... Ecco, io vengo per fare la tua volontà ...

18.04.2019 14:13 Paolo nella sua prima lettera indirizzata alla comunità cristiana di Corinto delinea ciò che può profilarsi come l’identità della vita sacerdotale , del sacerdote stesso : “ …… Fratelli , io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso : il Signore Gesù nella nottte in cui veniva tradito prese del pane e , dopo aver reso grazie , lo spezzò e disse : - Questo è il mio corpo , che è per voi ; fate questo in memoria di me - . Allo stesso modo dopo aver cenato , prese anche il calice dicendo : - Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue ; fate quersto ,ogni volta che ne bevete , in memoria di me …… – “ questo è quanto oggi ci ha offerto , nella seconda lettura , la Liturgia della Parola . Gesù nell’ultima cena , nell’atto di istituire l’Eucarestia ha presente , conosce bene ciò che la classe sacerdotale , corrompendosi , era divenuta . Partecipando attivamente per diritto al Sinedrio , si era compromessa legandosi ai partiti con cui spartiva il potere religioso e politico , e di quella classe Gesù ne aveva delineato ed evidenziato la corrotta fisonomia . Ciò che affermo è Parola del Signore trascritta dalla penna dall’apostolo Matteo nel capitolo 23 , dal vesetto 1 al versetto 39 del suo Vangelo , che per sommi capi vi riporto : “ “ …… Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei …. dicono e non fanno . Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente , ma loro non vogliono muoverli neppute con un dito . Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini : allargano i loro filatteri e allungano le frange ; amano i posti di onore nei conviti , i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze , come anche farsi chiamare rabbì dalla gente … “. E non si ferma a queste osservazioni Gesù , ma prosegue : “ …. chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini …. dite : Se si giura per il tempio non vale , ma se si giura per l’oro del tempio si è obligati …. trasgredite le prescrizioni più gravi della legge : la giustizia , la misericordia e la fedeltà ….. apparite giusti all’esterno davanti agli uomini , ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità … “ . Poi li minaccia : “ … Guai a voi …. “ e li incalza irridendoli con parole forti , rudi , virili , veritiere : “ … ipocriti , guide cieche , stolti , serpenti , razza di vipere … “. La classe sacerdotale intronizzata nel Sinedrio e di esso parte costituente , al tempo di Gesù era divenuta potente e corrotta , aveva perso la sua identità originale , quel ruolo di mediazione tra il divino e l’umano che Dio aveva affidato a Mosè . Si legge nel libro dell’Esodo ( 11,16-17 ) : “ …. Raduna settanta uomini stimati ….. Così essi potranno aiutarti a portare il peso di questo popolo , e non sarai più solo a farlo …. “ . Di quella classe , la Sacra Scrittura ci insegna che con il trasorrere del tempo si era messa a servizio di due o forse di più padroni . La missione disperata di Gesù è stata quella di cercare di ristabilire l’equilibrio originario . Dio si incarna, si fa uomo per ricreare , per riproporre per ristabilire, ricomporre l’equilibrio, l’armonia originaria del giardino : l’Eden . Ma come ? In che modo ? Con quali mezzi ? Attraverso una proposta , un’ offerta del Signore : “ … Nessun servitore può servire due padroni …… “ ( Lc. 16,12 ) . Scelto il padrone , colui al quale affidarsi , colui al quale credere , colui nel quale riporre la fede , se ne condivide l’opera , che come dice Gesù altro non è che il credere stesso , la fede stessa : “ … Questa è l’opera di Dio : che crediate in colui che egli ha mandato … “ ( Gv. 6,29 ) . Il credere , l’opera di Dio , la fede è ciò che ci rende vincitori, lo scrive Giovanni nella sua prima lettera ( 5,5 ) “ … Carissimi , chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio ? …. “. Ma vincere , nel vocabolario della fede ha come risvolto : “ … Ecco , io vi mando come pecore in mezzo ai lupi …. “ ( Mt. 10,16 ) ; con un unico scopo : “ … E disse loro : - Andate per tutto il mondo , predicate il vangelo ad ogni creatura …. “ ( Mc. 16,15 ) . Ma come , in che modo ? Nel nuovo mondo