... comprate senza denaro ,senza pagare ...

01.08.2020 14:43 Abbiamo poc’anzi ascoltato quanto il profeta Isaia ha proclamato nella prima lettura di questa XVIII domenica del Tempo Ordinario : “ …. venite , comprate senza denaro , senza pagare vino e latte … “ . Dio attraverso il Profeta invita il popolo a presentarsi davanti a Lui , lo chiama , lo convoca e lo convoca in assemblea , l’ecclesia , la chiesa , assemblea liturgica , eucaristica : “ … venite … “ perché , presentarsi ,porsi di fronte all’altro presuppone , dispone all’incontro e la Liturgia di quell’incontro ne fa l’evento , l’avvenimento. Siamo dunque chiamati , convocati ad incontrare il Signore e le parole di invito poc’anzi ascoltate : “ … venite … “ ne sono la prova . Se avviene l’incontro inizia , si da inizio al rapporto , cioè si da l’occasione , si permette a Lui , a Dio , al Signore di entrare in noi , lo si autorizza a prendere dimora presso di noi , lo si lascia stabilire in noi e con noi divenire un tutt’uno con Lui , come l’atto sponsale sapientemente descritto sino ad essere illustrato dal libro della Genesi nel quale si contempla la creazione della sposa e l’unione con lo sposo ( 2, 18 ; 24 ) : “ … Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo … Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne … “ . Se il Signore dice “ … venite … “ , come si è letto ed ascoltato , se il Signore di fatto dunque ci invita , ci convoca , allora , di conseguenza anche noi , ognuno di noi , deve sentire il dovere , deve sentirsi stimolato a rispondere invitando . Dunque la risposta da parte nostra non può essere che : “ … vengo … “ e non solo ma di rimando “… Maranatha … vieni Signore Gesù … “ come scrive Paolo nella sua prima lettera ai Corinti ( 16,22 ) e come scrive Giovanni apostolo ed evangelista nell’Apocalisse ( 22,20 ) “ … «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù … “ . Questo fratelli cristiani è il linguaggio del Signore “ … venite … verrò … “ e la nostra riposta di invocazione , conoscendo l’invito del Signore , non può essere che : “ … vengo … “ e “… Maranatha … vieni Signore Gesù … “ . Dunque tornado alla frase del profeta , dopo l’invito del Signore , ecco il suo comando , l’imperativo categorico ossia il comando assoluto non subordinato ad alcuna condizione : “ …. comprate senza denaro , senza pagare vino e latte … “ . L’incontro ci fa entrare , ci introduce in un ambiente , in un contesto , in una sfera dove si entra in contatto con modalità nuove , inaspettate , rivoluzionarie rispetto a quelle che solitamente adottiamo , che solitamente viviamo siano esse scelte , imposte o casuali . L’ambiente è quello che Gesù definisce il Regno , il suo Regno che è altro dall’ambiente in cui noi viviamo . Nel Regno , nel suo Regno , nel Regno di Dio la vita è altra , è altro . Nel Regno il vino e il latte non si pagano , ciò che si compra non si paga . Dio attraverso il profeta categoricamente afferma : “ … comprate senza denaro … “ . Il Regno di Dio non è un mondo a sé ma è come dovrebbe essere il mondo se i cristiani , se noi fratelli vivessimo secondo la legge di Dio, vivessimo da cristiani , perché dobbiamo prendere coscienza che come di noi dice Gesù ( Gv.8,23 ) : “ … voi siete di questo mondo … “perché ( Gv. 17,18 ) : “ … mandati nel mondo … “ma ( Gv. 15,19 ) “ …. non siete del mondo … “ . Ma come si fa , come è possibile comprare senza denaro , senza pagare ? E’ possibile , fattibile , bisogna entrare in una logica diversa da quella che solitamente usiamo , si é invitati in un’altra dimensione si è chiamati a pensare , cioè a usare la nostra intelligenza , la ragione , come la userebbe Dio , infatti Gesù , Dio pretende questo dall’uomo , propone ,anzi ammonisce per pretendere questo cambio di passo dall’uomo , e gli evangelisti Marco ( 8,33 ) e Matteo ( 16,23 ) lo trascrivono nei loro Vangeli : “ … Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini»… “ . Questa citazione è tratta dal vangelo di Marco , mentre Matteo fa aggiungere a Gesù che il non pensare secondo Dio è scandaloso . Dunque non pensare di vivere il Regno , non pensare di essere in esso calati , di esserene parte , nel rapporto con il Signore è pietra di inciampo ( questo significa la parola scandalo ) e divisione ( questo significa la parola satana ). Pensare che il Regno sia un’altra realtà rispetto a quella che viviamo è deviante nel rapporto con il Signore , non porta Lui ma ad altro , ad altro da Lui , al caos , al disordine anziché al cosmos, all’ordine , porta alla distruzione non alla creazione o meglio porta alla distruzione della creazione . Pensare che il Regno sia un’altra realtà rispetto a quella che viviamo allontana la realtà del giardino , di Eden , ancor più di come l’hanno allontanata Adamo ed Eva , loro giustificati dall’inconveniente , dal caso ,l’incontro con il serpente , noi ingiustificati , non giustificati proprio sulla scorta della loro esperienza , del loro errore divenuto per noi consuetudine , quotidianità , regno dell’uomo . Nel Regno di Dio non si paga , non circola denaro , l’economia è altra , ha un altro significato . La parola economia è tratta dalla lingua greca e letteralmente significa gestione della casa . Con una utopistica metafora, è assimilabile all' "arte della massaia" che deve gestire al meglio le risorse della propria casa affinché tutti abbiano uno stile di vita conforme ai propri bisogni, senza far prevalere i propri fini su quelli della collettività. Per noi cristiani il Regno potrebbe essere assimilabile a ciò che si legge negli Atti degli Apostoli (2,42-47 ): “ … Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti ….. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo … “ . La potenza dell’economia divina non è certo l’oro o l’argento come si legge ancora negli Atti degli Apostoli ( 3,6 ) : “ …. Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»…” e nella lettera ai Romani si legge ( 14,17 ) : … Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo … “ . Fratelli cristiani è nostra responsabilità comprendere il linguaggio di Dio e parlare il linguaggio di Dio e pensare come Dio pensa perché : “ … Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,né mai entrarono in cuore di uomo , queste ha preparato Dio per coloro che lo amano … “ scrive Paolo nella sua prima lettera inviata alla comunità che era in Corinto ( 2,9 ) . Ma non è solo questa l’ economia del Regno , la nuova economia , l’economia secondo il pensiero di Dio è anche altro ; impegnativo per la nostra quotidianità fa di noi fratelli cristiani non la grande massa , ma il piccolo resto , lo si legge nella seconda lettura proposta dalla Liturgia della Parola tratta dalla lettera ai Romani di S.Paolo: “ … la tribolazione , l’angoscia , la persecuzione , la fame , la nudità , il pericolo , la spada ….. “ e conclude l’apostolo : “ … in tutte questo cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati … “ . Questo significa comprare senza denaro , questo significa entrare nel Regno di Dio significa vincere , essere vincitori per e secondo una logica nuova comprensibile non per le grandi masse ma per il piccolo resto che noi siamo . Colui che si pone alla sequenza è forte e formato all’esperienza dell’apostolo Paolo ( “ Cor.12,7-10 ) : “ … Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte …. “ perché fratelli cristiani : “ … Tutto posso in colui che mi dà la forza … “ . (Fil.4,13 )