DEMONDANIZZAZIONE

14.10.2016 16:49

Abbiamo appreso della morte di Dario Fo a cui fu assegnato nell’ ottobre del 1997 il premio Nobel per la letteratura , preferendolo al poeta fiorentino Luzi , e per questo Fo fu oggetto di critiche efferate . I borghesi benpensanti , il mondo accademico della cultura e la solita classe politica reazionaria , si scandalizzarono per quell’ assegnazione , lo stesso poeta fiorentino per anni , come un bambino “ tenne il muso per la sua esclusione “ ritenuta da lui un oltraggio alla sua persona . Quei capricci evidenziarono la poca libertà del poeta , e la poesia non libera, quindi interessata , non è poesia ma mestiere , in fondo , il poeta ha dimostrato di essere , e di fare parte del sistema , e il sistema ha le sue regole e i suoi meccanismi , come la catena di montaggio ben rappresentata nel film “ Tempi Moderni “ ….. Come la carriera militare e nel pubblico impiego, si avanza per pre-odinazione e a scatti o per anzianità o peggio ancora per raccomandazione …. Pensiamo anche a questi ultimi concistori che non hanno premiato con la berretta rossa sedi , ritenute cardinalizie da una falsa tradizione e da automatismi e meccanismi (l’esempio delle diocesi di Venezia e di Torino sono alla portata di tutti ) …. si è spezzato finalmente un consolidato adeguamento dovuto alla consuetudine più che alla ortodossa Tradizione e di questo ringraziamo il Signore . La motivazione di quel premio Nobel nel lontano 1997 , merita una speciale menzione e deve rimbombare nelle nostre orecchie e penetrare nel nostro intimo perché metta in discussione il nostro modo di sentire , in antitesi con il nostro essere borghesi . Così recitava la motivazione : “ Perché seguendo la tradizione dei giullari medievali , fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati “ … questa fu la motivazione … veniva evidenziata la controcorrente e rivoluzionaria tradizione . Azzardo un accostamento : Benedetto XVI nel suo ultimo libro intervista ,ad un certo punto introduce una parola che lui stesso indica come “ ignota alla gente “ e precisamente … demondanizzazione …. e secondo il suo giudizio l’uso che ne fece non fu compresa dai più : “ non fu forse una scelta felice darle così risalto , ma penso che il contenuto della mia affermazione fosse sufficientemente chiaro e chi voleva capirlo l’ha capito “ . L’affermazione fu rivoluzionaria secondo l’intervistatore e Benedetto annuì rispondendo : “ Già .” rincalzò l’intervistatore : “ … si trattava di opporre resistenza , non accomodarsi , non adeguarsi , di tornare a mostrare che la concezione del mondo legata al cristianesimo va ben al di là di una concezione del mondo puramente mondano e materialista …. “ e Benedetto concluse commentando : “ …. la Chiesa è diversa .” E’ facile mettere insieme queste affermazioni e la motivazione dell’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura del 1997 . Si deve avere il coraggio di rompere , con la cultura si rompe … Fo fu messo da parte , marginalizzato , messo a margine , le porte della Rai per lui furono chiuse , la borghese politica laica e democristiana intervenne con i suoi censori , come è intervenuta , con altri metodi e modi , per questo grande Papa che , contraddicendo il sessantesimo verso del III canto dell’inferno di Dante : “ fece per coraggio e coerenza il gran rifiuto … “ Benedetto ha messo in discussione questo borghese e parassitario modo di vivere …. la mondanizzazione della Chiesa , della cultura , del lavoro , della politica , di ogni attività umana ….. e ha introdotto la rivoluzione del modo di vivere …. così come fu, in quel lontano 1997, quel verdetto di assegnazione … il potere prende il sopravvento da sempre e su tutto e umilia e scandalizza i piccoli , gli umili … bisogna dunque ergersi a difesa di chi viene umiliato dal potere , con la gli unici mezzi a disposizione del genere umano : la cultura e la preghiera ….. i poeti siano poeti , uomini liberi dalle aspettative e i preti si lascino educare dalla manzoniana figura di Fra Cristoforo e non già da quella di don Abbondio nella quale purtroppo troppo spesso si rifugiano e si riconoscono . Si devono meritati ringraziamenti a chi nel 1997 assegnò quel Nobel con quella motivazione , e altresì a Benedetto XVI che non smette mai di stupire e insegnare ….. mai … !