Fede nell'infedele

19.08.2017 00:46 Non è il dirsi , proclamarsi cristiani che garantisce la salvezza , fratelli , non è l’essere stati battezzati o il semplice frequentare , fare presenza o impegnarsi in questo o in quel gruppo cristiano o ancora , frequentare la messa domenicale o partecipare a chissà quale pellegrinaggio a procurare la salvezza . Si ottiene la salvezza o la guarigione , per usare la terminologia evangelica , se si vive la fede …. come Matteo ci ha appena raccontato . La donna cananea è una infedele , non professa la fede nel Dio di Abramo , di Isacco e di Giacobbe , la fede degli israeliti e Gesù, lo afferma lui stesso , si dichiara mandato , inviato a richiamare coloro che hanno aderito esteriormente , superficialmente a quella fede , coloro che la professano solamente per appartenenza etnica , per tradizione ma , in cuor loro , non la manifestano , non la vivono …… sono dunque , come si è letto in questo brano di Vangelo di questa XX domenica del T.O. : “ …. pecore perdute della casa di Israele … “ . Gesù poi dimostra la sua durezza verso quell’infedele , associandola ad un cane , riascoltiamo le sue parole : “ … Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini …. “ , lo abbiamo sentito proclamare poc’anzi . Gesù , provoca l’infedele , la provoca non per ferirla , o per offenderla ma per provocare la sua reazione , perché pubblicamente essa manifesti la sua interiorità , il suo intimo credere , la consapevolezza del suo essere , di ciò che ella è e ciò che è Lui , il Signore . La reazione della donna , non si lascia attendere , è pronta e risponde per nulla timorosa , attraverso le dirette ma prudenti parole testè ascoltate : “ … E’ vero Signore …. eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni …. “ . Con quella risposta ella riconosce in Gesù il Signore , Dio …. nelle sua Parola la verità …. ed in Lui la sua totale dipendenza . La risposta , l’ affermazione della donna cananea , vi ricordo fratelli cristiani , era stata preceduta dal gesto della prostrazione e dall’invocazione : “ Signore aiutami ! “ gesto ed esclamazione non indifferenti a Gesù …. che se in un primo tempo , come annota Matteo : “ …. non le rivolse neppure una parola … “ dopo quella richiesta e quell’atteggiamento , toccato , pedagogicamente la provoca . L’insegnamento è diretto a chi vive quel dialogo cioè alla pecore perdute della casa di Israele e i docenti , i maestri sono due : Dio ,il Signore , Gesù e la cananea un infedele , un cane . Dio delle parole della donna cananea , dell’infedele , ne fa la sua Parola, Parola di Dio in barba ai discepoli che volevano tenerla a distanza , perché donna e in più infedele ….. loro uomini , virili e fedeli , degni di fede . Ebbene Gesù ribalta le posizioni , ella viene esaudita e pubblicamente è riconosciuta da Dio degna di salvezza , della guarigione attraverso questa esclamazione trascritta e tramandata : “ Donna , grande è la tua fede ! Avvenga per te come desideri “ mentre i discepoli sono costretti ad osservare in silenzio e in silenzio imparare a come riconoscere , porsi, affrontare Dio e mettersi alla sua sequela . La non appartenenza alla Chiesa dunque non è chiusura alla salvezza . Dio opera per la salvezza dell’uomo nei modi più disparati se l’incontro suscita qualcosa , se la sua presenza suscita la reazione , se è riconosciuto , rivelato …. ricordiamo come il Cristo in croce porti con sé il ladrone in paradiso , come diremmo noi oggi lo proclama santo direttamente … senza bisogno di processi canonici o attraverso i passaggi graduali che conducono alla santità . In quel tempo , in quel luogo “ …. verso la zona di Tiro e Sidone … “ Gesù come al solito , capovolge gli schemi , chi millantava santità in realtà si dimostra un infedele o uomo di poca fede e chi era considerata una infedele gli è riconosciuta , da Dio , una grande fede . Ma poi fratelli cristiani la prima lettura , tratta dal libro del profeta Isaia ci aveva già preparati a questo brano di Vangelo . Gli stranieri , di cui parla il profeta , quelli “ ….. che hanno aderito al Signore , per servirlo , e per amare il nome del Signore e per essere sui servi , quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza … “ coloro cioè che a prescindere dalla fede dichiarata , ma dalla fede che è insita in loro , che Dio fa scaturire in loro , in quell’intimo rapporto con il Padre , rapporto di amore , adesione , servizio , fermezza e rispetto per la tradizione ebbene di costoro , attraverso le parole del profeta , Dio proclama : “ …. li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera . I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi al mio altare …. “ . La cananea dunque incarna la Parola che Dio ha ispirato al profeta : “ …. Osservate il diritto e praticate la giustizia , la mia salvezza sta per venire , la mia giustizia sta per rivelarsi … “ ella riconosce la Rivelazione e la rivela , quel dialogo rivela la potenza di Dio e la sua salvezza e ciò è diritto osservato e giustizia praticata . La cananea compie dunque un atto di fede , l’atto di fede , manifesta coraggiosamente il suo credo …. sì… dimostra coraggio , lei donna , anello debole di quella società maschilista di cui è parte . Per il giudizio di quella società sfida un uomo gridandogli contro ….. e poi …. poi sfida Dio … provocata , provoca e ottiene …. Con una sensibilità tipicamente femminile , dichiara la sua dipendenza , chiede pietà e, la risposta ad un sentimento è sentimento e il sentimento è affettività e l’affettività è strada , via all’amore . Se la cananea è un’infedele , se Isaia ci rammenta che la fede prescinde dall’appartenenza di uno specifico credo ma segue una via interiore attraverso l’intimità con Dio vissuta e manifestata …. Paolo , autore della seconda lettura , va ricordato , che fu un persecutore della Chiesa la combattè con ogni mezzo , culturale , spirituale , dottrinale , materiale ….. e secondo le parole di Gesù fu una delle pecore perdute della casa di Israele . Ebbene Paolo nella lettera che invia alla comunità di Roma attraverso questa esclamazione : “ ….. Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili ! …. “ afferma quelle verità di cui Isaia scrive , che la cananea proclama e che lui , Paolo , con la sua stessa vita ha vissuto e testimoniato .