QUANDO IL FIGLIO DELL’UOMO TORNERA’, TROVERA’ ANCORA FEDE SULLA TERRA ?

03.01.2015 09:54

Ieri mattina, un giornalista di uno dei tre bisettimanali locali , " La Provincia ", sapendo che ero stato amministratore parrocchiale di Campiglia Cervo , mi ha chiesto se potevo informarlo del passaggio della scuola materna privata e sita nel piccolo comune, all'Amministrazione Pubblica per l'interessamento di un consigliere regionale biellese eletto nel nostro distretto . Non ne sapevo nulla, e continuo ad essere all'oscuro del fatto, ma ho fatto una telefonata per sincerarmi se ciò che avevo appreso risultasse veritiero . Ricordo che quando fui nominato amministratore parrocchiale di Campiglia Cervo , il Vescovo mi disse che se ne avessi avuto occasione avrei potuto concedere all'Amministrazione Pubblica la scuola materna ed il cimitero parrocchiale . Preciso , che la scuola materna non era propriamente parrocchiale , ma il parroco di allora , (al quale io subentravo in qualità di amministratore parrocchiale) presiedeva il CDA , non so bene in quale forma , ma era coinvolto personalmente, ma non a nome della parrocchia .
Non sono mai stata d’accordo ad allineare il cimitero , perchè se ben amministrato , è l'unica forma di reddito della parrocchia . Riferendo della scuola materna, la situazione pressappoco era la seguente : occupava tre operatrici , lo stabile  dove si svolgeva l'attività didattico educativa era di proprietà della parrocchia ed era frequentata da un buon numero di bambini ma non sufficienti a portare in attivo il bilancio , la gestione deficitaria , veniva sistematicamente appianata con l'intervento puntuale delle Amministrazioni comunali dell'alta Valle Cervo . La Valle Cervo voleva , come tutt'oggi vuole , la scuola materna , e ne ha tutti i diritti e se ne è sempre fatta carico degli oneri . Sono ben contento e non contesto affatto il passaggio all’ Amministrazione pubblica ma denuncio che la Diocesi ha perso ,non solo di fare qualcosa per il territorio , le famiglie ed i bambini , ma con il non essersi occupata della scuola materna ha dimostrato di non sapersi o volersi affidare alla Provvidenza di Dio , che predica . Come diocesi abbiamo perso una opportunità di dimostrare di sapersi affidare , di avere fiducia nell'aiuto di Dio , di non avere fede ; Montanelli scriverebbe, con ragione ,  che abbiamo perso la faccia ,voltando le spalle alla Valle ma di
fatto la Diocesi aveva già perso la faccia in Valle , nominando il sottoscritto amministratore parrocchiale , cioè uno che non era nelle condizioni di amministrare . La diocesi poteva intervenire mettendosi in gioco , in questo delicato momento della vita della scuola materna e della Valle, facendosi carico dell'unico punto di spontanea aggregazione di famiglie , bambini e di solidarietà che la Valle Cervo esprimeva ed esprime . La Diocesi devolve parte dell'8 per 1000 alla Caritas che a sua volta devolve parte in elemosina pagando  voucher , insieme Caritas e Diocesi avrebbero potuto dare vita ad un progetto di servizio che avrebbe coinvolto quelle famiglie di cui tanto si predica , il territorio che sta tanto a cuore ma che poi alla resa dei conti è abbandonato , perchè più oneroso e problematico che elargire denaro a pioggia . L'operazione avrebbe inoltre dato un sostegno economico mantenendo occupazione  e avrebbe mantenuto vivo l'opera ed il ricordo di don Pierino Romano co-fondatore della scuola materna . Ma ripeto fondamentale per la Diocesi era l'affidamento alla Provvidenza divina e non all'organizzazione manageriale del consiglio pastorale . Poteva anche essere attivato i fondi del progetto S. Martino nato per aiutare attività economiche , ma anche qui si è preferito , distribuire a pioggia i fondi accantonati , non perseguendo le finalità del progetto .
Si è perso ancora una volta per mancanza di fede l'affidamento alla divina Provvidenza .