ADULTERIO

16.11.2015 08:21

Mentre avanza il progetto Fra Galdino , va comunicato per onestà , correttezza e giustizia che è fallito il progetto S. Martino . Questo progetto fu presentato , dal sottoscritto e dal confratello ora postulante carmelitano , alla Caritas nell’autunno del 2011 , il manifesto è poi stato pubblicato su questo sito il 18 luglio 2014  ( lo si cita perché se ne possa conoscere lo spessore ) . Il progetto aveva l’ardire di iniziare i fedeli all’educazione della condivisione dei beni  attraverso l’impegno a versare il 2% del reddito personale in un fondo finalizzato a  finanziare e promuovere iniziative che potessero fare impresa e di conseguenza produrre posti di lavoro . Il progetto doveva avvalersi della collaborazione e consulenza della fondazione Operti di Torino . Monsignore se ne lavò subito le mani , pilatescamente , fummo liquidati con un ….. fate quello che volete ma non chiedetemi soldi . Pilato ! Non commento questa pochezza , in fondo , da ciò posso capire l’ atteggiamento di uno che striscia per ottenere dei soldi per una corona luccicante simbolo di potere e ricchezza , da porre su una statua non certo simbolo di potere e ricchezza ,perchè tutte le ricchezze e il potere della terra non servirebbero per onorarne la semplicità . Il direttore Caritas , goliardo amicone ( avrebbe dovuto fare la comparsa nel film “Amici miei “ che compie in questo anno 40 anni dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche italiane ) ci ha mandato avanti , ci ha fatto mettere la faccia e prendendo a prestito una battuta proprio del film di Pietro Germi vi svelo l’intendimento del goliardo amicone : “ Piatto ricco mi ci ficco “ . A dire il vero , non ha speso una parola per quel progetto , ma è stato alla porta , o meglio presso il conto in banca e quando questo come un panettone è lievitato sino a raggiungere i € 20.000 li ha distribuiti ai lavavetri , cioè ha ridotto un progetto educativo  alla semplice distribuzione di denaro , elemosina insomma , perché lui ha deciso così , lui l’uomo della carità se ne è fregato di chi ci aveva messo la faccia e di chi aveva creduto e si era impegnato per un progetto . Il progetto prevedeva l’individuazione di persone che potessero essere aiutate ad aprire una attività e di questo non c’è mai stata la volontà , prevedeva che si organizzassero ogni anno il giorno 11 novembre giornate di sensibilizzazione circa la condivisone dei beni radunando gli aderenti al progetto , ma “ sintite , sintite “ dulcis in fundo prevedeva, qual’ora il progetto non fosse decollato o la restituzione agli aderenti dei fondi raccolti o in una loro assemblea l’individuazione di una realtà dove far confluire i fondi raccolti . La celebrazione della giornata di S. Martino aveva lo scopo di riunire coloro che avevano aderito al progetto , promuovendo una forma di fraternizzazione con lo scopo di allargare , educare a ciò che negli Atti degli Apostoli è chiaro sin dall’ inizio : la comunione dei beni . Il giornale diocesano poi ,doveva pubblicare , bilanci e quant’altro con una scadenza trimestrale o semestrale per chiarezza e giustizia , ma si sa , è noto che in diocesi la parola bilancio è sinonimo di fittizio , spesso cumulativo , se non di assenza . Nulla di tutte queste buone intenzioni è andata in onda ,  ma una cosa sì è andata in onda : l’incamerazione dei soldi e la distribuzione secondo i dettami del ducetto della carità . Quei soldi non gli appartenevano e da lui  sono stati maldestramente usati per uno scopo ben diverso da quello prefissato , da ciò che si era stabilito , quindi sono stati sperperati , come è successo per il lascito alla parrocchia di Mongrando . Quando si tratta di soldi si trova sempre una via , una soluzione …… “ homo homini lupus “ frase che calza a pennello, vergata da Plauto , commediografo latino , nella sua opera Asinaria e ripresa dal filosofo Hobbes nel XVI secolo il quale ha affermato che l’uomo , per istinto di sopravvivenza e sopraffazione , non può sentirsi spinto ad avvicinarsi ad un suo simile in virtù di un amore naturale . Chi ha sostenuto e aderito a quel progetto è stato soprafatto per l’istinto di sopravvivenza di un ente che è persona giuridica e non fisica , come in fondo sosteneva Hobbes : “ Se gli uomini si legano tra di loro in amicizia o società, regolano il loro rapporti  con le leggi , ciò è dovuto soltanto al timore reciproco “. La persona è sempre calpestata , calpestati coloro che hanno aderito ad una iniziativa che poi è stata a loro insaputa tradita , calpestati coloro che non hanno potuto godere dell’iniziativa , calpestata la Chiesa che ha garantito ciò che non era garantibile per cattiva volontà di chi si era impegnato per la realizzazione di quel progetto . La parola data , l’alleanza sistematicamente viene sempre tradita la Sacra Scrittura è lì per informare e denunciare il comportamento da lupo e da adultero dell’uomo e Dio giudicherà gli adulteri , scrive Paolo nella lettera agli Ebrei e il settimo comandamento , nel capitolo 20 di Esodo , invita proprio a non commettere adulterio , che di fatto è andare contro una fede , quella fiducia riposta nell’adultero da chi subisce l’adulterio . Il progetto educativo è cosa ben diversa dalla raccolta e distribuzione di cibo,che è il progetto fra Galdino ,  occupa più tempo , assorbe maggiore energie e non dà immediati risultati , non c’è né promozione , né fotografie sui giornali , né rivendicazioni di  paternità . Quello che emerge da queste miserie , è la consapevolezza che siamo in mano a personaggi miseri perché non sanno onorare la parola data o che peggio ancora subdolamente si lavano le mani …… e poi questi li chiamano , perché si fanno chiamare …….. pastori .