UN CLERO INCAPACE DI........

18.03.2016 07:58

Leggo su Vatican Insider un articolo di Andrea Tornielli , dal titolo “ Cronaca del Conclave che elesse don Albino “ e vi ripropongo alcuni brani , cari amici di Chiesa Controcorrente , a dimostrazione di quanto poco valga il clero nel giudicare , di quanto manifesti invidia nei confronti degli uomini di rango , di quanto sia incapace a fare discernimento , di quanto sia attuale la Sacra Scrittura , la Parola , di quanto la vera conoscenza venga dall’altro mondo o da un altro mondo o dall’altra parte del mondo ed infine di come un uomo ,uomo vero , uomo di Dio sia riconoscibile non già da grandi cose ma da semplici virtù . Tornielli così descrive la partenza da Venezia verso il conclave dell’allora Partriarca Luciani , “ Partenza quasi segreta , nessuno lo aspetta per salutarlo . Sono gli ultimi istanti che trascorre nella città lagunare dove era arrivato otto anni prima e dalla quale si era allontanato poco e soltanto per brevi periodi “ . Un cardinale che è pastore , che non ha perso il mestiere di stare con il suo gregge , non sembra certo i vescovi di oggi , tanto in giro e sono solo vescovi …. il nostro non lo si vede in giro per la città eppure il pastore si pone davanti o dietro al gregge , ma con il suo gregge . Del nostro forse si può dire il contrario che forse in diocesi c’è stato per brevi periodi , è sicuramente una politica innovativa e rivoluzionaria che ha portato sicuramente dei risultati ….. che come scrive il Manzoni saranno letti dai posteri : “ Ai posteri l’ardua sentenza “ recita il 5 maggio . La Parola è eloquente nell’indicare il futuro pontefice come il profeta che è disprezzato proprio nella sua patria , il marchio di infamia degli innovatori , infatti Tornielli verga : “ mentre molti giornali dipingono il patriarca come un grigio conservatore , forti delle notizie e dei pareri raccolto tra gli intellettuali del clero veneziano che lo avevano osteggiato …. “ non solo loro , ricordo di preti definiti e con loro compiacenza autodefinitisi progressisti , che di Papa Luciani ridevano , lo ricordavano come un sempliciotto , recitava il rosario , eppure questi pseudo intellettuali di uno sperduto seminario di provincia che incantano quattro borghesi benpensanti e perbenisti e si fanno adorare idoli come il bue d’oro ( bue non il toro , il bue infatti è sterile ) che il popolo d’Israele fonde in vece di Dio non sono riusciti a comprendere , tanta era la loro scienza ,che i progressisti di allora, i porporati latino americani, ne conoscevano , di quel grigio conservatore , la statura e decisero di appoggiare la sua candidatura . Lorscheider cardinale brasiliano tracciando l’identità del nuovo pontefice in Luciani coglie : “ Uomo della speranza ….. aperto al dialogo e ai problemi sociali …. rispettoso e promotore della collegialità dei vescovi …. aperto e prosecutore della Humanae vitae …. propositore e non impositore del cristianesimo ai non cristiani …. “ … tutto ciò viene da un altro mondo , dall’altro mondo , dall’altra parte del mondo …. come questo ultimo papa si è definito , scelto dall’altra parte del mondo . Ma cos’è che ha caratterizzato questo cristiano ? perché lo spirito ne ha suscitato la nomina ? A ciò rispose nel suo ricordo il cardinale Oddi : “ una persona , buona , intelligente e pia “ . Quelle virtù semplici e vere sono la rivoluzione , altro che grigio conservatorismo , la forza propulsiva e rivoluzionaria da anni sta erodendo quindi purificando piano , piano la curia romana e la pastorale dei papi va in questa direzione , non dobbiamo avere fretta , sarà lunga, la lotta contro il maligno è dura e lunga , ma uomini come il mio vescovo oltre a non lasciare nessun ricordo se non un brutto quadro in un buio corridoio , in nome di quelle semplici virtù non saranno più posti a capo di un gregge .