della fede , nel nuovo giardino , nel ricreato Eden , il modo è la missione : “ …. Chiamò a sé i dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri . E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone : né pane , né sacca , né denaro nella cintura ; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche …. Ed essi , partiti , proclamarono che la gente si convertisse , scacciavano molti demoni , ungevano con olio molti infermi e li guarivano … “ . ( Mc. 6,7-13 ) La missione è la manifestazione dell’opera di Dio , è la materializzazione della fede , è l’avverarsi del credere , è l’affidarsi totalmente ( totus tuus ) …. è il conio della nuova moneta , la provvidenza , magistarlmente raccontata da Luca nel libro degli Atti degli Apostoli in riferimento alla guarigione dello zoppo da parte di Pietro e Giovanni al Tempio ( Atti 3,6 ) : “ … Non possiedo nè oro né argento , ma quello che ho te lo do : nel nome di Gesù il Nazareno , cammina ! … “ . La nuova classe sacerdotale di Cristo perché da Cristo voluta, dunque ha il suo mandato , al quale deve attenersi per non divenire sterile come la vecchia classe sacerdotale divenuta tale perché a servizio di due o più padroni . Gesù dunque ci invita a servire un solo padrone, il solo padrone e possiamo leggere e meditare ciò nel brano dell’evangelista Giovanni ( 12,8 ) nel quale Gesù ammonisce Giuda che accusa Maria , sorella di Lazzaro, di sprecare l’unguento con il quale unge e profuma i piedi di Gesù : “ …. I poveri li avete sempre con voi , ma non sempre avete me …. “ e ancora Luca negli Atti degli Apostoli ( 6 , 2 – 4 ) della nuova classe sacerdotale ne rammenta i compiti : “ …. non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense . Cercate dunque , fratelli , tra di voi sette uomini di buona reputazione , pieni di Spirito e di saggezza , ai quali affidare quest’incarico . Noi , invece , ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola … “ . Questa divisone di compiti conduce a risultati immediati , lo leggiamo ancora negli Atti degli Apostoli( 6, 7 ) : “ … Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli ….. anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede … “ . Concludo . Una traccia , una proposta poco seguita dunque molto disattesa di vita sacerdotale la lasciò , la consegnò al nostro sentire , anni fa il sacerdote biellese don Oreste Fontanella che scrisse e visse queste parole : “ L’onore a Dio , il piacere al mio prossimo , il sacrificio a me “ . Gli fece eco anni dopo , pur non conoscendo don Fontanella , un sacerdote toscano , don Divo Barsotti il quale della vita sacerdotale scrisse : “ … “ La vita del sacerdote è sacrificio puro . Egli non può vivere per sé , non ha più una vita . Qualunque cosa egli faccia per essere amato , stimato , per vivere , il suo sforzo non ha mai potere di toglierlo alla sua solitudine . Il crisma dell’ordinazione lo separa dagli uomini , egli diviene come il capro espiatorio che si abbandona nel deserto , lontano da tutti “ . Il mistico sentimento di questi sacerdoti è testimonianza di come vivere la gravosa responsabilità della consacrazione eucaristica che non è più l’offerta di olocausti come si legge nel libro del profete Isaia (1,11 ) : “ … Che mi importa dei vostri sacrifici senza numero ? … Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi ; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non gradisco …. “ . Ciò che Dio gradisce nell’Eden rigenerato è l’offerta del figlio come Paolo scrive agli Ebrei ( 10,9 ) : “ … Ecco io vengo per fare la tua volontà … “ , e ciò è la sintesi delle parole che il sacerdote legge nel Messale nell’atto della consacrazione : “ … egli offrendosi alla sua passione , prese il pane e rese grazie , lo spezzò , lo diede ai suoi discepoli e disse : - prendete e mangiatene tutti : questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi .. “ e prosegue “ …. Dopo la cena allo stesso modo prese il calice e rese garzie lo diede ai suoi discepoli e disse: - Prendete e bevetene tutti : questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza , versato per voi e per tutti in remissione dei peccati . Fate questo in memoria di me – “ .