.... credere per agire ....

24.12.2018 14:09 “ ….. E’ apparsa la Grazia di Dio …. “ annuncia Paolo a Tito suo discepolo , nella seconda lettura di questa solennità , in questa notte , Natale del Signore . Dunque quali sono i risvolti di questa apparizione ? Cosa porta con sé questo evento ? Oltre alla salvezza , nella quale l’uomo è ricreato , rigenerato , riplasmato, assume cioè una nuova forma , diviene figlio di Dio e non solo più sua creatura , secondo Paolo ,questo evento , l’Avvento , porta , reca con sé la facoltà di insegnare , di istruire , di educare , di indirizzare , di avviare . Dunque la Grazia apparsa cosa insegna ? Verso cosa indirizza ? Come educa ? In che modo istruisce , insegna ? Paolo lo comunica a Timoteo , lo scrive a Timoteo e lo scrive perché questo concetto sia a imperitura memoria , sia cioè eterno com’è e come deve essere la Parola di Dio . Scrive dunque Paolo che la Grazia : “ … insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà , con giustizia e pietà … “ . Fratelli cristiani Paolo ci chiama , ci invita a riflettere su questo annuncio , perché in questa santa notte e da oggi il Bambino atteso è quella Grazia che nel salvare tutti gli uomini che credono in Lui : “ … insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà , con giustizia e pietà … “ . Non è il proclama di un generico programma di vita … è vita cristiana , è la vita cristiana , è la vita cristiana stessa , cioè la vita che Cristo ha condotto e testimoniato nel suo passaggio terreno e che ha trasmesso a noi suoi seguaci , a coloro cioè che come leggiamo nel libro del profeta Geremia ( 14,9 ) sono : “ …. chiamati con il tuo nome … “ ; a coloro che testimoniando il loro modo di vivere , dai pagani furono chiamati cristiani : “… ad Antiochia , per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani …“ leggiamo nel libro degli Atti degli Apostoli ( 11,26 ) . Dunque ,fratelli cristiani , interroghiamoci su ciò che significa empietà , un sostantivo femminile che leggendo la Sacra Scrittura , la Parola di Dio , incontriamo spesso , nel libro della Sapienza , nei Proverbi , nei Salmi , nel libro del profeta Ezechiele …. L’empietà , l’empio è colui che non riconosce Dio , che non gli rende culto , che è il dovuto della creatura al suo creatore . L’empio non riconosce Dio , non ne riconosce il suo valore , la sua luce , ma è teso a riconoscere solamente la brillante e costosa frivolezza , la mondanità , e non solo questa ma è rapito dal solo suo desiderio . L’empio il più delle volte non vive realmente la mondanità , ma solo virtualmente , si mette al seguito di quelle luci che accecano ma che poi si spengono o passano , e non riconosce quelle eterne che guidano …. come i Magi che seguono nella notte l’eterna luce della cometa sino alla mangiatoia dove Dio , il bimbo , la novità dona all’uomo la salvezza … la nuova vita . L’empio vuole godere oltre misura , non si accontenta dunque , mai è soddisfatto . Valore della sua vita è l’eccesso . L’empio accecato dalla luce brillante e dalle frivolezze brucia la sua vita e la sua interiorità , non sa dosare , moderare la sua vitalità né ha rispetto per quella degli altri essendo suo massimo valore l’eccesso , l’esagerazione , l’abuso , la sovrabbondanza . L’empio divora la sua vita e quella degli altri non sa moderare gli appetiti si sollecita a soddisfare ogni suo bisogno . L’empio non riconoscendo Dio e sentendo forte il desiderio di rendere culto , si orienta nella direzione del finito , da del finito ,del corruttibile , dell’imperfetto , l’idolo provando insoddisfazione , rendendosi conto che il corruttibile non potrà mai sostituire l’Eterno , la Perfezione . Accecato dall’ orgoglio l’empio permane nel suo stato , non ascolta , non vuole ascoltare quella voce interiore , quella voce che chiama i pastori alla grotta …. già i pastori rappresentanti di quella sobrietà che Paolo indica al discepolo Timoteo e a noi fratelli cristiani in questa notte Santa . Fratelli l’invito di Paolo in questa notte Santa , la notte della novità , del cambiamento è di rivolgere il nostro sguardo a ciò che siamo dentro , alla nostra essenza ciò che siamo realmente e, se cristiani , siamo tensione verso la sobrietà , la giustizia , la pietà quel rispettoso e premuroso sentire il bisogno altrui e la riverente partecipazione ai doveri che sono iscritti nel nostro cuore , con i quali possiamo rivisitare o ricapitolare tutto alla luce del nostro credo . La vita cristiana , non è filantropia , anche se spesso è confusa con essa . Il nostro accorrere alla mangiatoia non deve essere finalizzata alla sola curiosità ( razionalità ) dell’evento o al rendersi disponibili ad un aiuto concreto ( filantropia ) . Accorriamo alla mangiatoia perché è nato il figlio di Dio , l’uomo oggetto delle profezie . Alla mangiatoia l’uomo che ha seguito la luce , la stella gioendo si prostra e adora Dio come leggiamo nel racconto di Matteo ( 2,10-11 ) : “ … Al vedere la stella provarono una grandissima gioia …… videro il bambino con Maria sua madre e prostratisi , l’adorarono ….“ . Questa è vita cristiana e non altro , credere per agire e non agire per credere . S.Anselmo d’Aosta nel suo Proslogion scrive : “ Insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco : non posso cercarti se tu non mi insegni , né trovarti se non ti mostri . Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti , che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti “ . Buon Natale a tutti gli uomini di buona volontà .