ASCOLTATEMI TUTTI E COMPRENDETE BENE!

30.08.2015 09:06

“ Ascoltatemi tutti e comprendetemi bene “ è l’invito , la chiamata , che il Signore fa ad ognuno di noi personalmente  . Ci viene richiesto di ascoltare e comprendere , questo è il nostro interagire , agire con , agire con il Signore . Quando ci chiamano ad altro “ sono precetti di uomini “ sono “ tradizioni degli uomini” cioè , ciò che trascura “ il comandamento di Dio “ lo abbiamo appena letto , proclamato , ascoltato dalla Parola dal Signore stesso  . L’ascolto implica attenzione , tutto il corpo è proteso all’ascolto , non solo le orecchie , ma gli occhi, che cercano , guardano , scrutano , colgono ; la stessa postura del corpo indica attenzione o rilassamento . Si gusta poi l’ascolto , lo si porta dentro , per poi riprenderlo e ruminarlo , rigustarlo , rimasticarlo , “ ridigerirlo “. Persino l’olfatto è chiamato in causa , si respira l’ascolto ,il clima che crea , quel suo espandersi tutt’intorno , come un profumo , una essenza , creando l’ambiente giusto . Si tocca , si palpa l ‘ascolto , se ne fa esperienza , si accoglie l’ascolto , è persona l’ascolto ; e se è Persona l’ascolto , lo si incontra . Oggi perdiamo la capacità dell’ascolto , con l’uso della lettura , la parola di Dio è proclamata dall’ambone è Tradizione  ma  letta dall’assemblea ,nell’assemblea si perde l’ascolto , l’attenzione al luogo ed allo spazio , si ascolta se stessi ,non più Dio che parla, non risuona più la sua voce in noi , ma la nostra che non è la sua,   siamo noi al centro non più Dio , io sono dio e Dio non è più in me , è l’idolatria , l’idolatria di noi stessi , il messaggio di questo mondo , di questa società  . L’attenzione deve essere concentrata alla mensa , che in questo caso , è l’ambone dove la Parola è proclamata , letta , dove diviene mensa della Parola , dove Dio parla , ci parla attraverso la voce del lettore , si manifesta pubblicamente e umilmente attraverso un’altro , dal Creatore alla creatura ; il lettore diviene un prestatore d’opera , presta la sua voce a Dio perché lo si possa ascoltare e comprendere dunque accogliere . Il lettore in quel momento , nella Chiesa , nella Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica esercita un ministero minore che è detto lettorato , leggere la parola di Dio , compiere un ministero non è solo  appannaggio di pochi ma esteso a tutto il santo popolo di Dio  raccolto in assemblea:  l’Ecclesia ,la Chiesa è quel “ tutti “ del racconto marciano , di Marco . “ Ascoltatemi tutti “ significa sospendete ogni attività , abbandonarsi , lasciarsi rapire , lasciarsi  sedurre  “ mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre “recita con un linguaggio poetico la Sacra Scrittura , significa consegnare il cuore , entrare in quel torpore , in quel sopore , che è preludio al dormi veglia , significa sgombrare la mente da ogni pensiero , essere in pace ,dunque prestare attenzione . Nell’ascolto non c’è attività , non deve esserci attività alcuna , c’è passività attenta e volontaria , libera ,il Signore non vuole attività alcuna ma la consegna a Lui,di tutto noi stessi , anima , corpo spirito , come Lui ha dato all’uomo e diviso con l’uomo la sua anima , il suo corpo , il suo Spirito , abbandonando e consegnando tutto se stesso nelle mani dell’uomo . Se Dio ha consegnato tutto se stesso nelle mani dell’uomo così è richiesto all’uomo di consegnarsi nell’atto in cui Dio gli parla . L’ascolto dunque è un atto , è l’opera di Dio , è preghiera , perché ascoltare la Parola di Dio è interagire con Dio dunque è atto e preghiera , dialogo , perché dall’ascolto deriva la comprensione , la meditazione della comprensione , che prepara alla risposta , dunque alla risposta . Nella Sacra Scrittura da qualche parte è scritto che l’Opera di Dio ( Opus dei ) è la preghiera , S. Benedetto su questa realtà , su questo atto ha fondato un ordine , preghiera e lavoro , ( ora et labora ) , in cui la preghiera continua ,incessante, è il lavoro del monaco, e ciò che noi consideriamo lavoro , per il monaco è il mantenimento , dunque per il monaco la preghiera “l’ora” è continuo lavoro , lavoro eterno , perché di là , nel mondo che speriamo , la presenza di Dio è lode continua . Mai fratelli cristiani , lasciamoci espropriare del nostro linguaggio , anche quando cattivi maestri ci impongono anzichè proporci le opere . Le opere sono importanti , elemosina , volontariato , ma inserite in  un contesto di preghiera altrimenti sono opere sociali , degne , ma non appartengono alla nostra tradizione. La base , l’opera di Dio è la preghiera , il dialogo ,l’interagire con Dio , ascoltare ed accogliere quindi operare . La preghiera è atto che giunge ovunque e a chiunque secondo la volontà di Dio , “ sia fatta la tua volontà “ recitiamo nel Padre Nostro ,affidandogli le nostre preghiere , con fede le nostre speranze ;  la preghiera è atto privato non fatto perché tutti vedano e approvino, così da mettersi a posto la coscienza , è nel mio segreto , nell’assoluto ritiro , lontano dall’approvazione degli altri , dalla mondanità , lì prego e prego per ….. la mia mano destra in quel momento non sa cosa fa la mia mano sinistra , la preghiera è atto pubblico segreto di donazione totale di me stesso per il mio prossimo , non è così l’opera, che è sempre parziale , non posso infatti donare tutto ciò che sono , né tutto ciò che possiedo  , ma parte di ciò che sono e di ciò che possiedo , non riesco neppure a donare ciò che mi eccede, ma parte di ciò che mi eccede . Tutti i grandi santi della carità , citiamo madre Teresa che è la più vicina a noi , per operare hanno avuto bisogno di una forte base di ascolto , di abbandono a Dio , di estasi . L’estasi, cioè quell’uscire da sé , in quell’uscire da sé c’è la comprensione , quel  “ comprendere bene “ indicato da Gesù nel brano che abbiamo appena ascoltato , è l’uscire da sé , entrare in quell’oltre che è a nostra portata di mano , in quell’uscire , che è atto di congiunzione tra due realtà che non corrono parallelamente ma che si compenetrano l’una  all’ altra divenendo unità , unica via , unica realtà , unica vita , vita eterna , atto eterno ed eterno atto  . Quando si distoglie da Dio  , quando c’è la volontà di surrogare Dio , è precetto di uomini è tradizione di uomini, è Dio solo che concentra l’attenzione sull’uomo per concentrare l’attenzione su se stesso , che ci invita a cercarlo nel fratello ; è la logica dei monasteri di clausura dove l’atto concreto è l’incessante preghiera , dove l’ascolto e la comprensione dell’ascoltato è opera concreta per ….. e a favore di ….. è morire a se stessi per essere se stessi nell’altro da sè  ; dunque fratelli cristiani  : prestiamo attenzione alla parola del Cristo  “ Ascoltatemi tutti e comprendete bene ! “ .