UN PUGNO ALLO STOMACO CHE TOGLIE IL FIATO

09.10.2016 17:58

Paolo scrive a Timoteo , suo discepolo , una prima lettera che è stata proposta nell’ufficio delle letture di venerdì scorso ( 6 , 1-10 ) di cui cito letteralmente queste parole perché mi hanno colpito : “ Infatti non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portare via “ …. questo è cristianesimo , cristianesimo da vivere , che oggi , come ieri , l’uomo fa fatica a “ trangugiare , a deglutire “ , l’uomo che ha di sé una alta , anzi altissima considerazione , sente dalla Parola di Dio affermare che non ha portato nulla a questo mondo …. è pesante per chi ama idolatrarsi che corre dietro a programmi , progetti , al fare per avocare a se la paternità di questi e , nella seppur parziale realizzazione di questi , sentirsi dio . Il cristianesimo è molto diretto , senza giro di parole, la Parola va all’essenza ,non abbiamo portato nulla in questa mondo , non ci siamo costruiti , né voluti , siamo nati per un atto di amore , siamo stati voluti , ma per cosa ? Sembra per il solo vivere , e per gustare questo vivere … ma non certo attraverso un viaggio nella nostra essenza , che è quello che non rivendichiamo di avere fatto , quello di cui non vantiamo la paternità .... Nel libro di Giobbe abbiamo letto : “ Nudo uscii dal seno di mia madre e nudo vi ritornerò “ …… nati senza nulla e senza nulla lasceremo questo mondo, e ciò che dobbiamo gestire è nulla che è ben più difficile e pesante di gestire un patrimonio o costituirlo , benchè si dica il contrario . Non portare nulla e vivere, significa affidarsi , avere fede nell’altro , nella Provvidenza di Dio che nulla fa mancare , dunque nel nostro futuro c’è ciò che Dio ha disposto per ognuno di noi secondo quanto il Cristo dice e insegna , perché parla per me che sono alla sua sequela , cioè parla e agisce perché io comprenda : “ non la mia ma la tua volontà “ …… e nella preghiera del Padre Nostro che , se cristiani praticanti recitiamo almeno 8 volte al giorno ( Lodi e Vespri , S.Messa e 5 volte nella recita del S. Rosario ) : “ ….. sia fatta la tua volontà , come in cielo così in terra “ . Se c’è questa promessa a cui Dio è fedele perché lo abbiamo sentito proclamare nella seconda lettura di domenica (2 Tito 2,13 ) : “ … lui rimane fedele , perché non può rinnegare se stesso “ non dobbiamo avere nulla perché è Dio stesso che ci procura il necessario , l’essenziale ….. seguiamo le parole di Matteo nel brano di Vangelo ( 6, 25- 34 ) che invito a leggere e a meditare : “ «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.” Il brano citato è ripreso con altre parole dal contributo di Paolo che la Liturgia delle Ore di venerdì scorso ci ha proposto : “ Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci , contentiamoci di questo “ . Il cristianesimo ci spiazza , ma per reazione siamo pronti a giustificare ciò che possediamo, che è il troppo , l’eccedenza per poi , esaltare o affidarci a Francesco d’Assisi ….. gli stessi suoi seguaci fanno uso dell’eccedenza e del troppo , vivono l’eccedenza e il troppo ….. O comprendiamo che il cristianesimo è uno schiaffo , è un pugno nello stomaco che toglie il fiato …. e comprendiamo che è oneroso proclamarsi cristiani o vana è la nostra fede . Noi siamo figli del compromesso , non figli di Dio …. mai figli di Dio , ma del compromesso si …. siamo figli della politica che inquinata , da mestieranti , nel suo significato da : “ azione per bene comune per la polis “ è divenuta “ arte del compromesso “ …. dalle stelle alle stalle … perché l’uomo in fondo è ciò che mangia , ciò che esce da lui , ma che in lui non rimane …. il troppo non può essere assorbito , viene trattenuto l’essenziale il resto viene scartato , il troppo , l’eccedenza porta all’uomo malessere Paolo scrive : “ …. rovina e perdizione … “ nel troppo l’uomo si perde , perché il troppo non ha limite , non è controllabile , benchè ci si convinca del contrario ovvero che il troppo si gestisce , si amministra …… si racconta che quando un navigatore giunse a sud della Patagonia ( non ricordo se Magellano ) stivò nella sua nave una certa quantità di pinguini come approvvigionamento di carne per il viaggio di ritorno , ma quella troppa carne andò a male e marcì nella stiva , producendo vermi che intaccarono il legno della nave provocandone delle falle , inoltre l’equipaggio deperì perché non poteva nutrirsi di quella carne avariata . Si racconta che l’arrivo del veliero fu preannunciata tre giorni prima dal puzzo sospinto dal vento verso la costa e che gli abitanti della terra ferma andarono incontro alla nave , trasbordando l’equipaggio e affondando il veliero per non ammorbare il porto e la città . Vivere la vita cristiana è sicuramente un onore , ma principalmente un onere ed è triste constatare con quanta superficialità ci si proclama cristiani , spesso più che proclamarsi ci si condanna , Matteo a conclusione del brano citato afferma “ ogni giorno la sua pena “ e questa prima pena è il proclamare di essere ciò che non si è …. ben faremmo a definirci battezzati , ma non cristiani … al massimo convertiti …. come d’altra parte lo è Paolo che come al solito centra l’obbiettivo …. tocca il cuore …. ma di chi ?