IL PERICOLO DI CHI NON SI CONOSCE

16.09.2016 06:45

Ho acquistato l’ultimo libro di Benedetto XVI dal titolo “ Ultime conversazioni “ , una intervista rilasciata allo scrittore e giornalista Peter Seewald . Il secondo capitolo della prima parte del libro , affronta le dimissioni presentate dal Papa . Chi intervista nella prima domanda che pone, ricorda il libro precedente scritto nel 2010 e dal titolo “ Luce nel mondo “ in cui il Papa sosteneva : “ …. che quando un papa non è più in grado fisicamente o psicologicamente di svolgere l’incarico affidatogli , ha il diritto e in alcune circostanze il dovere do dimettersi “ …. parole segno della chiarezza tedesca e del rigore dell’uomo di fede …. un uomo di fede che ritiene che la natura della sua decisione , la forza della sua decisione non sia proprio farina del suo sacco , infatti così risponde : “ In questo genere di cose si riceve un aiuto … “ e non tanto dall’uomo …. e Benedetto XVI , da uomo di fede qual è , ritiene che l’aiuto viene da un rapporto con il Signore infatti svela che : “ Con il buon Dio se ne parla in abbondanza …. “ . La decisione dunque è frutto del rapporto profondo , intimo , personale dunque sponsale …. quel rendere conto a chi si ama e dal quale si è amati e sempre ritenuti degni di considerazione ….. si considera un uomo quando ha dato ciò che poteva dare , e quel “ poteva dare “ è la Pasqua , il passaggio , il passaggio del tempo , nel tempo , il tempo di ricongiunzione . Fondamentale , però è dare ciò che si poteva dare … non dare ciò che si sarebbe voluto dare o dare ciò che gli altri avrebbero voluto che si desse , no , riconoscere le proprie capacità , le proprie forze , quelle e non altre che è il non ingannare gli altri e se stessi , è pace con se stessi , umiltà …. è il rapporto con il Signore , il dialogo con il Signore , quel parlare in abbondanza e in abbondanza ricevere …… in gioco non solo la funzione , ma l’essere , la parte più intima …. così spiega Benedetto XVI : “ …. il successore di Pietro infatti … non è solo legato ad una funzione , ma è coinvolto nell’intimo dell’essere “ …. il livello si alza , ma dobbiamo dire che ogni uomo cristiano e non deve alzare il livello , per il cristiano è il cammino verso la santità che lo porta a trasfigurare la sua esistenza , ad entrare in quell’oltre che l’accettare di essere introduce …. sono, dunque esisto e se esisto esiste ciò che mi circonda e ciò che ha voluto che fossi e che fosse ciò che mi circonda . Ma devo essere , sinceramente essere , essere me stesso e non altro . Ciò vale per ogni cosa e per ognuno . Ora se non sono in grado di essere ciò che devo essere non mi conosco , e se non mi conosco vivo l’apparenza anziché la sostanza , perché il mio grado di maturità è in fase di completamento dunque devo fermarmi sostare , devo riprendere il mio dialogo con Dio e con me stesso . Questo può capitare ad ogni età , non necessariamente è più legato alla gioventù che alla anzianità , il processo di maturazione è continuo , importante è conoscersi e riconoscere il momento di fermarsi , di non proseguire ma di riacquistare pace e rapporti e ciò fa crescere è in funzione della crescita cioè della realizzazione di se stessi . Benedetto XVI è dunque un uomo in crescita , che si riappropria dell’essenziale , che nella vita di un cristiano è l’intimo rapporto che scaturisce dall’atto di fede ….. e tutto ciò è molto sponsale . Nulla si sacrifica all’atto sponsale, nulla può o deve incrinare l’atto , in gioco è l’intimità , cioè l’equilibrio della persona . Benedetto XVI dichiara , in riferimento al papato : “ … se non c’è più la capacità è necessario ……. lasciare libero il soglio “ . Nulla si sacrifica per l’atto sposale : “ Quello che dunque Dio ha congiunto , l’uomo non separi “ e il rapporto sponsale non è il ministero , ma il rapporto intimo , personale , esclusivo con Dio , quello è l’essenziale e l’irrinunciabile . “ L’essenziale è invisibile agli occhi “ abbiamo letto nel Piccolo principe di Saint – Exupéry e nella seconda lettera di Paolo alla comunità di Corinto ( 4,18 ) : “ Le cose visibili sono di un momento , quelle invisibili sono eterne “ ….. è il rapporto personale che va privilegiato , perché Dio con me stabilisce un rapporto personale , intimo esclusivo , un rapporto d’amore , sponsale dunque che coinvolge tutto il mio essere non solo una parte . Fondamentale è l’equilibrio , la conoscenza di sé che regola tutte le altre conoscenze , conoscendomi acquisisco conoscenza e la conoscenza è strada alla sapienza dunque alla verità e alla libertà …. l’uomo libero è capace di gesti anche eclatanti perché la manifestazione della libertà e della verità , invece di essere quotidianità , oggi sono gesti eclatanti , eroici senza mai considerare che il cristiano è l’eroe , il nuovo eroe , perché è Dio , nel suo rapporto con Dio è Dio . Il gesto dunque non è eroico , anomalo o coraggioso è la manifestazione del modo di essere , dell’essere . Queste parole che leggiamo , nel libro intervista dovrebbero farci comprendere ,quando sia normale che un cristiano legga i segni dei tempi che Dio fa percepire e li attualizzi nella sua vita , nulla di eroico , ma frutto della buona conoscenza di se stessi …… chi non si conosce è in pericolo ed è un pericolo ……