Credenti, cristiani , cattolici !

18.04.2020 08:59 Fratelli cristiani , nell’ascolto della prima lettura che la Liturgia della Parola ha proposto oggi II domenica di Pasqua sembra di cogliere una distinzione tra i battezzati : “ … coloro che erano stati battezzati … perseveranti , nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione , nello spezzare il pane e nelle preghiere … “ e , tra di essi ( tra i battezzati ) Luca , autore degli Atti degli Apostoli ( da cui è tratto il brano della prima lettura ) individua , isola , evidenzia , i credenti , coloro che a sua detta : “ … stavano insieme e avevano ogni cosa in comune ; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti , secondo il bisogno di ciascuno …. “ . L’identità del credente dunque , da subito , sin dalla sua origine si distingue e distingue . Il credente applica a sé , sceglie per sé , si vota a seguire , a vivere non “ una “ ma “ la “ radicalità evangelica che si esplica , si esprime a ricusare il compromesso : “ … Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno … “ ( Mt. 5,37 ) e a vivere volontariamente , liberamente , coscienziosamente e metodologicamente la comunione dei beni , l’essere , il divenire comunità al pari della Trinità . Luca , voce della Parola è preciso in ciò e lo abbiamo sentito bene : “ …. stavano insieme e avevano ogni cosa in comune ; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti , secondo il bisogno di ciascuno …. “ e Gesù lo è ancora di più : “ … il di più viene dal maligno … “ ossia , ciò che è oltre all’essenziale ,dunque il superfluo , non è di natura divina , non viene da Dio dunque , ciò che è necessità , necessario è l’essenziale . Scrisse Paolo nella sua prima lettera al discepolo Timoteo (6,8 ) : “ … Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo ….“ …. l’essenziale ! Il credente dunque è radicale per sua scelta , scelta libera e, sempre per scelta non è incline al compromesso e ciò lo paga , lo subisce con il giudizio e il pregiudizio , con la persecuzione , l’isolamento . Il credente dunque agisce secondo giustizia , è giusto , infatti abbiamo sentito proclamare che si serve ( prende cioè ciò di cui necessita ) secondo i divini insegnamenti appresi , ascoltati , interiorizzati e testimoniati dunque vissuti nella propria esistenza ( Es. 16 ,4 ; 17-20 ) : “ … Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no » . …. Così fecero gli Israeliti. Ne raccolsero chi molto chi poco. Si misurò con l'omer: colui che ne aveva preso di più, non ne aveva di troppo, colui che ne aveva preso di meno non ne mancava: avevano raccolto secondo quanto ciascuno poteva mangiarne. Poi Mosè disse loro: «Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino». Essi non obbedirono a Mosè e alcuni ne conservarono fino al mattino; ma vi si generarono vermi e imputridì. Mosè si irritò contro di loro … “ . Il credente non si serve di ciò di cui non necessita , si limita alle necessità essenziali, ai suoi bisogni essenziali che sono misurabili dal quel metro di giudizio oggettivo che è la Parola , la Parola di Dio . Il credente dunque dipende , si vota totalmente all’affidamento divino , alla Provvidenza che lo guida nelle sue scelte . Attenzione fratelli Dio non limita il credente , ma lo fa , lo forgia , lo costruisce , fa del credente un uomo giusto dunque libero . Non è dunque questione di regole ferree , di norme stringenti , ma di giustizia e la giustizia è racchiusa nelle parole che abbiamo sentito proclamare : “ …. secondo il bisogno di ciascuno …. “ secondo ciò che il credente sa di avere bisogno per sussistere , per essere integralmente : corpo , anima , spirito , dunque persona , come Paolo insegna . Siamo nella materialità ma nel trascedente , nel visibile ma nell’invisibile . Il credente dunque non ha bisogni perché è appagato , soddisfatto da ciò che divide con gli altri , da ciò che dà e che riceve dagli altri : “ … con tutti … “ abbiamo poc’anzi ascoltato . Il credente dunque si realizza nell’avere ogni cosa in comune ( che non significa non avere , non possedere ma avere e possedere insieme ) significa avere con … e dividere con … condividere , fare partecipi gli altri e partecipare degli altri ; e si realizza nel constatare che