QUELLI DELL'ALTRA SPONDA

01.12.2015 08:12

Ho ascoltato domenica sera l’omelia pronunciata dal Santo Padre nella nostra lingua , la lingua italiana , nella cattedrale della capitale dello Stato africano della Repubblica Centrafricana , Bangui  .  Mi sono proposto di ricordare una sola frase di quella omelia : “ passate all’altra sponda “ .

Penso che , quanto pronunciato dal Santo Padre non sia un invito , ma un programma di vita . Il trasferirsi ,il passare da una sponda all’altra, il lasciare il certo per l’incerto , perché l’altra sponda è l’ignoto , è un salto nel buio che provoca spesso il ritegno ; eppure gli apostoli risposero “ subito “ all’invito di Gesù : “ …… e subito lasciarono ….” passarono cioè all’altra sponda , attraversarono acque insidiose , forti correnti , rischiando , ma passarono all’altra sponda . Si passa all’altra sponda lasciando , perché ciò che si lascia è divenuto zavorra , un peso che se non ti fa decollare , ti tira giù negli abissi . Passare all’altra sponda è il capovolgimento interiore che ognuno di noi per divenire discepolo , fedele , deve vivere , deve farne esperienza . Ci è chiesto di esporci , di essere additati , appesi , osservati , come il Cristo sulla croce o sbattuti a terra , dalla comoda cavalcatura alla polvere della strada , dalle stelle alle stalle , come Paolo sulla via di Damasco . Passare all’atra sponda costa  e quell’uomo , quel prete , quel gesuita , quel sud americano , quell’argentino , quel Vescovo ( lui con la V maiuscola ) è passato e ha scelto di pronunciare quella frase da un paese straniero nella nostra lingua madre , perché la nostra Chiesa, la Chiesa italiana , comprendesse che deve passare all’altra sponda , cioè lasciare l’insicurezza in cui vive per la sicurezza che è all’aldilà , oltre quei confini che ci siamo posti e che ci fanno sentire sicuri quando non sono altro che sbarre di una prigione . Siamo prigionieri , delle insicurezze che ci siamo creati ….. convegni ….. programmi … scadenze ……. relazioni …. burocrazia …. gerarchia …. assemblee …. onorificenze …… Abbiamo perso la leggerezza dell’essere : il fare . La leggerezza dell’essere produce il fare , ma bisogna essere per fare ,dunque divenire e in divenire per potere essere , quindi per potere fare , realizzare . La verità viene dall’essere  quando questo è , quando può essere , quando si mette nelle condizioni di essere e non dico nè affermo quando è messo nelle condizioni di essere . Il Cristo non è messo nelle condizioni di essere ma è e diviene perché è e si trasmette perché è l’essere se stesso . Passare all’altra sponda è complicato e difficile , implica lo svuotamento , il Santo Padre non ha sorriso nel pronunciare quell’omelia , grave è stato il suo tono e il suo sguardo . D’altra parte non è ancora tornato nel suo paese natale , dopo l’elezione al soglio di Pietro e ciò dice che lui è , è stato capace di lasciare l’altra sponda , non noi , non questa Chiesa italiana . Il dovere essere è il nostro compito , sì , essere è un dovere , è il progetto di Dio per noi che ci fa essere per essere ; se accettiamo di non essere o di essere ciò che non siamo , o di essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo , non siamo più , siamo morti , non diveniamo e non siamo e non facciamo essere il piano di Dio , fermiamo  il divenire che è la strada per il Regno , per la realizzazione qui , in questo mondo , su questa terra del Regno , della manifestazione della pienezza dell’essere . Il passare all’altra sponda è il porre e realizzare la totale fiducia nell’uomo che è alla sua guida , uomo come Lui e come noi , ma inviato perché a sua volta lasciando la sua sponda provvisoria  è approdato alla sponda definitiva è divenuto ciò che doveva divenire è l’Esodo , è il passaggio del Mar Rosso dove l’uomo può toccare la potenza dell’Essere e di essere . Il Santo Padre invita questa Chiesa , la Chiesa Italiana a fidarsi della guida , del suo Pastore che è legittimato , ha scelto un luogo lontano dalla sponda in cui la Chiesa Italiana si è attestata impaurita di attraversare , è là Francesco dall’altra parte e come un padre insegna e incita il bambino a compiere il primo passo , attende l’iniziativa , il gesto , per poi allungare la mano per sostenere , aiutare , incoraggiare , consolare . Questa Chiesa non capisce che non può restare ferma sulla sponda perché i carri del faraone sono in prossimità e la nube e la colonna di fuoco sono scomparse , si deve passare all’altra sponda per divenire , essere , realizzarsi dunque dare vita .