LE STAGIONE DELL'AMORE

26.07.2015 08:53

L’amore di Dio per noi fratelli cristiani è reso manifesto nel brano di Vangelo che abbiamo appena ascoltato e proclamato . Il Cristo , Dio , moltiplica i pani  ed i pesci affinchè tutti ne possano  mangiare in abbondanza , se ne possano saziare e avanzarne 12 canestri . In questo sta l’amore di Dio per l’uomo , nella cura che ha per esso , lo sfama , lo fa riposare tra l’erba ,ci informa Giovanni segno che il luogo era fresco , che il luogo scelto da Dio  , nella calura del deserto era fresco , “ C’era molta erba in quel luogo “ annota Giovanni . Dio guarda il suo popolo il suo santo popolo , infedele e lo serve , al meglio lo serve malgrado la sua continua infedeltà  . La cura di Dio per il suo popolo è la misericordia , cioè il perdono alla sua infedeltà , perdona sempre il Signore , e si mette al servizio del suo popolo . Il Signore ama il suo popolo , lo ama perché lo ha creato , l’ha plasmato dalla terra , lo ha fatto dal nulla , dal nulla lo ha reso figura , lo crea a  sua immagine e somiglianza capace di generare , dunque di amare di quell’amore dal quale è stato lui stesso amato e generato e gli insuffla il suo Spirito . Dio crea l’uomo libero , libero di scegliere , non pone condizioni Dio , Dio propone condizioni e lascia l’uomo libero di decidere del suo futuro , se progettarlo da solo o in compagnia di Lui del suo stesso Creatore , dividendo con Lui sogni e realtà . Dio interviene nella storia dell’uomo quando questo ne ha necessità o lo richiede, ma interviene a modo suo , le modalità che il Signore detta sono personali, sono segni , miracoli , cioè ciò che va oltre al comune , fuori dal comune dunque , novità . Solo chi ama introduce nella propria vita la novità perché tutto è visto secondo un nuovo punto di vista che è appunto l’amore . Chi ama va oltre , si comporta oltre i normali schemi , introduce modalità diverse da quelle che usa normalmente , perché deve essere novità , nuovo , il nuovo . L’amore stesso è novità , si parla delle stagioni dell’amore , dunque l’amore ha stadi diversi , novità, continua novità. La novità è ciò che interessa , spesso stupisce , mai stufa , o stanca , è nuova visione delle cose , o di una cosa , nuova esperienza . La vita del Cristo , di Dio è movimento , e il movimento genera novità e seguito . “ … e lo seguiva una gran folla … “ osserva e scrive Giovanni , Dio ha seguito perché è novità , dunque progresso , Dio è l’oltre , il di più , ciò che deve essere raccolto e conservato per il proprio sostentamento , Dio è l’inesauribile , non finisce mai , perché il suo perpetuarsi è la mia esistenza , che è l’eternità ,Dio non ha limite , come annota Giovanni , è al di qua della riva  e al di là  , è nel mare e sul monte e tra l’erba fresca . Dio è il responsabile della mia salvezza , della salvezza di molti “ lo seguiva una grande folla perché vedeva i segni che compiva sugli infermi “ , Dio come si diceva prima è misericordioso e la misericordia è la sua manifestazione perché suo fine è la salvezza , comprende la situazione dell’uomo , entra in essa , vi partecipa e la porta alla maturità dunque alla pienezza .

