L'ESCLUSO

24.04.2016 06:42

E’ singolare cari amici di chiesa controcorrente che Gesù aspetti di conferire con i suoi discepoli solo dopo che Giuda ha lasciato il cenacolo , con un lungo discorso , un vero e proprio testamento spirituale trascritto dall’Evangelista Giovanni di cui una parte è proposta oggi dalla liturgia della Parola . Giuda è dunque escluso dal progetto di Dio , o meglio , Giuda si è escluso da solo dal progetto di Dio e a conferma di ciò , trascrivo le parole che Gesù rivolge a Giuda nel cenacolo nei racconti della Passione : “ Quello che fai , fallo presto “ , ciò che Giuda farà è per suo deliberato consenso , cioè lo compirà in piena libertà , in quell’attimo sceglie e dopo avere vissuto con il Signore ,dopo avere fatto esperienza diretta del Signore , perché Giuda è apostolo come tutti gli altri , siede nel cenacolo come tutti gli altri e come gli altri liberamente sceglie da che parte stare …. e sceglie il carro del vincitore , il comune sentire , sceglie di servire il potere dell’uomo , non la misericordia di Dio , la forza bruta ( pensiamo alla Passione ) , non la tenerezza e l’attenzione dell’amore che Dio manifesta e rivolge all’uomo . Chi rimane nel cenacolo dopo l’uscita di Giuda è il “ piccolo resto “ frase ricorrente nella sacra Scrittura, nell’Antico Testamento . Siamo dunque fratelli cristiani il piccolo resto , coloro che hanno raccolto dalla Tradizione l’eredità di chi è rimasto nel cenacolo , coloro che cercano di seguire il Signore con le difficoltà che ciò comporta , come gli apostoli nei racconti della Passione, Morte e Resurrezione del Signore e poi nel libro degli Atti . Per il piccolo resto è dunque …. l’opera di Dio che è il credere ,dunque coloro che si dichiarano credenti includendo in ciò il dubbio , le difficoltà , la stanchezza nel credere e del credere , ma tendenti ,tesi , protesi alla fede , alla fiducia nelle edificanti e rasserenanti parole del Signore . Dio , dunque la salvezza , è alla portata di tutti , ma è per coloro che lo scelgono , la scelgano ; la parola di Gesù nell’istituzione dell’Eucarestia coinvolge i presenti , cioè tutti coloro che vi partecipano …. è per tutti coloro che sono presenti al Sacrificio , l’opera di Dio è appunto il credere e Dio opera nei credenti e invita tutti a scegliere liberamente la sua opera e a manifestare pubblicamente il proprio credo ( non per altro recitiamo il Credo durante la celebrazione Eucaristica ) ; altresì attende con pazienza le nostre risposte e osserva le nostre scelte, proprio come il padre attende le risposte e le scelte del figlio . Le scelte del figlio sono le scelte di ogni credente , scelte libere e rispettate dal padre ( anche se spesso non comprese e non condivise ) , scelte spesso traumatiche quelle di non adesione , di uscita dall’ambito famigliare , ma in tutto ciò è contemplata , sperata e attesa dal padre anche la scelta del figlio di ripensare , del ritornare indietro , a casa e quel momento verrà celebrato perché inizio di una vita nuova , di rinascita di battesimo . Il piccolo resto dunque è consapevole delle sue libere scelte e si sforza di viverle , ciò che conta è il vivere ciò che si sceglie e ciò è testimonianza . Facciamo attenzione a come viene usata questa parola “ testimonianza “ che è stata coniata , nei primi secoli , per coloro che davano la vita per il Signore e che oggi spesso è abusata , ridotta al solo significato esperienziale, mentre testimoniare significa morire dentro , fare emergere l’uomo nuovo che la fede genera in ogni credente che si lascia penetrare dalla feconda Parola . Credere dunque è l’adempimento delle promesse battesimali e l’inizio di una nuova vita che in ogni cosa , ogni azione , ogni gesto assumono un nuovo significato , il vero significato , ogni cosa, azione , gesto è trasfigurata cioè di ciò se ne coglie l’essenza cioè il significato alla luce della Parola . Tutto cambia fratelli cristiani , tutto è illuminato di luce nuova , si è così testimoni che non raccontano le loro esperienze ma raccontano con la loro vita il proprio credo ….. così è capitato ad Antiochia , dove i pagani cogliendo la luce che i membri della comunità sprigionavano, irradiavano , li chiamarono cristiani e che Giovanni sintetizza con : “ Di questo tutti sapranno che siete miei discepoli ….. “ , è con la nostra vita , per come viviamo la nostra fede , il nostro credo , l’opera di Dio , che siamo riconosciuti cristiani , che veniamo riconosciuti cristiani. Il profeta Geremia scrive , ancora prima dell’avvento di Cristo : “ Tu sei in mezzo a noi , Signore , e noi siamo chiamati con il tuo nome …….. “ ,preludio di ciò si è avverato ad Antiochia e di ciò che dovrebbe capitare qui oggi , in una società pagana , non per niente da anni chi è succeduto al soglio di Pietro parla e propone con insistenza per l’Europa una nuova evangelizzazione . La nuova evangelizzazione inizierà quando avremo toccato il fondo , oggi non ci siamo ancora arrivati , siamo sulla buona strada ma al fondo non vi siamo ancora giunti ; e non parlo di numeri , perché saremo sempre un piccolo resto , i pochi dei molti , ma di qualità del credere ….. il Signore chiede la totalità dell’essere , del nostro essere non la parzialità e ciò implica rinunce e quell’essere relegati nel piccolo resto , accettare di essere quei pochi dei molti e ciò spesso fa male , umilia perché significa essere messi in disparte , accantonati spesso dimenticati , non interpellati , che è ciò che i sacerdoti del tempio con gli scribi e i farisei pensavano di riservare a Gesù . Rinchiuso nel sepolcro , posato all’ingresso del sepolcro il grande masso , tutto sarebbe tornato alla normalità , come prima , ma il masso del sepolcro è stato divelto e il tempo non è più stato quello prima , la pace è finita , perchè il Signore non è venuto , sono sue parole , a portare la pace , ma il fuoco , ecco perché lascia a noi lo Spirito , perché tutto alla luce del fuoco dello Spirito sia trasfigurato assuma la vera identità … come avverrà ? Come leggiamo in Atti , come abbiamo sentito leggere nella prima lettura : “ Appena arrivati ( Paolo e Barnaba ) riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo di loro …… “ … cioè comunità , condivisione , unità e umiltà …. e chi ha orecchi per intendere intenda ! Oggi celebro alle 8,00 a Ponderano, alle 10,00 a Vaglio, alle 11,00 a Pavignano