CONDIVIDERE NON POSSEDERE

24.12.2014 10:15

Continuando quanto scritto ieri, ed entrando nel secondo momento (ieri è stato sviluppato il primo), inerente a quanto riporta Giovanni nella sua prima lettera, ovvero:” non amate il mondo né ciò che è mondano”, Bianchi ci fa notare che Giovanni chiama i membri della comunità “carissimi”, e cita un’affermazione di Origene contenente una frase di Paolo ai Corinti:” la carità non avrà mai fine”. Ecco chi sono per Giovanni i “carissimi”, coloro che sono convinti che “la carità non ha mai fine”. Origene poi afferma che “il comandamento della carità non invecchia mai… infatti rinnova costantemente lo spirito di quanti lo osservano e lo custodiscono”. I “carissimi” di Giovanni, i cristiani scrive Bianchi:” che -dicono -devono dimostrare  concretamente di vivere secondo le loro parole perché- dicendo- si può ingannare l’altro, ma solo realizzando ciò che si dice, ( io sarei più propenso a dire: tendendo  a realizzare), ciò che si dice si può mostrare di essere nella verità”. Ai “carissimi” destinatari delle sue lettere Giovanni propone l’imperativo “non amate il mondo né ciò che è mondano” e per Giovanni, secondo Bianchi:” il mondo così inteso personifica la realtà ostile a Dio e a Gesù Cristo... l’insieme delle dominanti che si contrappongono al disegno di salvezza di Dio… che trova la sua manifestazione storica in una sorta di personalità collettiva identificabile con  ideologie, costruzioni umane, assetti politici che stanno sotto il potere… del principe di questo mondo”. Secondo Bianchi commentando Paolo e Giovanni, “Dio ama intensamente l’umanità fino a riconciliarla a sé in Cristo mentre essa gli è nemica, ma non può amare la mondanità perché egli desidera per gli uomini una vita piena e felice, condizione a cui si oppone radicalmente la mondanità alienante e mortifera. Amare l’umanità e nel contempo rifuggire la mondanità che tenta ogni uomo, ( Bianchi scrive ogni, dunque lui compreso), poiché chi ama la mondanità non può avere in sé l’amore di Dio”. Il dovere di ogni cristiano, di noi “carissimi” è quello di prendere posizione riguardo la mondanità e per qualcuno, all’interno del presbiterio, questa posizione è il lasciarsi non solo tentare ma  aderirvi e introdursi, tanto che il Santo Popolo di Dio sempre più constatandolo si allontana, non distinguendo più chi vi aderisce e chi no, ma facendo “di ogni erba un fascio”, il nostro stile di vita è dunque determinante e Bianchi ha colto nel segno.