Quel tempo , in quel tempo sta la condizione ottimale , è descritta una condizione ottimale , che avrà i  risvolti che tutti conosciamo con il precipitare degli eventi, la Passione e la morte di Gesù dunque la nascita della comunità cristiana ,la prima, che prova con le sue forze a reggersi da sola, da sola prova ad ergersi sulle sue gambe , a muovere i primi passi come un infante , è il ciclo della vita , il meraviglioso ciclo della vita . La comunità muove dunque i primi passi , i segni si fanno più pregnanti , il libro degli Atti degli apostoli descrive una comunità assidua nella preghiera e nella frazione del pane attraverso al quale la presenza del Signore è assicurata, quando il Signore non appare direttamente ai suoi componenti : i discepoli .  La comunità cristiana fa , dopo la morte del Signore esperienza della sua mancanza ,è orfana del Signore , non riesce più a vivere dell’amore del Signore attraverso quel pane spezzato , vive un’altra, una nuova condizione , che non è più quella originaria . Entra in crisi la sua Presenza, la Presenza stessa del Signore . Le prove ? La più diretta l’incredulità di Tommaso . Tommaso deve toccare con mano , deve vedere personalmente , non accettando la parola e la testimonianza degli altri , obbiettando con la Tradizione quel perpetuarsi nei secoli del messaggio di amore del Signore  . Ulteriore prova ? L’apprendiamo dalla seconda lettura , la lettera di Paolo agli Efesini . Paolo invita la comunità a sopportarsi vicendevolmente : “ sopportandovi a vicenda nell’amore “ . La comunità a pochi anni dalla morte di Cristo , è invitata a sopportarsi uno con l’altro ma non amarsi . L’amore che gli Apostoli hanno provato facendo esperienza del Signore e nel Signore , lasciandosi amare da Lui  , non riescono a riproporlo tra di loro e nelle comunità . La parola d’ordine dunque di allora per l’adesso e per l’avvenire è sopportatevi a vicenda , inizia lì subito , da subito , l’idea di  rievagelizzazione . La rievangelizzazione non è cosa dei nostri tempi ,no,  anzi la sua origine è immediata alla morte del Cristo ha origine nella prima comunità cristiana , ancora quella apostolica . La fonte dell’amore non c’è più e la comunità è incapace di vivere l’alleanza , quella sorte di vita comune intrapresa dal Cristo e con il Cristo . La comunità  la vive nella forma , ( vivono insieme , solo insieme , coabitano) ma non nella sostanza ( non si amano più, non sanno amare e amarsi )perché non hanno amato ma sono solo stati tanto amati  . Non è più presente l’autore della vita , cioè chi ama . Tutto ha tendenza a sfaldarsi, a corrompersi ecco dunque la necessità della rievangelizzazione.  Come conseguenza si inizierà a scrivere i Vangeli , la Sua Parola , la Parola, nero su bianco , testimonianza . Attraverso alla Parola,Il Verbo fatto carne , si può incontrare il Signore, la Presenza dunque , si può ristabilire il dialogo , l’alleanza , l’amore , quel clima di amore che il Cristo creava con la sua stessa presenza ,proprio  perché, amore ,carità . La sopportazione non è vincolo di unità , l’amore è vincolo di unità , solo recuperando la dimensione dell’amore si giunge all’unità, la sopportazione è un pagliativo , una tappa di avvicinamento , un percorso formativo ed educativo all’amare  . La sopportazione implica l’accettare obbligatoriamente l’altro che è dunque imposto o si impone  , diversamente amare significa scegliere ed essere scelto . L’amore è dunque perfezione e la perfezione non è di questo mondo , in cui tutto si corrompe nell’attesa della ricapitolazione e della resurrezione della creazione stessa, cioè della vera e definitiva dimensione . L’amore è uno stato di tensione , ciò a cui si tende sapendo che al massimo si giunge alla sopportazione vicendevole, ma è comunque l’ inizio di un percorso, di un cammino  . L’amore è scambio , è entrare l’uno nell’altro per dare vita , per originare, dare origine all’altro da me ,da diverso da me ,per stabilmente risiedere ,l’amore è la vita infatti è dono di Dio , la sopportazione è il mantenimento della vita infatti è affidata alle mani e al libero arbitrio dell’uomo è proposta da un uomo Paolo , l’amore viceversa è proposto e donato da Dio ; la sopportazione è fattore umano , l’amore è di natura divina .

Solo l’amore è forza tanto da divenire ed essere segno , cioè il moltiplicare attraverso il quale si possa giungere all’abbondanza, all’inesauribile segno del quale è l’ avanzare dunque il conservare  .