... BRIO ....

21.06.2021 09:35 “ In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli : «Passiamo all’altra riva » ... “ è quanto è stato poc’anzi proclamato nel Vangelo di Marco in questa XII domenica del Tempo Ordinario . Fratelli giunge sempre , ogni giorno , la sera ; ne facciamo esperienza diretta e non lo possiamo negare . Il giorno,inteso come spazio temporale, per analogia rappresenta una vita , la vita , infatti il giorno si dice che nasce con l’alba ,con la luce ; poi con l’espandersi, il propagarsi della luce il giorno cresce sino a declinare con il calare della luce in cui il giorno si avvia a divenire altro , altro giorno e questo moto è eterno , è da sempre e per sempre . Lo scorrere del giorno il suo divenire ci dovrebbe indurre a compararlo alla vita dell’uomo ,di ognuno di noi fratelli ; infatti analogamente, come il giorno , anche noi nasciamo , cresciamo , maturiamo e iniziamo a declinare sino a .... passare ad un’altra vita , all’altra riva , all’altra sponda . L’altra sponda è dunque un’altra vita , una nuova vita , nella stessa identità , la nostra identità . Ma bisogna morire per passare all’altra sponda? Si , la risposta è sì , l’altra sponda è un’altra vita , l’altra vita. Di fatto bisogna morire per passare all’aldilà ; ma se analizziamo a fondo la nostra esistenza , il nostro vivere comprendiamo che più volte, nel corso della nostra esistenza, moriamo . La morte dunque è cambiamento , è in funzione di un cambiamaento , di una trasformazione , totale e radicale . Fratelli, biologicamente appena nasciamo iniziamo a morire dunque inizia il nostro declino fisico che passa attraverso il nostro crescere , al nostro vigore . Come credenti, con il Sacramento del battesimo facciamo esperienza della morte , moriamo per rinascere a vita nuova ad una nuova identità, all’identità definitiva ; e non è finita , infatti come si legge nel libro della Genesi ( 2,24 ) : “ ... l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne ... “ ovvero ,pur mantenendo integra la nostra identità , l’uomo ( e qui mi ricollego alla stessa frase di Gesù che poc’anzi abbiamo ascoltato nel vangelo ) passa all’altra riva . Dunque fratelli cristiani è consuetudine per l’uomo passare all’altra sponda ,dunque è consuetudine per l’uomo morire , fare esperienza della morte e della resurrezione , perché morti alla vita, si rinasce ad una vita nuova . Sempre , continuamente si passa all’altra sponda e al di là del fiume si rinasce , si inizia una vita nuova , si risorge con la propria identità , con il proprio corpo . Quando entreremo nella vita eterna risorgeremo definitivamente , dunque non risorgeremo più , ma sino a che saremo qui sulla terra continueremo a morire e a risorgere .... i Sadducei al tempo di Gesù (e penso anche a molti di noi) non credevano alla resurrezione dei morti lo leggiamo negli Atti degli Apostoli (23,8 ) : “ ... I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione ... “ mentre ogni giorno se si passa all’altra sponda si fa esperienza della resurrezione ,si risorge per analogia , si fa questa forte esperienza di vita , già qui , in questa vita . Fratelli anche nella Riconciliazione (la Confessione) risorgiamo perché moriamo al peccato confessato . Con il sacrameto viene ristabilito il nostro rapporto con Dio , non dobbiamo più nasconderci come fecero i nostri progenitori perché perdonati : “ ... Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino ... “ si legge nel libro della Genesi . ( 3,8 ) Se cristiani ,alla vita eterna si arriva , si giunge preparati ,è Parola di Dio ( 1Cor.2,9 ) promessa di Dio : “ ... Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,né mai entrarono in cuore di uomo,queste ha preparato Dio per coloro che lo amano ... “ . Il segreto , la via è passare all’altra sponda , là queste cose sono state preparate per noi . Fratelli torniamo al passaggio da una riva all’altra . Quel passaggio , quel viaggio breve o lungo che sia è sempre traumatico , un’ incognita . Fa paura attraversare , il mare , un fiume , solcare un mondo che sta sotto di noi , al quale noi non apparteniamo e che mal si adatta alla nostra vita , alla nostra biologia ; e poi l’altra riva non è questa riva dove noi siamo cresciuti, dove siamo vissuti , dove tutto è familiare e da noi conosciuto . L’altra riva è il conoscibile ,non l’inconoscibile, ma non più il conosciuto . L’altra riva sarebbe inconoscibile se non si attraversasse ciò che separa la sponda che abitiamo da quella che dobbiamo raggiungere . L’altra riva dunque è nuova vita , la nuova vita , un’altra vita , non è più la vita che si è condotta sulla riva che si lascia ; da quella vita ci si stacca , quella vita resta ancorata al molo . Il popolo di Israele , lasciò l’Egitto per non farvi più ritorno , guardando spesso indietro , ma camminando in un’altra direzione quella dell’altra sponda . Il bagaglio che si porta appresso da una sponda all’altra è la nostra storia , quel passato che non va dimenticato, ma purificato , viene anch’esso traghettato all’altra sponda : la Tradizione . Il Signore ad un certo punto della nostra vita dunque ci chiede di passare all’altra sponda , ci invita a passare all’altra sponda , ci prospetta l’altra spoda , ci offre l’altra sponda , ci accompagna all’altra sponda; ci offre la possibilità di andare oltre i confini che abbiamo fissato qui , sulla nostra sponda . Lo abbiamo ascoltato è del Signore l’uso del verbo declinato “ ... Passiamo ... “ ovvero passare insieme , passare con ... dunque passare ma non soli . Il Signore ci spinge e ci accompagna all’altra sponda chiedendoci di fidarsi di Lui , il tragitto non è scevro di pericoli , di difficoltà , ma la sua compagnia , la sua assistenza assicura e rassicura la traversata . Infatti il Signore nel corso della traversata , di fronte alle difficoltà e ai pericoli ci domanda : “ .... Perché avete paura ? ... “ . La nostra paura , la paura è frutto della nostra poca fede nel Signore . Proviamo paura perché ci affidiamo solamente alla nostre forze , dunque impediamo al Signore di traghettarci in sicurezza . Le nostre sole forze ci espongono alla paura , alle preoccupazioni , ci sono di impaccio . Si prega con il Salmo 54 (23 ) : “ ... Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno ... “ e l’apostolo Pietro nella sua prima lettera (5,6-7 ) esorta la comunità cristiana con queste parole : “ ... Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi ... “ . Il lasciarsi traghettare , condurre dal Signore all’altra sponda, passivamente senza interfenire , senza voler fare , fidandosi del traghettatore ha come risvolto ottenere l’aiuto ,il sostegno , l’assistenza di Dio . Significa godere della sua vicinanza , della sua pace , della sua sobreità affidarsi alle sue mani : “ ... Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena . Egli stava a poppa, sul cuscino , e dormiva ... “ abbiamo ascoltato dalla cronaca di Marco . Ma il racconto marciano è anche segno della potenza di Dio : “ ... Si destò , minacciò il vento e disse al mare « Taci , calmati ! » e segno della cura di Dio per l’uomo infatti il racconto del Vangelo prosegue con queste parole : “ ... Il vento cessò e ci fu grande bonaccia ... “. Già , Marco trascrive le parole del Signore che nel porgere la domanda : “ ... Non avete ancora fede ? ... “ evidenziano l’imperante incredulità ciò che Gesù contestò all’apostolo Tommaso quando dopo la sua resurrezione apparve a porte chiuse per la seconda volta nel “ ... luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei ... “ ( Gv.20,19 ) ; “ ... Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!» ... “. (Gv.20,27) L’altra sponda , l’altra riva è la storia del nostro credo , della nostra vita cristiana e biologica . Fratelli , ma non siamo curiosi , non ci sentiamo , attirati , tesi verso quella direzione? Non ci sentiamo chiamati , attratti da una forza irresistibile , pacificante ? Non facciamo esperienza ( anche noi come Gesù ) di dormire con il capo sprofondato nel cuscino in mezzo alla tempesta ? Non ci sentiamo liberi come il popolo di Israele alla partenza dall’Egitto segno della schiavitù ? Questo fratelli è il brio , cioè la vivacità , il senso di benessere ,di ottimismo , di eccitazione della vita cristiana .