... diffidenza ...

01.05.2021 14:20 “ ... ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo ... “ queste parole , tratte dagli Atti degli Apostoli , sono state proclamate nella prima lettura di questa V domenica di Pasqua . Il dubbio , l’incredulità , la diffidenza ciò che il serpente nel giardino , in Eden , ha seminato , serpeggia anche nella comunità ; non ne è imnmune la comunità secondo quanto osserva Paolo nella sua lettera indirizzata alla comunità cristiana che era in Roma ( 3,23 ) : “ ... tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ... “ . Il dubbio , l’incredulità , la diffidenza sono peccati , sono mancanze nei confronti di Dio , del Creatore e sono parte della comunità , dell’essere comunità, dell’essere cristiani , credenti, discepoli , fintanto apostoli. Pensate fratelli cristiani a Tommaso apostolo, che dubita della resurrezione di Gesù , al pari dei pagani , dei greci , e a conferma di ciò , vi trascrivo ( leggo ) quanto Luca riporta nel libro degi Atti degli Apostoli ( At.17,32 ) circa l’incontro degli ateniesi con Paolo all’Areopago sul tema della resurrezione dei morti: “ ... Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: «Ti sentiremo su questo un'altra volta» ... “ . Non la purezza ma il peccato accumuna l’uomo , fa l’uomo comunità , in quanto scrisse Paolo ai cristiani di Roma ( 5,20-21 ): “... La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia, perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore ... “ . Questa è la porta stretta per cui passare .Saulo o Paolo è un peccatore dunque cristiano ,credente , discepolo per la buona pace di tutti e, per buona pace di tutti, è peccatore e santo , non perchè in seguito canonizzato dalla Chiesa , ma santo perché parte della comunità cristiana come tutti gli appartenenti delle comunità sparse nel mondo conosciuto di allora e di oggi . Si è santi perché Dio è Santo come recita il libro del Levitico (19,2 ) : “ ... Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo ... “ . Paolo è discepolo dunque peccatore perché parte della comunità , nella quale è introdotto , voluto , scelto dal Signore stesso , da Gesù sulla via di Damasco : “ ... E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti ! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare» ... “ si legge negli Atti degli Apostoli . ( 9,3-6 ) E’ discepolo dunque peccatore perché scelto ,con Barnaba , direttamente dallo Spirito Santo : “... lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati»... “si legge ancora negli Atti degli Apostoli . ( 13,2 ) Paolo sarà anche apostolo ( la parola signfica mandato dunque colui che è mandato , inviato ) apostolo al pari dei dodici ,dagli apostoli coloro che erano stati scelti direttamente da Gesù ; e da Gesù in persona Paolo è scelto per essere inviato . Sulla via di Damasco incontra quella forza che lo disarciona ( quella forza nascosta nei giochi di luci che Caravaggio dipinse ) quella luce che lo acceca momentaneamente : il Cristo , perché il Cristo è presente , abbondantemente presente dove abbondantemente è presente il peccato, ed il peccato si manifesta nell’uomo , nella fattispece in Paolo ; e il Cristo è forza e luce che spazza via la debolezza e le tenebre nella quali si radica il peccato che è morte e debolezza dell’anima e dello spirito , dunque del corpo . Paolo non solo è membro della comunità , non solo è discepolo , ma è apostolo , mandato e inviato direttamente da Gesù e scelto dallo Spirito , da Dio che è Trino . Ma la paura sempre serpeggia nella comunità come ieri , così oggi e si ha e si avrà paura anche domani , si avrà paura sempre . Le parole che abbiamo sentiro proclamare ci insegnano e confermano che si ha paura di colui che non si conosce , di ciò che si è sentito dire dell’altro, di colui che ci è prossimo, perché diverso da noi . Del diversosi diffida , sempre . Non ci si fida di chi non si conosce , benchè colui che mi è accanto sia il mio prossimo , colui che dovrei amare o comunque almeno sopportare ( Col.3,12 – 13 ) : “ ... Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri ... “ . Rivoluzionario sarebbe fidarsi di colui che mi è stato posto accanto . Damasco è l’atto con cui Cristo ( forza e luce che entra e penetra nella vita del mio prossimo Paolo ) di colui che mi è stato posto accanto , perché fratelli nulla è casuale , nulla è lasciato al caso . Il Cristo a Damasco non incontra , non penetra solamente Paolo , ma in Paolo l’uomo , l’umanità intera è nell’intera umanità che Dio si insedia, si incarna : “ ... Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».... disse Gesù . ( Mt.28,20 ) L’atto di fede, l’accorgersi della Presenza e ad Essa accostarsi , cambierebbe totalmente il genere umano , trasformerebbe l’atteggiamento tra simili e tale atteggiamento trasformerebbe anche il modo con cui l’uomo si rapporta con ciò che lo circonda , con il mondo che lo circonda , sia esso vegetale o animale . Porre fede , fiducia, in Dio dunque nell’altro da sé coinvolge totalmente l’essere e pone l’essere al servizio degli esseri siano questi persone , animali o cose . La fede induce nell’essere un cambiamento , è nuova vita , nuova realtà , novità , progresso , spinta e presa di coscienza verso tutto il creato conosciuto , conoscibile sino a percepire ciò è inconoscibile secondo quando scrisse Paolo nella sua lettera indirizzata agli Ebrei (11,1 ) : “ ... la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono ... “ e questo atteggiamento è conoscenza illimitata e universale soggettiva , propria del soggetto , dell’essere che si abbandona alla fede , che crede , e che vive di fede , di ciò che crede e la conseguenza di questo atteggiamento è un cambiamento radicale oggettivo ,reale , manifesto e manifestato e ciò è testimoniato dai pagani, da coloro che ad Antiochia , dei credenti che là vivevano ,osservando ciò che erano stati e ciò che divennero seguendo il loro credo li identificarono , gli conferirono una nuova identità , la loro vera identità , l’identità di coloro che credono , di coloro che professano il loro credo e che lo esternano , lo manifestano , lo vivono sino a contagiare , a convertire chi gli sta intorno , chi gli è prossimo come annotò Luca nella redazione degli atti degli Apostoli ( 11,26 ): “ ... ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani ... “ . Per convertire dunque non bisogna avere paura, né diffidare del prossimo , del diverso da sé . Ad Antiochia coloro che si riunivano , vivevano la comunità non erano puri , erano anch’essi peccatori , erano credenti , peccatori in cammino , accettavano la loro condizione e condividevano con coloro che gli erano più prossimi , altri credenti , divenuti credenti , il loro cammino , la loro identità . Il timore , la paura di chi ci è prossimo , più prossimo è ingiustificata e ingiustificabile per un cristiano il quale per credo , per l’educazione che dal suo credo gli deriva dovrebbe superare le distanze se vero che Dio è “: “ ... tutto in tutti ... “ come ebbe scrivere Paolo nella sua prima lettera indirizzata alla comunità cristiana di Corinto . ( 15,28 ) Nostro modello non è l’uomo , ma neppure un santo , sì uno dei santi canonizzati dalla Chiesa alla quale apparteniamo ; nostro modello è ,e deve essere , dovrebbere essere Cristo. Lui è l’uomo , l’uomo vero , la pienezza dell’essere ; e di ciò che ho affermato ve né la prova nella Sacra Scrittura . Scrisse Paolo alla comunità cristiana che era in Roma ( 5,6-8 ) - sperando che oggi esista ancora - : “ ... Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi ... “ . Questo è il nostro credo fratelli , la certezza di non avere timore del prossimo ma per lui essere disposti a dare la vita . Dunque fratelli cristiani crediamo ? Siamo increduli o credenti ?