... E così fu ,e così è ,e così sarà ...

28.03.2020 08:56 “ … Ecco, io apro i vostri sepolcri , vi faccio uscire dalle vostre tombe , o popolo mio , e vi riconduco nella terra d’ Israele … “ . Il Signore Dio , in questa V domenica di Quaresima , attraverso il profeta Ezechiele , ci introduce nel suo mondo , ci invita a scoprire il suo disegno , a prendere visione del suo progetto : la storia della salvezza che è la realizzazione dell’uomo , la sua divinizzazione , la trasposizione e lòa collocazione dell’uomo nel mistero Trinitario . Il Signore Dio ci ricorda , e su questo ci invita a meditare , che l’uomo è prigioniero di se stesso “ … le vostre tombe … “ scrive il profeta , sono la prova che l’uomo si costringe , si è volontariamente costretto , ingabbiato , imprigionato . Scrive poi ancora il profeta : “ …. vi faccio uscire … “ uscire , evadere da spazi angusti che l’uomo si è volontariamente creato e in cui si costringe a vivere. Solo l’intervento divino attraverso le parole poc’anzi proclamate : “ … e vi riconduco nella terra d’ Israele … “ solo l’intervento di Dio può cambiare , può mutare quella situazione , quella condizione di stallo forzato , di costrizione , in cui ognuno di noi volontariamente si condanna a vivere ; condizione che è di fatto la nostra morte . Se il Signore Dio ci fa “ … uscire … “ dalle nostre tombe allora si parla già qui , ora , adesso , subito , di risurrezzione . Qui , adesso , subito senza dover aspettare , attendere il giorno del Giudizio , la fine dei tempi , la Parusia . Il Signore Dio , attraverso le parole del profeta comunica , dunque si propone di essere per noi guida ,offrendosi di condurci : “ … su pascoli erbosi …. ad acque tranquille … “ per fare in modo che possiamo abitare : “ … nella casa del Signore per lunghissimi anni … “ dove “ … felicità e grazia …. saranno compagne tutti i giorni della …. vita … “ e per vita si deve intendere la vita eterna , l’eternità , l’eterna felicità ,dunque soddisfazione , godimento ; così prega il Salmo 22 . Il disegno , l’intenzione , il progetto del Signore ( cioè la storia della salvezza ) è quello di condurre , di ricondurre (“ … e vi riconduco nella terra d’ Israele … “ si è letto) di guidare l’uomo nuovamente nel giardino , in Eden che Dio aveva pensato e approntato affinchè Lui , il Creatore potesse incontrare l’uomo in un luogo gradevole dunque rapportarsi pariteticamente perché ognuno di noi fratelli cristiani è stato voluto persona , soggetto cioè libero e non oggetto cioè sottoposto , assoggettato , schiavo . Il Signore Dio scelse per l’uomo una posizione centrale in seno alla creazione , lo pose al centro della creazione perché , in questo modo , l’uomo comprendesse che il suo centro era Dio e non se stesso , e si incarnerà , facendosi uomo , uomo nuovo in Gesù Cristo , per ribadire ciò , per confermare la centralità della posizione che all’uomo aveva affidato . Già nella sua disobbedienza , in Eden , nel giardino , l’uomo , il primo uomo Adamo si pose da se stesso , autonomamente , al centro della creazione , non volle concordare con Dio la sua posizione , il suo ruolo , non lo pretese neppure , lo prese , lo ghermì , lo rubò di soppiatto , di nascosto , fuori dallo sguardo di Dio ( il libro della Genesi riporta bene ciò , basta leggere la cronaca di quel fatto ) . L’uomo , nella sua arroganza , non accontentandosi del suo spazio , del suo ruolo , pretese , volle per sé lo spazio di Dio relegando il Signore Dio in sub ordine e con ciò condannandosi alla morte e, consegnandosi ad essa, al peccato , si introdusse , si chiuse , si murò da solo , da se stesso nel sepolcro . Separandosi decise da se stesso di morire , si condannò , decretò da se stesso la propria morte . Fu ancora una volta l’intervento di Dio a ridurre la distanza che l’uomo aveva imposto nel loro rapporto. Fu Dio a decidere di rincontrare l’uomo , di rapportarsi nuovamente con lui , non di castigarlo . Nella sua Kenosi , nel suo abbassamento , quel volontario porsi a livello dell’uomo, Dio giunse a pentirsi di intervenire , di stroncare drasticamente l’esistenza stessa dell’uomo, si legge nel libro dell’ Esodo (32,14 ) : “ … Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo … “ come aveva