo come Gesù insegna ( Gv.17,11;14;18;21) : ... essi invece sono nel mondo ... e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo .... Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo ... perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato ... “. Altro che vita passiva , vita attiva , attività secondo una logica nuova , progresso non certo restaurazione . Concludo proponendovi questa riflessione o meglio l’osservazione che l’allora docente di dogmatica don Joseph Ratzinger ( divenuto in seguito Papa Benedetto XVI ) scriveva nell’anno 1968 nel suo libro ( divenuto best seller ) Introduzine al Cristianesimo : “ ... I veri credenti non danno eccessivo peso alla lotta per la riorganizzazione delle forme ecclesiali . Essi vivono di ciò che la Chiesa è sempre . E se si vuole sapere che cosa realmente sia la Chiesa , bisogna andare da loro . La Chiesa non fa sentire al massimo la sua presenza là dove si organizza , si riforma ,si dirige ; si fa sentire invece in coloro che credono con tutta semplicità, ricevendo in essa il dono della fede che diviene per loro fonte di vita ...“ . Ergo ? Dunque ?