... è tempo di ricapitolare ...

21.11.2020 13:43 Se Cristo , Dio , è risorto dai morti , fratelli cristiani , è perché Cristo , Dio è morto ha cioè vissuto la morte , ne ha fatto esperienza diretta . “ … Cristo è risorto dai morti , primizia di coloro che sono morti … “ scrive Paolo alla comunità cristiana che era in Corinto nella sua prima lettera ad essa indirizzata, lettura cha la Liturgia della Parola propone oggi XXXIV domenica del Tempo Ordinario solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo . Noi , fratelli cristiani , proclamiamo all’unisono ,nella professione di fede che tra poco reciteremo insieme : “ … Credo in un solo Dio … “ che “ … per la nostra salvezza discese dal cielo , e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo . Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato morì e fu sepolto . Il terzo giorno è risciuscitato secondo le scritture … “ . Dio dunue nasce , vive , muore e viene sepolto come ogni uomo , come ognuno di noi , come la quotidianità di ognuno di noi . Vive la vita di ogni uomo comune , ne condivide le fatiche , le sofferenze , i pericoli , le gioie , l’unica cosa che non condivide con noi , con l’uomo ( e non la può condivedere perché è Dio ) è il peccato come ci insegna Paolo nella lettera agli Ebrei ( 4,15 ) : “ … Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato … “ . Cristo , Dio è l’anti peccato , il contrario del peccato , della disobbedienza , Colui che combatte e vince il peccato ed il contrario del peccato è bene , virtù , innocenza , purezza , benedizione , vantaggio , fortuna , onore , merito , attributi di Dio e che da Dio hanno origine , promanano e si propagano . L’uomo dunque si caratterizza per il peccato , non Dio . Scrisse Paolo alla comunità cristiana che era in Roma ( 3,23 ) : “ … tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio …. “ . Ciò che ci unisce che ci rende uomini , che ci identifica e ci rende differenti da Dio è dunque la tendenza , l’inclinazione a peccare . Il Cristo dunque è simile a noi in tutto fuorchè nel peccato , Paolo nella sua seconda lettera indirizzata ai Corinti scrisse : “ … Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore …” . Dunque Cristo è stato fatto peccato perché noi potessimo essere in Cristo un solo uomo : “ ….,poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù … “ ci insegna S.Paolo (Gal.3,28 ) . Se Cristo muore come ogni uomo e risorge , allora dobbiamo presumere e concludere che anche noi , come lui , risorgeremo, anzi come recitiamo nella professione di fede : “ … Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà . Amen … “ sì , così si conclude la professione di fede con la parola latina amen , tradotta nella nostra lingua con “ così sia “ con la quale confermiamo la veridicità di quanto recitato. Ma cè di più fratelli cristiani , il Cristo è figlio di Dio come noi siamo figli , o meglio per il fatto che Cristo è Figlio di Dio , anche noi lo siamo; scrive l’apostolo ed evangelista Giovanni nella sua prima lettera ( 3,1 ) . “ … Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente … “ e si prega con il Salmo 2 ( 7 ) : “ … Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,io oggi ti ho generato …. »” . Siamo figli , come lui è Figlio , siamo deboli come lui da forte che era , si è fatto debole : “ …. In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli rivestito di debolezza … “ scrisse Paolo nella lettera agli Ebrei ( 5,2 ) . Dunque la debolezza è la morte , debolezza delle debolezze e, fratelli non c’è forza senza debolezza , dunque non c’è risurrezione senza morte . E se Cristo , con la morte , ha chiuso gli occhi a questo mondo per riaprirli nell’altro mondo e con la risurrezzione nuovamente li ha riaperti a questo mondo , analogamente sarà per noi chiuderemo i nostri occhi a questo mondo per riaprirli in un mondo nuovo , diverso , che scopriremo e che già ora per fede , speriamo , cioè in noi è fatto esistere . In che modo ? Questo ci è dato di saperlo attraverso la preghiera , l’intimità con Dio e l’intimità non si svela , la si vive e la si conserva gelosamente , lo sanno bene gli sposi cristiani . Ricapitoliamo , mettiamo un poco di ordine in ciò che fino ad ora si è detto : Gesù è il Cristo , l’unto di Dio , come noi siamo unti ( infatti veniamo unti nel sacramento del Battesimo e della Confermazione ) ; Gesù, il Cristo , si è fatto uomo perché noi divenissimo figli di Dio come lui è il Figlio di Dio e perchè fossimo preparati , pronti per il passaggio ( la Pasqua ) tra questa vita e la vita eterna e che al nostro essere fosse conferita la vita di grazia , la vita divina , e che il nostro corpo attendesse la risurrezione e potessimo divenire novità ossia come scrisse Paolo ai Galati ( 3,28-29 ) : “ … Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa … “ . Fratelli cristiani scrive ancora Paolo alla comunità cristiana che era in Roma (6,3-8 ): “ … ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua . Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto è libero dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù.… “ . La condizione di Cristo , per analogia la assumeremo anche noi , fratelli ; si legge nella prima lettera dell’apostolo Giovanni (3,2 ) : “ … Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è … “ . Siamo in cammino verso il nostro svelamento , la nostra manifestazione , la nostra vera identità . Comprendere dunque conoscere questi sono le stagioni del nostro essere , questo è il nostro tempo un tempo che benchè maturo deve ancora maturare , maturare in pienezza . Celebriamo solennemente Cristo re dell’Universo , ma noi chi siamo se figli di quel Padre che ha generato il Re dell’Universo ? Pensiamo che il Padre possa escludere i suoi figli dalla regalità ? O piuttosto non cerca di renderla a tutti condivisibile secondo la nostre identità , le nostre capacità ? Dice Gesù ( Lc. 11,11-12 ) : “ … Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? … “ . Celebrare questa solennità in cui Cristo è proclamato Re dell’Universo non è forse in Lui scorgere , scoprire anche la nostra immagine e celebrarla ? Siamo o non siamo l’uomo nuovo se come afferma Paolo (Rom.6,6 ) : “ … Sappiamo …. che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui … “ ? Celebrare dunque questa solennità non è solamente rendere centrale la figura di Cristo , del Cristo trinitario ma è porre al centro anche la nostra figura , la nostra natura umana ; in fondo la categoria regale proviene dalla fantasia dell’uomo , la definizione di universo scaturisce dalla scienza umana , dalla conoscenza dell’uomo e Dio , per farsi comprendere ha assunto , la nostra natura e si esprime e comunica attraverso l nostro linguaggio e noi secondo il Libro della Genesi siamo fatti , plasmati ad immagine e somiglianza di Dioe da lui riceviamo l’alito della vita , lo spirito che ci anima . Dunque ? E’ tempo di ricapitolare .