già fatto ai tempi di Noè quando affermò sdegnato che : “ … si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo … “ ( Gen.6,6 ) . E ancora nell’Incarnazione , altra ulteriore Kenosi , altro ulteriore abbassamento con il quale Dio si fece piccolo affinché l’uomo lo potesse contenere , potesse crescere in lui ( nel grembo di una donna ) , potesse prendersene cura , potesse provare per Lui tenerezza , gioia , amore , dedizione . Con ciò Dio si consegnò all’uomo riponendo l’uomo al centro delle sue attenzioni , e con , e in queste responsabilizzando l’uomo sino a mettersi nelle sue mani , sino a consegnarsi totalmente a Lui . Paolo nella seconda lettura , redatta cronologicamente dopo la morte di Gesù , dopo la morte di Dio per mano dell’uomo sembra voler porre l’attenzione sul fatto che , per uscire dalle tombe , dai sepolcri , da quella condizione di morte in cui l’uomo si era costretto , si era volutamente calato , fosse necessario dominare quella parte che nell’uomo prese da subito , fin dalle origini il sopravvento ,come è scritto inel libro della Genesi ( 3,6 ) : “ … Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile …… prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò … “ . Paolo identifica nei sensi , quella parte dell’uomo che può portare alla morte e lo scrive nella sua lettera ai Romani poc’anzi proclamata : “ … la carne … “ cioè il corpo , che è costituito anche dai sensi , da cui scaturiscono i sensi . Uscire dai sepolcri , scrollarsi di dosso il dominio della morte … la morte costrizione alla rigidità che costringe l’uomo , morte cioè assenza di vita , di vitalità , di movimento , di capacità di generare cioè di tramandare ,di essere tradizione … ebbene si esce dalla staticità , dalla condizione che la morte impone affidandosi allo spirito , di cui con l’anima e il corpo siamo costituiti . Siamo stati voluti , corpo anima e spiritio ; così , in questo modo , che è divino , siamo persona cioè unità per l’unità , che è la Trinità , che è rapporto divino ovvero compenetrazione e compartecipazione delle persone che la costituiscono e di coloro sono chiamati a parteciparvi . Se permettiamo che uno solo di questi nostri componenti ( corpo , anima e spirito )prenda il sopravvento sugli altri , ci consegnamo direttamente alla morte . L’uomo è armonia , in esso è depositata quall’armonia primordiale , l’armonia della creazione , dell’inizio ; e l’armonia è equilibrio di quelle forze che la compongono : corpo , anima e spirito , e l’equilibrio è la loro sintesi , e la sintesi è unità , e l’unità rimanda alla Trinità , rapporto che lega strettamente e indissolubilmente le tre persone che sono Dio e coloro che sono chiamati a partecipare di quel rapporto . Con Lazzaro , nel Vangelo poc’anzi proclamato , Dio diede in quei tempi ,là , a coloro che erano presenti , la prova della seconda creazione , dell’introduzione per la seconda volta , del nuovo tentativo dell’introduzione dell’uomo nell’Eden . La voce di Gesù che chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro , è lo stesso alito che Dio insufflò nelle narici dell’uomo che alle origini Dio plasmò : “ … allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente … “ si legge nel libro della Genesi (2,7 ). In quel preciso istante , con la risurrezzione di Lazzaro Gesù , Dio diede la prova della ristabilita armonia , del ritrovato equilibrio . In quel preciso istante Dio ripropose e introdusse l’uomo nel nuovo Eden , libero dalla morte , dal peccato , quel peccato che costringe l’uomo alla morte, dunque alla tomba ; quel peccato , la disobbedienza ,di cui Dio attraverso il profeta Geremia ( 31,34 ) sentenzò : “ …. poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato … “ . In quel preciso istante , Dio tentò di reintrodurre la sua creatura , la sua nuova creatura ovvero l’uomo, sordo e cieco a quell’evento , a quell’avvenimento prodigioso , nel giardino , in Eden alla sua presenza . Ma cosa ha determinato quell’evento , quell’avvenimento nella storia dell’uomo ? Eloquente è la conclusione della parabola di Lazzaro e del ricco che Luca riporta nel suo Vangelo ( 16,31 ) : “ … Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi … “ . E così fu , e così è , e così sarà !