LA NOSTRA VERA IDENTITA'

30.10.2016 15:13

“ Oggi per questa casa è venuta la salvezza …. “ ma quando è avvenuto ciò ? Quando il Signore proferisce queste parole riconoscendo Zaccheo : “ … figlio di Abramo “ ? Quando ? Quando di sé , il Cristo afferma : “ Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto “ ? Figlio dell’uomo , cioè colui che secondo quanto scrive Ireneo di Lione nella sua opera Contro le Eresie ( 3,19,1.3 ) : “ …. il Verbo di Dio si è fatto uomo e il Figlio di Dio si è fatto Figlio dell’uomo , affinchè l’uomo ,unendosi a Dio e ricevendo l’adozione filiale , diventi figlio di Dio …. “ . Quando si è avverato tutto ciò …. quando ? Quando Zaccheo ,pubblicano , ricco , è sceso dal sicomòro , quando cioè ha riacquistato la sua statura fisica , morale , spirituale , intellettuale , politica … quando è ritornato ad essere ciò che era , uomo , quindi figlio di Dio … non un pubblicano , né un ricco , né un ricco pubblicano ….. leggiamo nel libro del profeta Geremia ( 1: 5 ) : “ Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre , io ti ho conosciuto …. “ è a questo che dobbiamo tendere , è questo lo scopo della nostra vita , scoprire la nostra vera identità … già conosciuta da Dio , quindi conoscibile , e quella identità che Zaccheo , cieco , non vede , deve salire per vedere , senza accorgersi , che ciò che deve vedere è alla sua portata e prende coscienza che non è più un ricco pubblicano e che quella o quelle qualifiche gli erano state date dall’uomo , attraverso un giudizio o più giudizi …. ma Zaccheo prende coscienza che per Dio , è un figlio di Abramo , cioè figlio di Dio , perchè ha saputo scendere dal piedistallo in cui si era posto , sul quale era salito , e disceso di là ha saputo , voluto accettare quello che Dio aveva predisposto per lui , ha saputo scegliere la dignità che Dio aveva scelto per lui e di conseguenza per ognuno di noi : l’essere figli , suoi figli … figli di Dio e in Dio ,Dio . Paolo nella secondo lettura ,questa realtà , questa verità , la esplicita così : “ ….. perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata “ …… Siamo dunque chiamati , i chiamati , coloro che sono fatti oggetto di una attenzione , a cui è rivolta una domanda , coloro che sono invitati a riflettere , a scegliere , ad esercitare dunque la loro libertà …. essere con …. meglio ancora essere o non essere …… di shakespeariana memoria . Dal libro della Sapienza , che abbiamo poc’anzi ascoltato , sono state lette queste parole : “ ….. Signore amante della vita …. “ . Dio ama la vita e noi siamo vita , e se ama la vita la rispetta , rispetta l’uomo che sceglie …. in un modo o nell’altro ….. Dio guarda non l’aspetto , ma il cuore dell’uomo …. il mio cuore , e io devo guardare il mio cuore e non quello dell’altro , non devo dire all’altro ricco , pubblicano perché l’altro , per me , che è diverso da me , è come me , figlio di Dio e Dio è il Padre …. questa è la mia statura , questo è il mio lignaggio . Ancora dal libro della Sapienza abbiamo sentito leggere : “ Signore …. non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato ….. “ Zaccheo dunque non è un ricco pubblicano ma un figlio di Abramo , figlio di Dio che deve ancora scegliere , deve ancora maturare , deve scendere da quel piedistallo in cui si era posto o si era lasciato porre . Siamo polvere e in polvere ritorneremo , leggiamo in Genesi , all’inizio del Libro della Genesi al capitolo 3 , versetto 19 , all’inizio cioè ,del nostro cammino , all’inizio della lettura della nostra esistenza ….. della storia della nostra salvezza , e questo ci insegna che questa pericope deve essere sempre presente , nel proseguo del nostro pedagogico cammino , della nostra pedagogica lettura del libro della vita. Luogo naturale della polvere è il suolo , la terra , è in basso che la polvere si deposita , tende a depositarsi ,staziona nel basso . Siamo stati tratti dalla polvere , terra impastata , siamo dunque materia umile , non oro né argento , ma terra , che non ha valore , ma che in sé , in nuce , ha la potenza di far generare , far germinare , è terreno per far crescere , non così i metalli o le pietre preziose , un cantautore genovese poneva in versi , che poi musicava , questa affermazione : “ … dai diamanti non nasce niente , dal letame nascono i fior … “ . Zaccheo dunque si fa letame , sa farsi letame , humus , sceglie la fecondità alla sterilità … ed è divenuto fecondo scendendo dalla sua apparente condizione per assumere la sua reale condizione , la sua reale e vera statura . Ora guarda il Cristo , la salvezza , dalla posizione che gli compete che è sua propria , non da quella provvisoria , presa a prestito …. e la sua statura è piccola , lo abbiamo sentito proclamare da Luca : “ …. perché era piccolo di statura … “ ma questa sua condizione è la condizione umana …. siamo tutti piccoli di fronte a Dio , come siamo tutti figli , e tutti guardiamo verso l’alto , siamo chiamati a guardare verso l’alto perché Dio è là, non oltre le nuvole , tanto che l’uomo per raggiungerlo volle costruire una torre ( Babele docet ) , ma perché Dio è appeso alla croce , così si è innalzato Dio , così che io lo possa vedere ed abbia compassione , cioè che patisca con lui , divida con lui quel dolore che io non posso vincere ,né sopportare , quella condizione di cui lui stesso si è fatto carico affinchè io stesso ne fossi scarico , per dare a me la possibilità di guardarlo , di ammirarlo e amarlo . Siamo uomini di bassa statura , perché il profilo dell’alta statura è detenuto da Dio , anche lui come noi , pesta la polvere con i sandali , ha i piedi ben piantati a terra è uomo come noi , è Figlio dell’uomo ma non ha la necessità di salire sulla pianta per essere visibile , la sua statura svetta , è già centro di attenzione affinchè l’uomo individuandolo e incontrandolo , scelga , ma a questa umanità non basta , dovrà salire sul “ legno della Croce “ per attirare tutti a sé ….. perché come leggiamo nel libro della Sapienza : “ …. credano in te Signore “ .