CI VUOLE TEMPO

05.03.2017 15:32

Siamo polvere , fratelli cristiani , ma plasmati da mani sapienti , da un abile artista …. abbiamo cioè ricevuto forma , la nostra forma , e guardiamola questa nostra forma , guardiamola , ammiriamola , siamo belli ,siamo belli agli occhi di Dio , perché si è belli agli occhi di un Padre . Dio guardando il Figlio , il suo Figlio plasma , dà forma all’uomo e lo fa vivere , lo fa essere , lo fa essere …. : “ … un essere vivente … “ abbiamo sentito leggere nella prima lettura che la liturgia della Parola trae dal libro della Genesi in questa prima domenica del Tempo di Quaresima . Siamo fatti essere da Dio con un semplice gesto , quello di insufflare , in noi , il suo alito , l’alito della vita : lo Spirito , il suo Spirito , perché , parafrasando Paolo ( “ Cor.4,18 ) : “ .. le cose visibili sono di un momento , quelle invisibili sono eterne …. “ proprio perché , come si legge nel Piccolo Principe “ … l’essenziale è invisibile agli occhi … “ e volendo abbondare , sappiamo che il nostro credo : …. è fondamento …. “ come scrive Paolo nella lettera agli Ebrei ( 11,1 ) “ …. delle cose che si sperano , e ha come prova le cose che non si vedono …. “ . Nell’essenziale dunque siamo eterni , quell’essenziale che è noi , dentro di noi , non visibile , ma alla nostra portata , tarato per le nostre capacità , per quanto siamo capaci a contenere … e non oltre …. perché siamo esseri liberi e per questo rispettati , custoditi , amati … non violati . Il capitolo di Genesi che testè abbiamo ascoltato , è la storia di una violenza , di una violazione della libertà dell’uomo …. fatto , realtà che avviene ogni giorno , da sempre . Dio , lo abbiamo sentito dalla sua stessa Parola , perché la Sacra Scrittura è Parola di Dio : “ …. fece germogliare dal suolo ogni sorta di beni graditi alla vista e buoni da mangiare … “ questo è il giardino che Dio “ coltiva “ per l’uomo fatto a sua immagine e somiglianza …. un giardino …. e in questo giardino pone tra gli atri , due alberi “ … l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male ….. “ si è letto . L’uomo è stato pensato e voluto , è stato fatto essere , perché si incamminasse in un cammino pedagogico che lo avrebbe portato nel mezzo del giardino agli alberi , ai due alberi quelli che la Sacra Scrittura nomina , l’albero della vita , la vita eterna , l’eternità e l’albero della conoscenza del bene e del male . In quel cammino , durante quel cammino , che sotto l’egida di Dio , l’uomo affidandosi , avrebbe dovuto compiere , sarebbe stato preparato non a mangiare , consumare o divorare i frutti di quegli alberi , ma nel cammino , durante il cammino assumerli piano , piano , pedagogicamente , secondo le sue capacità , educato alla vita eterna e alla conoscenza del bene e del male e ciò nel tempo , lungo il tempo , in compagnia del tempo perché il frutto per essere commestibile deve maturare …. è ciò che osserviamo dalla natura e che traiamo dalla nostra esperienza . L’uomo non avrebbe dovuto staccare e mangiare dagli alberi , perché lui stesso era il frutto , quel frutto appeso alla pianta che lo avrebbe nutrito e portato a maturazione . L’uomo avrebbe dovuto solo comprendere attraverso il suo cammino , che era lui a pendere da quegli alberi posti al centro del giardino , lui era pensato per divenire frutto , cioè portatore di vita . Nel mangiare dell’uomo e della donna c’è l’azione del consumare , del logorare del perdere quel metodo . Mai Dio avrebbe fatto mangiare quei frutti , nella sua proposta pedagogica li avrebbe presentati , illustrati , avrebbe fatto scaturire nell’uomo il desiderio , l’amore verso … l’amore per …. la totale dedizione ….. la fede in …. quei frutti erano , rappresentavano , l’essenza stessa di Dio , che non si mangia , non si divora , ma si assume piano , piano , con metodo e modo , con educazione . L’uomo ha fretta , quella fretta che viene inculcata dall’uomo , dall’esterno , da altro …. L’uomo ha fretta di diventare Dio , questa è la sua illusione , non può diventare con le sue forze , quello che è già per volere di chi l’ha plasmato , perché oltre ad essere ad immagine e somiglianza del suo Autore ne possiede lo spirito , ne ha ricevuto lo Spirito . Non si può volere essere quello che già si è , è il sunto del dialogo di Gesù con Nicodemo : “ Come può un uomo rinascere quando è vecchio ? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere ? “ ( GV. 3,4 ) chiede Nicodemo a Gesù . Bisogna “ … rinascere dall’alto … “ ( Gv. 3,7 ) risponde Gesù a Nicodemo , dunque bisogna speculare , non divorare , bisogna assumere , non trangugiare , bisogna cogliere e accogliere , non strappare . Ognuno di noi deve riconoscere ciò che è nella più totale e disarmante semplicità , secondo le proprie capacità e i propri tempi , lo leggiamo nella Sacra Scrittura nel Libro del Qoelet o come è anche chiamato nell’Ecclesiaste ( 3,1 e ss ) : “…. Per ogni cosa c’è il suo momento …. “ e poi li elenca questi momenti …. L’uomo nella sua fretta , demoniaca , perde la sua identità , l’uomo nel volere anticipare i tempi , nel volere essere quello che non è , e che mai potrà essere , si allontana da quello che dovrebbe e potrebbe essere , quello che ancora non è , quello che avrebbe dovuto diventare . Quando nel Libro della Genesi leggiamo : “ … Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi ….. “ comprendiamo lo shock , dei progenitori e la delusione …. è il non comprendere , l’essere proiettati in ciò che non si sarebbero aspettati …. è l’accorgersi di non possedere gli strumenti , i mezzi per affrontare quella nuova situazione che li ha schiacciati …. scoramento , sgomento , frustrazione , dipendenza . Il dolce cammino , nel rispetto della loro libertà che Dio aveva programmato svanisce , l’avidità prende il sopravvento . Qualche giorno fa , venerdì scorso , la liturgia della Parola proponeva la lettura tratta dal Libro del Profeta Isaia ( 58,1-9 ) , da quella lettura si comprende ciò che l’uomo , nel giardino , diviene con l’affrettato gesto di divorare : “ … curate i vostri affari , angariate tutti i vostri operai … “ l’uomo guarda se stesso , perché nel gesto che l’uomo sta per compiere nel giardino è convinto di divenire ….. quello che non è ancora pronto ad essere ……. è in Dio , che si diventa Dio , non attraverso a se stessi o indotti da altri o da altro . Buon inizio di Quaresima fratelli cristiani