tutti , in questo modo , secondo questa visione ( la visione cristiana ) soddisfano i loro bisogni , le loro necessità e ciò dà pace , serenità , armonia . I credenti , coloro che vivono quanto si è detto sin’ora , a detta di Luca che li ha osservati e per noi li ha descritti ed identificati , sono coloro che : “ … prendevano il cibo con letizia e semplicità di cuore , lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo …. “ e la reazione del popolo che osservava , sino ad esserne contagiato, il loro coerente comportamento , il loro modo di vivere curioso, è annotata da Luca nella sua opera , infatti l’evangelista scrive ( Atti 11,26 ) : “ … ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani … “ . I credenti per la scrittura , per la Sacra Scrittura sono dunque degli assetati , coloro che sono bisognosi , che hanno necessità di essere dissetati allo stesso modo della Samaritana al pozzo di Giacobbe , a cui Gesù offre acqua viva ovvero ( Gv.4,14 ) : “ l’acqua che ….. diventerà …. sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna …. “ . I credenti sono coloro che Isaia ( 55,1-5 ) identifica con queste parole : “ … O voi tutti che siete assetati, venite alle acque ; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte! Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia ? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono,gusterete cibi succulenti ! Porgete l'orecchio e venite a me ; ascoltate e voi vivrete ; io farò con voi un patto eterno,vi largirò le grazie stabili promesse a Davide. Ecco, io l'ho dato come testimonio ai popoli , come principe e governatore dei popoli . Ecco, tu chiamerai nazioni che non conosci ,e nazioni che non ti conoscono accorreranno a te ,a motivo del SIGNORE , del tuo Dio ,del Santo d'Israele, perché egli ti avrà glorificato ...”. Condivisione , gratuità , radicalità , rettitudine , giustizia , identità altro non sono che parte delle modalità attraverso le quali Cristo si è dato , totalmente donato al credente , rivelato , svelato ai credenti , a chi si definisce tale e che vive l’eterna realtà dell’Ultima Cena nelle pregnanti , profonde e unitive parole trasmesseci dalla Tradizione : “ … PRENDETE , E MANGIATENE TUTTI : QUESTO E’ IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI .. PRENDETE, E BEVETENE TUTTI : QUESTO E’ IL CALICE DEL MIO SANGUE PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA , VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATO . FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME … “ ( Messale Romano ) . Cristo dunque ha condiviso tutto con l’uomo eccetto il peccato come scrisse San Paolo nella sua lettera agli Ebrei ( 4,15 ) : “ … Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato … “ e scrive ancora Paolo ( Fil. 2,5-11 ) “ … pur essendo di natura divina , non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ; ma spogliò se stesso,assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini ; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome ; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra ; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre… “ . Se seguiamo , Cristo , se ci poniamo alla sua sequela , se ci definiamo , ci proclamiamo credenti non possiamo ignorare ciò che il Signore è , e ciò che ci invita a fare ( Mt. 19,21 ) : “ …. Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi … “ . La condivisione dei beni , l’avere ogni cosa in comune è la via per essere pienamente credenti perché solo il Signore si fa sacrificio ,vittima , sacrifica se stesso ma non chiede al credente di imitarlo in questo ,lo invita a fare il primo passo sulla strada del discepolato lasciando, rinunciando al superfluo per l’essenziale . Concludo , il 27 settembre 1978 (il giorno prima della sua morte ) Papa Giovanni Paolo I nella sua ultima udienza generale nella sala Nervi lesse ai fedeli , ai credenti lì convenuti quanto scrisse , nel 1967 , il suo predecessore Paolo VI nell’Enciclica Populorum Progressio: “ ….. La proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario …. “ e ancora sempre della stessa Enciclica il Santo Padre scriveva “ … i popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza … “ . Credenti , cristiani e cattolici .