NELLE MANI DI LUPI E MERCENARI

19.07.2015 09:01

“ In quel tempo gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato “ . Marco illustra la dimensione familiare e la racconta . Innanzi a tutto ciò avviene ,ha sede, è nel tempo ,in quel tempo , è parte della storia , e se è nel tempo ,sarà nel tempo , nelle ripetizione continua del tempo ,nella storia , cioè sino a quando dura e durerà il tempo . Il tempo dunque è legato alla storia , alla chiesa , alla comunità , sino a quando c’è ,la comunità c’è tempo ,il tempo ,dopo ,alla fine dei giorni ,del tempo dunque della chiesa ,della comunità ,della storia sarà l’eternità che ha dunque inizio e trae la sua origine nel e dal tempo . L’episodio accaduto e raccontato da Marco ,dunque è parte del tempo . Tutto si svolge nell’ambito famigliare , la volontà di riunirsi attorno , cioè insieme a qualcuno che conta per riferirgli la propria esperienza , non solo ricorda ma è il rapporto tra padre e figlio  le prime esperienze sia da bambino che da  adolescente ; dove c’è rapporto , dove è instaurato rapporto c’è volontà di dialogo ,volontà di raccontare e raccontarsi e di ascoltare per potere e sapere rispondere . La semplicità e la volontà di rapportarsi ,dello scambio sono fonte e origine del cristianesimo , del messaggio del Cristo . Non bisogna fare chissà quali cose per essere cristiani , è necessario vivere la propria vocazione, la propria chiamata ( ciò che sentiamo dentro) ,che è alleanza , con tutti i nostri limiti , ma per viverla e trasmetterla ad altri , raccontare ,fare ,esperire , fare esperienza ,insegnare e apprendere nel tempo , che non vuol dire altro che gesti reali e concreti ,visibili , pubblici  . Ai genitori chiedo se crescere dei figli non è forse un gesto reale e concreto , visibile e pubblico ? E il lavorare per il bene  della propria famiglia ? E in questo contesto  il testimoniare la propria fede ? Non siamo chiamati ad altro ,questa è la nostra alleanza ,genitori cristiani ,alleanza pattuita con il Signore . La famiglia cristiana è frutto ,ha origine da una sacramento ,dal sacramento del matrimonio e nasce da altri sacramenti quelli dell’iniziazione cristiana : battesimo , cresima ,comunione ai quali può aggiungersi ( anzi deve aggiungersi ) la confessione e due di questi sono ripetibili , comunione e confessione , gesti , atti ,compiuti nel tempo , concreti , visibili , pubblici , ciò che raccontavano a Gesù gli apostoli . 

Tempo … cioè il cristianesimo ha i piedi piantati a terra è reale ,sino ad essere atto ,atto che si tramanda nel tempo ,cioè Tradizione che travalica e si perpetua nei secoli ,occupa la storia ,né dà una nuova visione ,diversa ,inusuale , una visione nuova ,novità . Il tempo e la storia sono ora diversi ,divengono ora tempo per la salvezza e storia della salvezza cioè tutto è rivisto alla luce di quel riunirsi attorno a Gesù , alla Parola ,così come ogni atteggiamento ,azione ,atto dell’uomo assume un nuovo e diverso significato , tutto è portato verso l’alto ,innalzato ,elevato ,tutto ( la creazione ) assume dignità ,gli è conferita dignità , ogni cosa ha il suo ruolo una sorta di personalità ,in un disegno che si chiama armonia un bell’ordine ,cioè l’essere ordinato al bello ,elevato innalzato al bello , alla Bellezza . Cristianesimo e famiglia sono fortemente connessi ,il Cristo ,Dio ,ha scelto la nostra condizione umana e noi siamo stati creati a  immagine e somiglianza di Dio e l’amore che unisce il padre al figlio lo sposo alla sposa è modello di quell’amore Trinitario che tiene unita una comunità, la comunità originale , da cui tutto ha avuto origine . Ciò che si dicono il Padre ,il Figlio e lo Spirito Santo è ciò che si dicono Gesù e gli apostoli, ed è ciò che si dicono i membri di una famiglia , di una comunità ; l’origine e la continuità per il fine .

Sino qui tutto bene ,ma ciò che Marco evidenzia e ci comunica alla fine del racconto deve farci riflettere fratelli cristiani : “ ….. erano ( le folle ) come pecore che non hanno pastore …….” . Oggi come allora si è nell’abbandono ,il pastore è mercenario ,quando non è lupo ,quando non c’è volontà di riunirsi per raccontare ,per ascoltare cosa si è fatto ed insegnato .

Paolo nella lettera agli Efesini tenta di insegnarci comunque  che malgrado il pericolo di essere abbandonati , cioè il non volersi riunire ,siamo divenuti vicini perché lontani e ciò grazie al sangue di Cristo ….la vicinanza dunque nostro malgrado e non per merito nostro , e nella prima lettura tratta dal Libro del profeta Geremia apprendiamo ,ci è insegnato ,che il gregge è radunato grazie a Dio e non per volontà del pastore : “ Radunerò io stesso il resto delle mie pecore “ dice il Signore . Decreti e prescrizioni ,fratelli cristiani ,sono stati aboliti : “ così egli ha abolito la Legge “ scrive Paolo agli Efesini . E’ nato l’uomo nuovo , siamo uomo nuovo per grazia  ,perché ci si riunisce con la Novità , con il Nuovo per raccontare ,ascoltare ed essere ascoltato : dialogo .